Asociale? No, grazie! Selettivo.

Ormai lo si è compreso: i bimbi apc hanno difficoltà a stringere, forse meglio dire scegliere, amicizie vere, quelle consolidate sulla stessa base di parità tra i coetanei.

In più :

Prediligono il rapporto 1:1

Non fanno gruppo

Trattano i coetanei come se rispetto a loro sono piccoli

Non hanno quindi molti amici.

Ebbene, non è che tendono a essere asociali. A loro il confronto, la relazione vera e interessante, la comunicazione con l’altro, piacciono. Eccome.

Ma… Essendo che notano la differenza tra loro e i coetanei, ovviamente, non reputano interessante e utile stringere amicizie vere se non sono stimolanti.

Sono molto selettivi: adocchiano subito il loro simile e cercano di osservarlo fino all’ultimo per poi decidere se vale la pena o meno avvicinarsi e fare col soggetto avvistato, amicizia,ovvero creare un rapporto di amicizia.

Il termine che ha sempre utilizzato Maika nei confronti dei bimbi è “interessante” : “Mamma non ci sono bimbi interessanti” “Mamma quel bimbo (o bimba) è interessante. È mio amico” e se sei interessante, propenso al confronto, simpatico allora rientri subito nella sfera amicale di Maika, senza neanche saperlo, magari. E guarda caso, i bimbi interessanti li trova sempre più grandi di lei molto più grandi. Quando aveva due anni giocava con bimbi dai 5 anni ai 7. E quei bimbi ci giocavano perché “pensavo che fosse più grande” “ma Maika gioca come i grandi. Sa giocare! Maika ci vediamo domani! “. Oggi solo a scriverlo non mi sembra strano ma all’epoca diciamo di sì, anche se favorito questa sua voglia di confronto con i grandi. All’inizio mi creava un po’ di disagio, pensavo che magari i bimbi grandi non la facessero giocare, perché piccola, perché si vergognassero di giocare con una bimba più piccola, non volevo che si sentissero in imbarazzo o costretti a fare spazio a una bimba di due anni. In fondo, anche loro erano bambini con tutte le complessità della loro età. Ma poi dovetti ricredermi. I bimbi grandi non si vergognavano, adoravano giocare alla pari con Maika e la stimavano. C’era sempre una grande festa quando la vedevano arrivare al parco e loro erano già li, a differenza dei coetanei che si impaurivano di Maika, letteralmente, quasi come se fosse una aliena con chissà quale pericolo in corpo.

Ora Maika predilige bimbi dai 7 anni in poi. Lei tratta come piccoli i coetanei, è “materna” con loro… Con i più piccoli dà sfogo alla sua sensibilità e se ne prende cura, tanto da desiderare, più di qualsiasi altra cosa, una sorellina(questo grazie all’intervento mio e di mio marito, quando dai 2 anni in poi dimostrava intolleranza e fastidio nei confronti dei coetanei e dei più piccoli. Lei con loro proprio la relazione non la voleva neanche iniziare, neanche a livello conoscitivo, più approfondito, la rifiutava. Poi, pian piano le facemmo capire che passare del tempo anche con loro, magari su un livello cognitivo pure più “normale” oppure insegnare loro ciò che sapeva era anche Interessante). Questo perché per Maika come per tutti i bimbi apc, tutto ciò che fanno, che ascoltano, che dicono Deve avere un senso profondo e Interessante. Altrimenti non si schiodano dalla loro posizione.

Questa caratteristica è totalmente insana?

Direi proprio di no. Anzi funge, nella maggior parte dei casi, come Prevenzione.

Siamo abituati a vivere in una società che ci informa che è bene essere amici di tutti e nemici di nessuno. Devi essere simpatico per forza, devi saper stare in gruppo altrimenti sei uno strano, devi prestarti in ogni caso al mondo, devi essere amico dei figli degli amici di famiglia perché è giusto così e molto altro ancora.

Ma a livello educativo è giusto?

Che persone diventeranno I nostri figli se saranno così accondiscendenti in tutto, senza spirito di critica o senza la capacità di selezionare e scegliere in senso corretto? Guardiamoci in giro… Coloro che vogliono piacere a tutti, che vogliono essere amici di tutti, che non hanno considerazioni e pareri personali, sono realmente sani? Non credo. Hanno insicurezza? Certo!

Tornando al discorso amicizia, essere al di fuori delle impostazioni comportamentali sociali, essere anticonformisti quindi non rende la vita facile a livello sociale ma magari a livello personale si.

Non si dovrebbe mai insegnare, a priori, di dover essere amici di tutti. Il rispetto delle persone, anche quelle diverse da noi, sì! ma ciò che non va è costringere a essere amico di qualcuno col quale proprio non si va d’accordo, una persona.

