COLLERA, SENSI DI COLPA E VERGOGNA NEI BIMBI APC

Ero indecisa se finire l’argomento Emozioni nei bimbi apc con la Paura.

Ad una attenta constatazione però ritengo opportuno continuare a parlare anche delle altre emozioni vissute in maniera profonda da questi bambini perchè si possa comprendere fino in fondo la personalità complessa dei bimbi apc e il loro modo del tutto naturale di sentire e vivere sulla propria pelle ogni minima emozione scaturita da se stessi ma sopratutto dall’ambiente circostante.

Oggi parliamo di Collera e di Sensi di colpa e di Vergogna, sentimenti molto spesso correlati tra di loro.

Ma vediamo nello specifico.

LA COLLERA

Sappiamo bene quanto i bimbi apc detestino il conflitto, i litigi e quindi tendono spesso a reprimere qualunque sentimento negativo specialmente la collera.

Questo cosa comporta? Che il bimbo si trasformerà, poco alla volta, in una pentola a pressione e prima o poi finirà per esplodere in modo drammatico e drastico, magari scaricando la propria collera sulla persona sbagliata ma magari su quella di cui si fida di più e che sà che potrà aiutarlo a comprendere ciò che per lungo tempo ha evitato di comprendere per non stare male o non generare altro malessere.

Diciamo.subito che sia il sarcasmo sia l’ironia che a volte usano, sono forme di collera mascherate.

È bene sempre insegnare al bimbo apc a esprimere ciò che lo fa arrabbiare o ciò che detesta che possa accadere.

C’è da dire che i bimbi apc possono esplodere in modo cosi esageratamente forte da far paura anche a loro stessi. In questo caso è bene insegnare loro come potersi contenere senza finire preda delle proprie emozioni.

Pensate che hanno paura dei litigi e della collera altrui tanto da o eludere la situazione oppure a isolarsi socialmente e in modo affettivo.

Anche nella mia famiglia ovviamnete ci sono alcuni momebti in cui si litiga. Maika non lo tollera, sin da piccolissima cercava do gestire la situazione o dicendoci di farla finita oppure ci intimava Allora tu papà vai in stanza senza parlare e tu mamma in cucina, non rispondere se papà parla. Aveva poco più di un anno. Oggi quando co sente tesi ci dice proprio che non vuole che parliamo perchè ha paura che ci litighiamo e lei non vuole perchè poi sta male e quindi io e mio marito abbiamo il compito di farle capire che quando si dialoga non sempre si finisce per litigare e che in quel momento si sta parlando proprio per evitare fraintendimenti. Anche lei ovviamente aumenta le sue paure con la fantasia e anzi a volte quando ci dice ciò che immagina noi ne rimaniamo basiti perchè è brutto sapere fin dove la sua fantasia arrivi.

La.dottoressa Gage ci consiglia:

Quando si lascia prendere dalla collera, non farti intimorire dal suo stato. Non moatrarti nervoso a tua volta, evita di perdere le staffe, rimani concentrato e calmo.

Rassicuralo <Sono qui vicino a te, va tutto bene>

Aiutalo a esprimere in parole cosa lo ha fatto innervosire cosi tanto. Se non sa il motivo della sua collera, sii tollerante, non sono così importanti le spiegazioni.

Se la sua collera è frutto di un ricatto per ottenere qualcosa, rimani fermo sul tuo obiettivo e non cedere.

le zebrette sono i re e le regine della negoziazione, dei <sì, ma…!>.

Aiutalo a identificare il grado e l intensità della sua collera.

Fagli esprimere a parole la propria collera.

Se siete entrambi in collera poi è bene separarvi in stanze diverse per calmarvi e solo dopo affrontare il problema.

È importante non serbare dentro di sè questo sentimento. Fatela uscire in maniera sana e apprppriata, cioè in un momento e in un luogo adeguati”.

Inoltre la dottoressa ci suggerisce si utilozzare la tecnica di Bugs bunny.

