Maika e l’esperienza Asilo…

Ho deciso di descrivere come vive Maika l’asilo. Non lo faccio per sottolineare i disagi ma semplicemente per far capire a molti che le ribellioni, i malesseri che possono sfociare in questi bambini possono essere causati da vere loro esigenze non soddisfatte.

Maika ha sempre elargito che all’asilo “Mi diverto un pò ma non imparo“. Questo per lei è fonte di frustrazione primaria. Non si sente compresa come vorrebbe nè soddisfatta nè capita. E si ribella. A volte in modo sottile altre in modo anche esplosivo.

Quella frase indica che, sì, fanno delle attività che le piacciono, incluso il ballo, MA non si soddisfano le sue curiosità, le sue vere esigenze intellettive. Perchè? Perchè se chiede dei pianeti la solita risposta che le si dà, è quella che in quel momento non è attinente alla attività che si deve svolfere; se chiede dei vulcani, la stessa cosa ecc ecc.

Un giorno la trovai felice quando l’andai a prendere.

Mamma oggi M. ha portato un vulcano per far vedere ai bimbi come eruttava

Ai bimbi? E tu? Hai seguito l’attività? A te picciono i vulcani, sei stata felice?

Sì mamma. Ma nulla di nuovo ha detto, per me. Non ha approfondito. E quando ho detto alcuni nomi di vulcani mi ha detto Brava! ma non mi ha risposto quando ho chiesto la differenza dei vulcani

Amore quindi non ti è piaciuto?

Mamma sono stata felice perchè magari la prossima volta ora che anche gli altri sanno i vulcani dirà qualcosa in più. Aspetto, magari domani parlerà ancora di vulcani. C’ è tanto da dire.”

E cosi Maika ha aspettato quel continuum di lezione per giorni…e giorni…e giorni…e settimane…ma nulla. Non si è più parlato di Vulcani…

Forse per loro una lezione bastava…

Ma comunque il programma continuava e una volta al mese hanno parlato di alimenti sani e insani, di vitamine e proteine, di …. no basta così, questi gli argomenti che finora hanno trattato in modo superficiale. E considerate che maika attende ogni volta un qualcosa di più che mai arriva…

Prova a intavolare lei una discussione ma… ovviamente magari i compagni sono interessati ad altro..a canti e giochi piuttosto che altro…

Quando comprende che nulla più verrà detto o fatto…boom…frustrazione e malessere insorgono… ma mica te lo dice subito…devi capirlo da sola che quel gesto rabbioso, quel pianto nervoso, quel falso capriccio nasconde qualcosa in più…alla fine si confida..

L’ altro giorno era supernervosa. Mai vista mia figlia cosi nervosa…mai…cosi piuttosto che combattere contro i suoi scontri oppositivi e nervosi ho aspettato il momento giusto per farle la solita domanda che le pongo quando la vedo taciturna, nervosa o pensierosa”

Se ancora non è pronta mi risponde che non ne vuole parlare in quel momento ma lo farà dopo sicuramente, altrimenti se pronta lo è, esplode come un fiume in piena, come se si stesse togliendo un peso dall’anima.

L’altro giorno era nervosa perché la Teacher di inglese non le aveva permesso di studiare sul mappamondo. Lei voleva imparare in inglese le nazioni e fare i quiz che il mappamondo interattivo permette di fare. Quel NO l’ha toccata cosi in profondità che si è sentita non solo rifiutata ma anche umiliata e sopratutto frenata. Non è bastata la bici nuova di Frozen, averla portata al parco, alla arrampicata, a giocare con le bimbe, ad averla portata al suo bar preferito…non è bastata una intera giornata per calmarla…solo la notte, quando si è concessa il lusso di parlare e sfogarsi dei suoi sentimenti, è riuscita a dormire. Ma il sonno è continuato ad essere nervoso e agitato: chiaro segno che ancora non l’aveva superato del tutto.

Mamma all’asilo non capiscono che se io non vedo, non capisco…come faccio a imparare se non vedo?loro parlano…parlano.. parlano…ma poi non fanno vedere nulla e io capisco poco…e imparo nulla….