L’amicizia è un affare serio, intimo, personale. Nessuno dovrebbe costringere qualcuno a condividere la propria vita con qualcuno che non sopporta.

Noi a Maika l abbiamo lasciata libera di decidere con chi giocare, da chi allontanarsi o con chi passare solo del tempo. Abbiamo favorito e supportato questo suo modo di essere. Anche perché non è che posso modificare i bisogni di mia figlia…finirebbe per stare male. Siamo intervenuti per veicolare una situazione di intolleranza non di amicizia. Ben diverso.

Dicevo, questi bimbi sono selettivi e questa loro selettività, si spera, possa durare per sempre, perché da grandi, quando dovranno fare una selezione anche tra le loro amicizie scelte nel corso del tempo, sapranno tenersi quelli con i quali entrambi potranno imparare gli uni dagli altri. Quindi difficilmente si potrebbero scegliere amicizie sbagliate. E inoltre la selettività li rende più sicuri. L autostima aumenta e aumenterà.

Ma anche in questa caratteristica così speciale vengono visti come strani. Quante volte mi sono sentita dire da mamma “Eh, non va bene. Si troverà male. Deve imparare a stare con gli altri, a fare gruppo e a essere amica di tutti!”

No, cara mia. Va benissimo. Mia figlia non è snob, anzi considera tutti e si preoccupa di tutti ma da qui a vendersi come amica ce ne passa… Lei è un tipo molto empatico e sensibile, ha attenzioni per chiunque, animali, natura o persone che siano, solo che il suo intimo lo protegge e ne ha rispetto. E l amicizia è una questione di intimità e fiducia. Tant’è che gli altri bimbi la considerano come buona amica e come punto di riferimento. Quindi no. Non sono della stessa tua opinione. La selettività nella vita è molto utile! Mi preoccuperei se volesse esserlo amica di tutti“.

Se ancora si fa fatica a dividere il presentarsi come amica e passare del tempo insieme perché si cerca di avere qualcosa di piccolo in comune col dare la propria amicizia per creare un vero rapporto che coinvolge pensiero, considerazione ecc tutto a pari livelli, beh… Vuol dire che purtroppo non si è stati mai selettivi e vere amicizie beh.. Non ne si hanno mai avute.

Seconda domanda stupida da una mamma con il labbro sollevato “Ma sua figlia quando si sposta dal gruppo, quando si isola o gioca da sola o osserva per ore le formiche è perché si sente a disagio o ha qualche tipo di disturbo?”.

Detto in un momento dove avevo passato ore a spiegare che era questione di carattere e dove avevo evitato di dare molte spiegazioni e di parlare di caratteristiche apc, beh… Un po’ offesa mi sono sentita. “No, guardi per l ennesima volta le dico che è tutta una questione di carattere. Niente di più. Nessun disturbo. Stia tranquilla e serena!“. Ma quella mamma proprio quel labbro non lo faceva tornare al suo posto.

E quindi tornando al discorso e analizzando ogni punto… Si penserebbe che ..

Tendono a isolarsi! Sicuramente, ma la motivazione è ben diversa da ciò che si può pensareSi isolano quando non trovano interessanti il luogo o le persone che sono presenti o quando ambiente e persone non offrono loro stimoli adeguati.

Si può comprendere che la loro Selettività possa dare in un certo senso “fastidio“, Rende le cose più difficili, e a noi genitori potrebbe causare frustrazione, specie quando non si riesce a trovare un luogo dove vi siano bimbi o dove vi sia un ambiente Interessante. I bimbi apc reagiscono i due modi, in queste occasioni: o riescono a farsi compagnia soli,} magari interessandosi al volo di un uccello o alle formiche o a qualunque altra cosa persino alla loro fantasia oppure entrano in crisi e diventano nervosi e irascibili, questo accade quando il loro bisogno di confronto è preminente e quando le loro alte aspettative vengono deluse. Se accade la prima opzione tiriamo un sospiro di sollievo, nel caso contrario invece le cose si complicano e dobbiamo cercare noi di dare un senso a quella giornata. Non sempre è facile e alcune volte si generano tensioni varie.

L isolamento molto spesso accade anche quando sono a scuola. Gli insegnanti prendono questi comportamenti come sintomi di stanchezza o di timidezza o di stress…. Alle. Volte pensano che in famiglia ci sia qualche problema, in particolare. Ma in realtà il bimbo è annoiato.

Quando vedono lo stesso bimbo coinvolto in un rapporto di amicizia vero solo con una persona iniziano a porsi degli interrogativi e alla fine dicono “Hanno un rapporto di codipendenza e non va bene. È bene che le separiamo in alcune attività” (a noi purtroppo è capitato che ci dicessero questo) ma cosa si ottiene? È davvero così?

