COME AIUTARE I BIMBI APC AD AFFRONTARE LE PROPRIE EMOZIONI

Ormai lo sappiamo: i bimbi apc vivono le proprie emozioni con molta intensità. L’intensità che vivono è talmente alta da sopraffarli, specialmente in alcuni momenti e in alcune situazioni.

Come poterli aiutare in modo concreto, in quei momenti?

Molte famiglie hanno già trovato il loro modo di gestire tali situazioni; altre, faticano a trovare metodi adeguati per la personalità dei loro figli apc; altre ancora invece, essendo entrate da poco in questo mondo a parte, vagano alla cieca provando tutti i modi possibili e immaginabili.

Per tutte le famiglie di bimbi apc, Jasmine Gage, autrice del libro BAMBINI CON UNA MARCIA IN PIÙ, ci viene incontro.

Fra poco leggeremo insieme come possiamo aiutare i nostri figli in base alle emozioni che provano, ma prima vorrei fare una premessa generale aiutandomi sempre con le parole della autrice.

Per prima cosa è sempre bene osservare il proprio figlio, preda in quel momento delle emozioni miste, per capire se le sue reazioni celano o meno qualcos’altro: un bimbo triste può celare e quindi nascondere della collera; un bimbo collerico, paradossalmente, può nascondere un vero fondo di tristezza.

Dopodicchè è bene sempre mettersi in discussione come Genitori E come Famiglia:

Mia figlia è libera di potersi arrabbiare liberamente, senza alcun limite imposto?

Mio figlio è libero di poter piangere quando sente di farlo, senza problemi?

Purtroppo, ancora, esistono famiglie nelle quali la manifestazione di alcune emozioni sono tabù, fondate ovviamente su false credenze.

Una femmina non può arrabbiarsi, non deve rispondere, non può reagire, deve comportarsi in modo adeguato sempre

Un maschio non piange, non deve dimostrarsi debole, non deve mamifestare affetto, non può baciare il padre

E cosi via…

Solitamente sono in queste famiglie tabù che sorgono disturbi, malesseri e traumi che perdureranno nel tempo e che renderanno difficile la vita al bimbo stesso.

Se vi rendete conto di appartenere a questa categoria di famiglia o se imponete tabù, voi o il vostro coniuge, all’interno del nucleo familiare è bene rivalutare le vostre convinzioni. Per il bene di vostro o vostra figlio o figlia dovrete modificare e cambiare quella credenza falsa e sostituirla con una più reale e sana. Solo così potrete realmente aiutare vostro/a figlio/a a vivere serenamente e in modo adeguato e appropriatamente libero le proprie emozioni e quindi a diventare un bimbo o una bimba equilibrata emotivamente.

Quando un bimbo apc non può manifestare le proprie emozioni come dovrebbe, in tutta libertà, esse si manifestano molto rapidamente attraverso i sogni e/o il corpo. Le emozioni si somatizzano.

In questo caso è bene incitarlo a confidarsi anche con un adulto di cui si fida. Parlandone riuscirà a riconoscere l’emozione provata in quel momento, causa di quel specifico malessere. Scoperta la causa è più facile gestire ogni tipo di sensazione e superare il proprio stato d’animo senza fossilizzarsi sui perchè, per come e per cosa. Il blocco emotivo scompare via via e starà meglio.

Ricordati di non giudicare nè sminuire le sue emozioni. Ogni emozione avvertita è giusta e consona a come il bimbo ha vissuto quella determinata situazione, anche se a voi risulterà essere esagerata, fuoriluogo o inopportuna. Rispettate il modo di sentire le emozioni dei vostri figli.

Se vuole piangere ditegli che lo può fare tranquillamente. Lasciate che i figli agiscano in accordo con le emozioni provate.

Quando è nel “brodo emotivo” cioè avverte emozioni miste e non riesce a individuare l’emozione colpevole per quel malessere che avverte potete aiutarlo a “selezionare e individuare insieme tutte le emozioni che sente in quel momento. Potrebbe anche scriverle o disegnarle.

Il teatro per questi bambini è molto utile perché aiuta a far loro comprendere come canalizzare le energie negative, le tensioni e le emozioni.

In questa prima parte vedremo le 3 emozioni cardini: la Gioia, la Tristezza e la Felicità.

La quarta emozione cardine cioè la Paura merita un articolo a parte tutto suo e la incontreremo nella.seconda parte.

Iniziamo

LA GIOIA

Quando mi è stato chiesto di descrivere mia figlia con un solo termine, beh il primo termine che mi è venuto in mente è stato: Iperentusiasta nel bene e nel male.

I bimbi apc possono difatti rimanere estasiati da una cosa per ore. L’autrice ci informa: “Alcuni genitori lo trovano bizzarro e mettono in ridicolo oppure stroncano l’entusiasmo del figlio. Ma è proprio per via di quell’entusiasmo che può uscire da una emozione difficile.”