Eh sì, perchè questi bimbi hanno un apprendimento visivo non verbale. Quindi alle parole…alle spiegazioni… devono essere seguite le immagini…altrimenti si confondono ancora di più con i loro mille dubbi e domande che si rivolgono nella mente…

Quando era neonata e non conoscevo questo suo alto potenziale la chiamavo Santa tommasina, perchè doveva sempre vedere, guardare non si limitava alle parole…e pensavo che non si fidasse…invece..poi capii che era il suo funzionamento di apprendimento che lavorava cosi…

Maika vive l’asilo controvoglia. Eppure quando non ce la mando per giorni alla fine lo cerca, ci vuole andare. Disintossicata da frustrazione, ansie e malesseri vuole tornarci…masochismo? Non penso perchè comunque lì lei ha la sua amichetta e lei gli impegni li mantiene.

L’asilo glielo avrei fatto evitare con piacere. Non sono utili per questi bimbi. A quest’ora mi sarei ritrovata una bimba più equilibrata, che avrebbe mantenuto il suo bel linguaggio forbito senza doversi adeguare nell’utilizzo del lessico anche nel contesto, sarebbe stata magari anche piu libera. Ma me lo chiese lei con insistenza di andarci, di iscriverla..ed io dopo un pò le andai incontro ben mettendola in guardia che le sue aspettative però dovevano essere non troppe alte. Le feci visitare 10 asili sparsi in vari territori e lei si scelse questo. Uno dei più all’avanguardia e molto dinamico. Eppure bastarono pochi mesi per farle insorgere sin da subito le prime avvisaglie di malessere.

Si nascondeva per esercitarsi a leggere e scrivere perchè….i piccoli non leggono

Notava le differenze con i coetanei e slittava nell’aula della materna per stare con i più grandi e la sua amichetta di 5 anni con la quale aveva legato…

Prendeva tutto alla lettera

Non comprendeva sempre come spiegava la maestra

Non accettava le imposizioni e i limiti

Si annoiava subito…

A casa poi l’esplosione...si metteva a fare mille cose insieme e buttava tutto a terra per tenere sotto occhio tutto ciò che le interessava in quel momento.

In quel momento, il parent training ci fu molto di aiuto…

Cosi si superò il primo anno che frequentava l’asilo con la speranza che l’anno successivo sarebbbe stato migliore visto i vari colloqui con la direttrice e le educatrici…

Ma…..

Quest’anno Maika l’ha superato con sforzo. I primi mesi ok ma poi… la frustrazione è aumentata, a volte si è appiattita e adeguata tanto da non riconoscersi neanche lei stessa…gli sfoghi sono aumentati…i rifiuti di svolgere e dedicarsi anche a ciò che la appassionava prima, anche.

La novità quest’anno fu che lei si adirò urlando contro la direttrice e l’educatrice dicendo “Non voglio venire perchè voi non mi fate srudiare! È colpa tua perchè non mi capisci e non mi fai studiare!perchè? Perchè io no???? Lasciami stare!Non mi toccare!”

E cosi ennesimo colloquio ma purtroppo seppure sia stato più approfondito e specifico su Maika…hanno continuato a fare di testa loro….e Maika ha alternato alti e bassi come se fosse la cosa più naturale.

Inoltre quest’anno c’è anche la Teacher del corso di inglese che non è stata messa al corrente di maika e quindi anche in quel giorno si fanno danni….

E maika rimane a casa quando è intossicata di emozioni negative…si disintossica e torna… ma…ha perso fiducia...ogni giorno pjù triste e frustrata…

Prometti mamma che solo un altro anno mi farai fare…promettimi..”

Eh certo amore mio…

Così la decisione di inserirla in 1 elementare come bimba uditrice e due scuole hanno dato disponibilità a inserirla come terzo settore per inserirla durante l’ultimo anno di asilo due o tre volte la settimana nella classe prima elementare in modo che Maika l anno successivo entri tranquillamente nelle elementari in un contesto che già conosce….e le opzioni saranno o farle fare l’esamino per la seconda o farla entrare nella prima elementare.