. Quando il bimbo apc trova un consimile per lui, è come se trovasse un punto di riferimento, l’equilibrio nella Confusione, una minima motivazione per restare in un ambiente che per lui non è soddisfacente. Se tale punto di riferimento in quell’ambiente gli viene tolto o allontanato senza una ragione logica… Beh come credete che reagirà?

Consideriamo anche che sono dei Cigni. Ci mettono tanto a stringere una amicizia,una vera intendo, ma quando la trovano la vera amicizia beh è per sempre… Nel loro cuore non esci… In questo li si può reputare anche lenti agli occhi di una persona superficiale ma in quel tempo il bimbo osserva, scruta, conosce a modo suo l altro. E poi ci si tuffa come se lo conoscesse da tempo. Perché per lui in fondo così è.

Non fanno gruppo. Ma neanche a pagarli. Loro nel gruppo tenderanno sempre a sentirsi a disagio. Il rapporto 1:1 è perfetto, con due persone già sono in difficoltà, dai tre membri in poi…. Beh…. Si ribellano o si infastidiscono….. Almeno alcuni. Altri invece sono tendenti alla leadership, ciò però, attenzione, non vuol dire fare gruppo. Loro devono essere leader altrimenti non riescono a stare nel gruppo.

Molto spesso anche quando gli insegnanti vedono che comunque il bimbo sta nel gruppo, pensa che finalmente sia riuscito a fare gruppo ma così non è. Quando a scuola di mia figlia mi dissero “Vede? Maika quest’anno fa gruppo! “… Anche se la cosa mi risultava molto strana, chiesi tutta compiaciuta” Ah si? Bene. E come si comporta nel. Gruppo?” “bene bene sta nel gruppo e svolge la sua attività”….” Ah ho capito, quindi sono attività singole? Non di gruppo? “” Sì, singole”…..”e Maika nel frattempo parla con qualcuno o no? ” a quel punto avevo già compreso l’incomprensione…..” No, se è qualcosa che le interessa non alza lo sguardo finché non ha finito altrimenti parla con Ali…. “” solo con Ali? “” si si come sempre! “. Per evitare polemiche vado via percependo le informazioniE anche con un po’ di nervosismo.... Diamine. Mi dico, cioè per loro significa fare gruppo? Ma è possibile? In realtà Maika fa presenza nel gruppo ma non fa gruppo… Non confabula con altri al di fuori di Ali, non fa partecipe nessuno del suo lavoro, neanche Ali… Nel gruppo non si confronta…. Ma per loro stare nel gruppo significa fare gruppo…… “ecco le incomprensioni, ecco le errate valutazioni ecco le false osservazioni…. Anche perché Maika non è che evita il gruppo. Se ci deve stare ci sta ma a modo suo… Non si confronta e guai se si sente stringere da qualcuno, guai se si avvicinano col gomito un po’ di più… Diventa più tesa e guai se ci sono troppi voci, si allontana. E lo fa in ogni contesto, familiare, scolastico, laboratori ecc ma è la prima a organizzare giochi, a invitare tutti i bimbi di ogni età a giocare, a coinvolgerli in ogni cosa che sa fare e a sfidare anche gli altri.

MA tutto ciò che significa, che i bimbi apc hanno più difficoltà nel fare amicizie?

Niente affatto! Anzi. Fanno facilmente amicizie. Qui si sta parlando di rapporti di amicizia che è ben diverso.

La maggior parte degli apc vengono visti dagli altri bimbi con curiosità, con rispetto, specialmente dai coetanei. I grandi li accettano. Capita che siano molto popolari nella Scuola. Altri invece purtroppo vengono bullizzati e qui si dovrebbe dire che purtroppo più è alto il QI più ovviamente visto la discrepanza effettiva, vivida e palese con i coetanei, sopratutto sul modo di ragionare, il bimbo Gifted ha difficoltà nel farsi accettare.

Quindi riassumendo tutte queste informazioni un po’ sparse, per scelta, scritte i questo post….

Il bimbo apc è un Asociale????

NOOOO LORO SOFFRONO SE NON VENGONO ACCETTATI, VOGLIONO e RICERCANO I RAPPORTI DI AMICIZIA, ACCETTANO TUTTI MA VOGLIONO CONSOLIDARE RAPPORTI SOLO CON PERSONE CHE PIÙ SOMIGLIANO LORO E CHE REPUTANO ALLA LORO ALTEZZA, ma è un atteggiamento che lo fanno sia riferendosi agli adulti sia ai bimbi. Che poi queste esigenze sono difficili soddisfare e quindi ognuno reagisce come meglio o peggio può, è un altro discorso.

Ma basta dire che i bimbi apc SIANO ASOCIALI . Non lo sono. Loro si presentano come sono nella loro complessità totale senza protezione, solitamente…. Ma ripeto l amicizia è un altro affare per loro. È qualcosa che riguarda la mente, il cuore, la stima, la voglia di stare accanto e di confronto.

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