Maika, la danza e la sua. Complessità

Maika è nata con la voglia di ballare. La danza ce l’ha nell’anima. Anche da neonata, qualsiasi rumore, fossero anche i tuoni del maltempo o il rumore della lavatrice, era Musica e muoveva il corpicino a tempo. Ha sempre ballato in continuazione, senza fermarsi. Ancora prima di conoscere i balletti classici, lei ballava danza classica. Quando a un anno e mezzo vide per la prima volta il balletto de Il Lago dei Cigni della compagnia di San Pietroburgo, lei ne rimase talmente affascinata che mi fece scaricare il video e se lo vedeva ore e ore, imitando anche i ballerini. Tanto è che sapeva tutti i passi a memoria.

Danza classica per lei è fonte di vita. Ancora oggi, anche quando recita, il balletto è sempre presente.

Chiedeva insistentemente di essere Iscritta a danza, così a gennaio di quest’anno la iscrivemmo.

Partì entusiasta, dopo un giorno si fece fare il tutù e cosi riuscì a IDENTIFICARSI ancora di più nella ballerina che era dentro di sé. La osservavo e vedevo i suoi occhi brillare.

La direttrice la fece valutare dalla maestra per vedere da che corso partire. La maestra fu piacevolmente sorpresa nel Constatare che Maika, pur non avendo mai seguito un corso di danza, sapeva fare bene i passi di base (prima, seconda, terza, piroette, flex e punta ecc). “Ovvio, si vede i balletti e si esercita seriamente nel riprodurre i passi per bene” risposi ridendo.

Così decisero di farla entrare nel corso avanzato di coloro che da un anno avevano iniziato a fare danza. In più, in due lezioni recuperò le lezioni a cui aveva mancato e quindi si mise in linea con le altre bimbe, tutte più grandi di lei. Maika entusiasta, ma…

Quando entrò a fare la prima lezione, dopo mezz’ora uscì con la scusa del bagno. Mi disse che doveva dirmi “una cosa”.

Mamma, andiamo via!”

Come amore? Che è successo?

Le bimbe chiacchierano e non mi fanno seguire la lezione. Come faccio a imparare se non mi fanno Ascoltare e seguire la maestra? Io voglio imparare!”

Maika tesoro lo hai detto alla maestra?”

No, mamma e poi c’è una bimba che mi disturba.. Mi fa domande in continuazione. Io sono venuta per imparare non per parlare. Me ne voglio andare via. Se non seguo la maestra come faccio a diventare una ballerina?”

Decisi di entrare nell’aula per parlare con la maestra e per far fare pace con la bimba a Maika. Esposta la situazione la maestra se la mise accanto. Così evitava di farla disturbare.

La cosa almeno per quella volta funzionò e uscì tutta felice.

Poi… Sorsero i problemi…. La maestra mi spiegò che lei imparava in fretta e voleva andare avanti e non accettava il fatto che entrambe le maestre dovessero seguire le altre bimbe. Durante le altre lezioni aveva provato a coinvolgere Maika, a darle il ruolo di maestrina ma poi Maika le aveva detto categoricamente che lei era venuta a danza per imparare a ballare e non a perdere tempo. Insolenza? No, mi disse la maestra “Maika è portata per danza, impara subito, ha passione e ha una punta e delle linee davvero perfette. Lei prende seriamente la lezione. Ne avessi alunne come Maika! Ha proprio la serietà delle ballerine classiche. Ma non tollera aspettare le altre e ripetere gli esercizi. Lei è una farfalla, signora Emilia, vuole liberare questa energia con la danza… Ma qui… Deve imparare ad aspettare. Lo comprendo che è difficile. Ma non so come aiutarla. Tant’è che poi si disturba e si rifiuta di fare gli esercizi. Come posso relazionarmi con lei? “. Per la prima volta una persona mi chiedeva aiuto per relazionarsi nel giusto modo con Maika.