A questo proposito, ci consiglia:

Approfitta di questa bella qualità di tuo figlio. È una fortuna avere un figlio che vive con tanta intensità la sua gioia

Se siete quelle famiglie tabù a riguardo della gioia manifesta cercate comunque di capire che questa qualità è fondamentale per loro per superare le negatività che avvertono, le tensioni negative, i momenti No. “Non spegnere questa luce“. Anche se in casa vi è un malato, una situazione di lutto o un depresso Non spegnete mai quella luce, “si può essere rispettosi della morte e della malattia, e parallelamente vivere momenti di gioia”.

Ma a scuola “Insegnagli a circoscrivere le sue esplosioni di gioia. Potrà esprimerla al meglio durante la ricreazione o quando esce da scuola. Se prova una incontenibile contentezza in momenti inopportuni, può affrettarsi a scriverla o a disegnarla nel suo quaderno”.

Se è iperentusiasta puoi chiedergli di moderarsi per non disturbare gli altri.

LA TRISTEZZA

Anche la tristezza viene vissuta dai bimbi apc in maniera tanto intensa da apparire esagerata a coloro che zebre non sono.

Si deve sempre rispettare l’intensità del suo sentimento.

Un esempio che come testimonianza posso portare in modo diretto è ciò che accadde quando Maika aveva 2 anni e mezzo. Una sera si stava vedendo un cartone su rai yoyo che in maniera dolce e con una voce narrante dal tono rassicurante narrava le vicende di un rametto chiamato Bastoncino che non ricordo come, se per il vento o per altro, si staccò dal suo ramo e volò lontano, lontanissimo…le peripizie che dovette affrontare per tornare al suo albero, dalla sua famiglia, furono davvero difficili e anche tristi…siccome dovevamo andare a mangiare dalla sorella, Maika ha dovuto lasciare a metà il film e già in macchina si chiedeva se bastoncino si sarebbe mai ricongiunto con la famiglia. Arrivati a a casa della sorella il film era già finito. Maika esplose in un pianto estremo chiedendosi i mille perchè della sorte del bastoncino, se si era ricongiunto o meno all albero e come avrebbe fatto in caso contrario. Poi ci diceva come si sarebbe sentito, secondo lei, lui, la mamma e il papà mentre vivevano ognuno la loro disperazione per la separazione inaspettata. E da lì ha riflettuto sui bimbi abbandonati, sugli animali randagi e su ogni sentimento umano possibile e immaginabile. Ancora oggi a volte si chiede se bastoncino ha raggiunto la sua famiglia ma poi si da le sue risposte e si calma. E tutto accade per la sua empatia e la sua ipersensibilità.

Difatti “l’iperlucidità della zebra può renderlo molto emotivo“.

Quando poi subentra la Noia, sua nemica primaria, il bimbo apc tende a deprimersi in modo maggiore rispetto alla norma. Per questo si deve stare vigili, proprio per accorgerci se vi siano delle avvisaglie di depressione

In questi casi è bene risvegliare i suoi interessi e passioni e se è utile stimolarlo con nuove passioni ed esperienze, fosse anche portarlo a una mostra d’arte o a un museo o a fare esperienze nella natura.

Per sentirsi rassicurato, ha bisogno di essere canalizzato. Insegnagli a calmarsi e a trasformare la sua tristezza in dolcezza. Dagli tempo.

Accoglilo con rispetto senza giudicare

Aiutalo a trovare parole per il suo dolore.

Siccome ama i rituali, trovane qualcuno che possa alleviare il suo dolore.

A volte piangerà senza spiegare il perchè. Non innervosirti, capita a tutti do piangere senza motivo. Fai insieme a lui delle buone e profonde respirazioni.

Digli che fa bene piangere quando si è triste o quando duole qualcosa oppure quando si è stanchi.

Se non riesce a piangere e sta male, aiutalo ad allentare il controllo facendogli vedere un film triste o raccontandogli una storia triste. Quando avrà pianto a sufficienza, forse non riuscirà a centrarsi di nuovo da solo, e quindi aiutalo collegandolo a un ancoraggio positivo. Prendilo tra le braccia, stai a contatto con lui.

LA FELICITÀ

Come diceva Totò per me una vita totalmente felice è Utopia. Esistono attimi di felicità ed è proprio di quegli attimi che ci si deve sentire grati per sentirsi così appagati.

Per altri invece la felicità è una mèta agognata difficile da raggiungere.

In realtà la felicità non è altro che un equilibrio di energia di senso e piacere nella nostra vita. Ciò vale per le zebrette. Loro per carattere devono trovare un senso in ogni cosa che fanno o che gli si chieda di fare altrimenti tenderanno a essere caparbiamente restii a fare quel tal.compito.

Motivalo a connettersi con il suo corpo, ad ascoltarsi e rispettarsi.

Insegnagli ad avere il coraggio di selezionare i suoi amici e a circondarsi da persone che gli vogliono bene.

Aiutalo a trovare attività che gli danno piacere e che hanno un senso.

Invitalo a stare regolarmente all’aria aperta.

La natura lo ricarica. Il contatto con gli animali gli fa bene.

Anche la meditazione gli arreca giovamento”.

Siamo giunti alla fine di questa prima parte. Presto parleremo anche della Paura e della Angoscia e come poterle affrontare con i nostri figli zebra.

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