Sfera emotiva nei bimbi APC: come spiegarla?

La sfera emotiva dei bimbi APC è talmente complessa e differente che ovviamente sostanzialmente è sempre difficile spiegare.

Come poter spiegare in modo completo l’intensità con la quale i bimbi APC vivono e assorbono le emozioni e le tensioni? Ogni bimbo APC peraltro è differente l’uno dall’altro quindi generalizzare non è mai utile.

Per questo e per altri motivi ho trovato questo articolo di Sapsi molto utile per una corretta base di comprensione, un punto di partenza dal quale partire per comprendere la sfera emotiva di questi bimbi

Articolo del sito SAPSI

sfera emotiva nei bimbi apc

Sviluppo emotivo

Lo sviluppo emotivo segue processi, modalità e tempi che sono inevitabilmente diversi da quelli dello sviluppo cognitivo.

Inoltre lo sviluppo emotivo necessita di numerose esperienze affinché si trovino strategie funzionali, utili ed efficaci per sé e per il contesto. 

A fronte di una complessità cognitiva, infatti, i bambini e ragazzi plusdotati manifestano anche una grande profondità emotiva, che di fatto si traduce in un mondo di vissuti emotivi più intensi.

La complessità in questo ambito consiste nel vivere esperienze di intensità diversa sia nella percezione del vissuto, che nella traduzione della reazione in un comportamento. 

Questa intensità viene agita con modalità molto diverse, alcune delle quali si possono vedere nella manifestazione emotiva stessa (es. reazioni che sembrano spropositate), oppure nella percezione corporea (es. somatizzazioni, dolori fisici, fastidi, iperacusia, ecc.), apparendo distanti o freddi, quasi anaffettivi, anche quando in realtà non lo sono affatto.

In alcuni casi la memoria affettiva è estremamente sviluppata: ricordano non solo episodi ed esperienze, ma anche i vissuti emotivi ad essi legati.

Possono manifestarsi forti preoccupazioni per temi profondi ed emotivamente pregnanti, che generalmente non si immagina possano essere compresi così profondamente – basti pensare a temi come la morte, le malattie, la religione, la morale, l’etica e così via.

Spesso sanno esprimere legami molto forti, al punto da provare un’eccessiva empatia, percependo sfumature emotive quasi impercettibili, sviluppando ipersensibilità, reagendo in situazioni di ingiustizia, ecc.

Capita infine piuttosto di frequente che vivano un grande senso di auto-critica, di inadeguatezza ed inferiorità.

La consapevolezza di sè

Tendono a percepirsi come molto differenti dagli altri che spesso dimostrano di non comprenderli, non solo cognitivamente, ma anche emotivamente.

E i bambini plusdotati sono fortemente consapevoli di questa differenza. 

Tutte queste caratteristiche portano a ritenere il bambino o ragazzo plusdotato come emotivamente instabile.  

In realtà si sottovaluta la profondità delle percezioni emotive. Sono queste in parte a spiegare come mai sia difficile per loro gestire tali vissuti, imprescindibilmente legati alla plusdotazione stessa. Essi sono difatti parte intrinseca della passione, della motivazione e della spinta alla realizzazione di sé e alla crescita personale che li caratterizzano.

Teoria Multilivello di Dabrowski

Una delle principali teorie sugli aspetti emotivo-relazionali è quella di Dabrowski, definita multilivello.  

L’autore ritiene che per osservare le emozioni, le motivazioni, i valori, gli sforzi ed i comportamenti, sia necessario considerare più livelli e più punti di vista.

Le componenti del  cosiddetto Potenziale di Sviluppo (DP) comprendono, oltre a talento ed abilità specifiche, la cosiddetta “overexcitabilities” e la capacità interiore di trasformare tali vissuti.

La sovraeccitabilità si riferisce alla capacità di vivere intensamente emozioni ed esperienze da un punto di vista psicomotorio, sensuale, cognitivo, immaginativo ed emotivo.

Accade pertanto che la realtà venga vissuta in una maniera qualitativamente diversa in termini di curiosità, sentimenti, profondità, consistenza, percezione, ecc.

Ciò implica un’intensa vitalità e una elaborazione neuronale molto diversa dalla norma, che può tradursi in un livello di energia maggiore in senso cognitivo, emotivo o fisico, al punto talvolta da indurre anche a diagnosi errate.

Queste energie, positivamente incanalate, possono invece esprimersi in passione ed energia per ciò che si fa.

L’ipersensibilità come risorsa

E’ molto importante che sia loro insegnato il fatto di vedere la loro maggiore sensibilità non come qualcosa che non funziona, ma come una risorsa, da imparare a gestire.

Tutti questi aspetti sopra descritti sono talvolta complicati da “maneggiare”, anche perché difficilmente un bambino o ragazzo plusdotato ha un confronto adeguato con i pari.

Così come è importante il riconoscimento del proprio funzionamento cognitivo, va ricordato che questi bambini e ragazzi hanno bisogno di sentire che non c’è qualcosa in loro che non va.

Vanno ascoltati, compresi e supportati nel gestire emozioni così forti ed intense, partendo prima di tutto dall’accettazione del loro ricco mondo interiore.

Genitori ed insegnanti vanno a loro volta aiutati a cogliere questi aspetti affinché siano adulti in grado di trasmettere loro un adeguato senso di sicurezza e una buona competenza emotiva.

1 Comment

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...