Da sempre sono contraria al salto di classe per una serie di motivi. Ad esempio ci si dovrebbe soffermare sul livello emotivo del bimbo in primis e quasi mai questi bimbi sono pronti emotivamente parlando, per affrontare una situazione del genere perché si scaturiscono in loro varie sensazioni tra cui quella del sentirsi addosso la responsabilità delle aspettative altrui; gettare un bimbo di 5 anni direttamente in una classe avanzata già formata da un anno senza conoscere il contesto ambientale ecc, penso che sia un piccolo trauma perchè si troverà in un ambiente di classe nuovo da solo e dovrà faticare il doppio per prendere posto nella.classe; dovrebbe essere seguito e valutato da uno specialista che affermi o meno in primis la fattibilità del salto valutando l’emotività del bimbo in questione e in classe dovrà trovare comunque docenti preparati e formati per seguirlo al meglio anche sul piano emotivo. Insomma è un rischio e non di poco conto… sono molte le cose da valutare e non è per nulla semplice.

Altra cosa invece l’Inclusione di questi bambini in una classe appropriata di coetanei che supporti la loro emotività ma che vada incontro anche alle loro esigenze cognitive. In tal caso, la scuola potrà far seguire loro alcune lezioni nelle quali sono già avanti, in classe avanzate e le altre nel suo ambiente scolastico e di classe adeguato.

Se poi si è fortunati, e si trova una scuola disposta a fare accompagnamento per l’inserimento dell’alunno nelle elementari durante l’ultimo anno di asilo allora il bimbo potrà conoscere in anticipo compagni e docenti e potrà, in questo caso sì, optare per seguire la classe scelta e conosciuta durante l’anno e fare quindi il salto in seconda elementare. Nessun trauma perchè: avrà avuto modo di conoscere prima l’ambiente scolastico delle elementari, i compagni, le maestre e quindi se tutto fila liscio avrà costruito rapporti che è giusto che continui a seguirli. Ma (perchè c’è sempre un ma) questo iter da parte della scuola deve essere seguito anche per gli anni successivi permettendo quindi di seguire materie in modo avanzato durante gli anni della primaria e in 5 poter utilizzare la stessa dinamica di accompagnamento.

La nostra direttrice?

No è fallimentare. Hanno provato a farlo anni addietro ed è risultato fallimentare!”

Eh no,perchè per questi bimbi l’accompagnamento è molto importante…eccome…quindi Maika lo farà se rimarrà questa opportunità e se non sarà un’altra falsa promessa.

Ad oggi anche io sono dell’idea che l’asilo questi bambini dovrebbero evitarlo. Per loro è deleterio. La dottoressa mi aveva sconsigliato questa scelta ma purtroppo ancora ero molto disinformata e quindi sono andata incontro alla richiesta di mia figlia… tornassi indietro non credo che acconsentirei…assolutamente..

di certo non mi aspettavo questi problemi sin da subito…invece…

Quindi ora lottiamo e ci impegniamo per cooperare al meglio per il benessere di Maika.

So che dovrò sempre dar voce a mia figlia MA l’importante è anteporre lei anche alle mie considerazioni di mamma, non identificarmi con lei perchè lei è un soggetto a se stante con le sue esigenze e le sue necessità, non farle mai mancare la parte divertente della vita e supportarla quando le dinamiche lo richiedono e continuare il nostro di parent training molto importante per noi genitori di apc.

Per il resto ho chiesto alla Vita una bimba Libera di spirito e di mente ed evidentemente mi ha accontentato, ora spero che in futuro queste due sue qualità potranno essere più equilibrate e serene!