LA TECNICA DI BUGS BUNNY

  1. Si tratta di mettere la collera in un vaso immaginario e di attendere il momento giusto per esprimerla, magari a fine giornata quando si può andare al parco a gridarla.
  2. Si può scriverla o disegnarla e poi parlarne con una persona di fiducia.
  3. Si può uscire per correre e gridare.
  4. Si può ascoltare musica ad alto volume e cantare.
  5. Si può picchiare un cuscino, strappare carta o saltare su un tappeto elastico.

Una volta espulsa la collera è bene ritrovare la propria calma:

Può bere un bicchiere di acqua

fre esercizi di respirazione

Disegnare

Ballare

Farsi le coccole ecc…

Quando tutti si sono rasserenati, potete parlare con calma del problema e cercare soluzioni. Quando si discute di un conflitto, ciascuno ha il diritto di parlare: non si alza la voce, non ci si accusa, non ci si rimprovera ecc…

aiutalo a spiegare cosa ha provato parlando in prima persona, chiedigli di cosa ha bisogno.

Ascoltalo senza interromperlo e cerca di metterti nei suoi panno per comprenderlo.

Cerchiamo di insegnare ai nostri figli che esprimere ogni tipo di sentimento ed emozione è molto importante e non vi deve essere alcun imbarazzo o freno nel parlarne e manifestarle.

IL SENSO DI COLPA

Eh già, brutta carogna.

Lo sapevate che in Polinesia questo sentimento non esiste? Chiaro segno che si può benissimo vivere senza e quindi non insegnare ad avere questo sentimento ai nostri figli.

Oh, Emilia cosa hai detto? Si rischia di far diventare insensibili questi figli….

eh no, e finalmente anche la Gage mi dà ragione.

L’educazione non ha bisogno dei sensi di colpa! Bensì di responsabilizzazione. Questo è l’unico antidoto efficace contro ogni tipo di asentimento sociale affettivo o altro.

Hai sbagliato? Bene. I sensi di colpa non aggiustano nè riparano il torto subito. Meglio affrontare di petto e con onestà la situazione: vai a parlarne con chi hai ferito, ammetti il tuo errore, chiedi scusa e cerca una soluzione per riparare al male causato.

Insegniamo ai nostri figli a responsabilizzarsi, ad assumersi le proprie colpe, ammetterle e cercare soluzioni.

Un bimbo apc che e sopraffatto dai sensi di colpa è davvero problematico per via della sua forte intensità con la quale avverte il senso di colpa e la sua estrema empatia.

Difatti tende a mettere glia altrui bisogni di fronte ai propri e molto spesso si sente in colpa anche quando il colpevole non è lui.

Se realmente è lui la causa della sofferenza altrui allora cerca un modo con lui per riparare all’errore e affrontare così le proprie responsabilità.

LA VERGOGNA

Su questo argomento ci ritornerò presto.

Le zebre avvertono vergogna per tutto. Anche quando non si sentono rispettate o hanno subito abusi.

La Gage ci suggerisce varie tecniche

L OMINO-VERGOGNA

Fai immaginare a tuo figlio che abita in lui un omino della vergogna col quale può parlare e chiedergli di lasciarlo in pace. Pian piano dovrà immaginare tale omino sempre più piccolo fin quando non scomparirà del tutto.

DISTINGUERE

Accade spesso che un apc possa avveritre vergogna per essere stato maltrattato.

Insegnagli a discernere ciò che appartiene all altro, come la cattiveria o la crudeltà, e ciò che appartiene a lui. Forse era stato troppo invadente o irritante, ma non esiste nulla che possa giustificare atti di bullismo o di abuso. La violenza fisica o verbale non sono giustificabili.

Ciascuno è responsabile di una sana gestione delle proprie frustrazioni.

Aiutalo a liberarsi da questo sentimento.

Aiutalo a scollarsi da questo sentimento che gli è rimasta attaccata, a connettersi con la parte migliore di se stesso e a parlarne con persone di fiducia.

Per il momento ci fermiamo qui sperando che anche questo articolo sia di vs gradimento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...