2 Comments

  1. Ciao Emilia,
    credo che hai fatto benissimo ad iscrivere Maika all’asilo, perchè è molto importante che capiscano chi sono e come sono. Lo fanno confrontandosi con gli altri bambini. Anche se è frustrante. Anche per 2010 è stato così e lo è ancora adesso alle elementari. Nella scuola e tantomeno all’asilo l’approfondimento non c’è anche se il bambino lo richiede. La creatività c’é sulla carta ma non nei fatti. Dire ai bambini di fare un fiore con i tre colori che gli dai, non significa fare una attivitá creativa. La creatività è ben altro. La creatività è confronto, e spesso gli educatori ed anche noi genitori non siamo pronti al confronto con i bambini. Tanto meno se hanno 3 anni.
    2016 mi dice che al nido si annoia perchè fanno sempre le stesse cose. Ne ho tre così. Ma so anche che il mondo in cui vivranno è molto diverso da quello che noi genitori con tanto amore gli creiamo a casa. Lo sa bene mia moglie che non ha mai imparato ad usare il suo potenziale ed ha scoperto da qualche mese di essere un APC, quanto difficile è anche il mondo del lavoro per un APC. Un mondo del lavoro senza approfondimento. Superficiale. Ripetitivo. A volte sono sconsolato, ma credo che come genitori abbiamo l’obbligo di fargli capire come sono gli altri, e come sono loro. Che non sono sbagliati ne gli uni ne gli altri. Non cè niente di sbagliato è solo diverso. La scuola questa distinzione non è in grado di farla. Sicuramente ci sono perle rare anche tra gli educatori, ma la massa cerca di uniformare le classi per poter lavorare più facilmente.
    Un caro saluto a te ed a Maika
    Lorenzo

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    1. Ciao Lorenzo mi fa piacere leggere le tue considerazioni a riguardo. Per ciò che scrivi mi trovi perfettamente d’accordo su tutto o quasi.
      L’Asilo è stato importante per maika solo a livello relazionale almeno in parte. Considera che in realtà lei aveva un vero rifiuto a 2 anni per i suoi coetanei, notava la differenza ovviamente e non li accettava
      Io e mio marito così decidemmo di non favorire questo atteggiamento e quindi decidemmo di portarla solo a parchi e laboratori dove vi erano suoi coetanei, suggerendole di utilizzare un approccio diverso. Pian piano superò la cosa e dopo circa pochissimi mesi entrò nel nido ma il suo modo di approccio è rimasto sempre 1:1.
      Purtroppo devo convenire con la dottoressa sul punto che l’asilo non è funzionale almeno per maika.
      Abbiamo fatto intervenire la specialista in apc per parlare con loro e spiegare loro sia come spiegarle le cose, sia di evitare le ripetizioni ecc, durano sempre 3 mesi e poi punto e daccapo. Pensa che lei già a 2 anni e mezzo ha iniziato a scrivere…la dottoressa aveva detto loro che anche se non volevano utilizzare il metodo analogico, di far seguire a maika alcune lezioni di calcolo e lettoscrittura della materna…beh all inizio ok…ora invece? Ancora pregrafismo e puntini….maika ovviamente straccia i fogli…che cosa costa loro invece di potenziarla su questo lato come si dovrebbe? Seguendo per giunta ciò che la pedagogista e la specialista ha suggerito?
      Alla fine penso che seguendo una ludoteca qualsiasi, anche il pm, i risultati che ha ottenuto Maika in parte in modo relazionale sarebbe stato uguale. Io a lei cerco sempre di darle il giusto senso nel frequentare l asilo ma ora abbiamo dovuto provvedere a prendere delle decisioni in base l emotività di maika e delle sue esigenze perchè non si può pensare di “Normalizzare” un bimbo apc perchè non è possibile anche cln tutti gli sforzi che si fanno. Sono bimbi che hanno un funzionamento neurale diverso. Non sono speciali ma diversamente intelligenti e come si riconoscono e si rispettano le varie diversità anche la loro diversità deve esserr compresa capita e accettata.
      Quando faccio interventi nelle scuole lo sottolineo sempre questo ma anche che non basta approfondire ma si dovrebbe cambiare e imparare un nuovo metodo di insegnamento in base quindi a come lavora il loro cervello altrimenti ogni apprpfondimento sarà fallimentare.
      Io spero che comunque a breve avremo le linee guide per le scuole e spero che tutte le scuole comprenderanno questo, in primis. Altrimenti ci sarà sempre abbandono scolastico, adeguamento e zero risorse almeno per quelli che non si potranno permettere di avere qualcosa in più per ovvi problemi economici familiari.
      Comunque spero che almeno saranno collaborativi con la scelta dell accompagnamento nella prima elementare per il prossimo anno….

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