“Mi aspettavo che trovasse delle difficoltà su questo punto ma pensavo anzi speravo che le superasse. Lei sì ha la danza nel sangue. È nata con i piedi ballerini. Provi magari a darle degli esercizi nuovi mentre aspetta le altre. Ma mi raccomando non faccia capire a Maika che è un intrattenimento per attendere. Deve farle sembrare che hanno un senso e uno scopo ciò che fa nel frattempo. Proviamo così. Mi sento anche a disagio perché credetemi non voglio crearvi problemi con Maika. La direttrice lo sa, Maika è complessa… Comprendo che la sua presenza può anche risultare disturbante in alcuni sensi ma lo fa perché è passionale in ogni cosa e tutto ciò che fa lo prende in modo molto serio. Però la ringrazio molto per l’interesse che ha dimostrato nell’aiutarla. È la prima volta che mi capita

No, signora non si preoccupi. Io quando vedo bambine talentuose e con voglia di imparare, faccio di tutto per aiutarle. Maika è un elemento davvero interessante e portato per danza. Sarebbe un peccato se mollasse. Farò come mi suggerisce. Vediamo se funziona”.

Con la speranza nel cuore e la collaborazione facemmo di tutto per non far mollare Maika, danza. Lei si esercitava di suo a casa nel gioco, mi faceva vedere cosa aveva imparato e cosa avrebbe potuto anche fare in più e così passo il mese ma….

Arrivarono altre bimbe.... In tutto quindi erano una decina…. Crisi di Maika perché in tal modo, il rapporto diretto con l insegnante non poteva essere come prima. Perso il contatto visivo e fisico con la maestra pian piano non entrò più in sala. Si esercitava fuori la porta. Voleva andarci, si sforzava ad entrare ma poi usciva… Troppi vocii, le bimbe mi toccano, le bimbe parlano in continuazione, la maestra deve smettere di insegnare per rimproverare, basta mamma troppo tempo perso,mi alleno qui… La musica è troppo alta… Ma Maika hai i paraorecchie per la musica…. No mamma troppo rumore e non imparo.

Un mese che Maika non entrava più in sala. Restava fuori ad ascoltare e ballare. La maestra che la invitava con tutto ciò che le veniva in mente per farla entrare e non mollare. Maika categoricamente non entrava Troppe bimbe! Quando dissi alla maestra che non l avrei più portata, si dispiacque tanto e mi chiese se non vi fosse la possibilità di un rientro anche fra mesi della bimba. “Tutto dipende da Maika“. Se l’abbracciò e le disse “Maika ricorda ciò che ti ho detto. Tu puoi!”.

Maika cosa ti ha detto la maestra?” chiesi uscita fuori

“È un segreto mamma, ma a te posso dirlo…

Quando ascoltai le parole della maestra mi commossi… Era un peccato…. Ora che avevamo trovato la maestra giusta… Maika mollava perché vi erano troppe bimbe, troppi rumori… Ma una cosa deve essere un piacere non un dispiacere e per Maika quella situazione si era tramutata in dispiacere. Almeno ci aveva provato.

Poi capii che anche nella danza lei cercava il rapporto 1 a 1 con l adulto. Le feci comprendere che a danza questo tipo di rapporto non poteva esserci…. Dopo un po’ venne e mi disse MAMMA HO SCELTO. GINNASTICA ARTISTICA LI IL RAPPORTO CHE CERCO C’È CON LA MAESTRA… GUARDA…. E POI SI FA ANCHE DANZA….

Ovviamente…. Ha bisogno del contatto diretto con l adulto e da sola ha trovato la soluzione.

Quando ne parlai con la dottoressa Perrone dell’Associazione Farfalle, Psicologa anche dello Sport, me lo confermò. Maika come le bimbe apc ha bisogno del rapporto diretto con l adulto sopratutto nello sport oltre che a scuola. Vogliono essere seriamente seguite al massimo, d’altro canto loro si impegnano molto. Comunque avremmo dovuto lavorare sull’attesa per il sociale,quantomeno. E questo è un lavoro davvero estenuante e difficile da far loro capire.

Le bimbe apc sono più complesse dei maschi. Tendono a nascondersi, a primeggiare, a imporsi e a essere molto più attive. Inoltre hanno un enorme esuberanza anche estetica da spingerle a non lasciare spazio. E sono pessime ascoltatrici. Sanno Ascoltare l altro solo quando sanno che l’altro è triste o vuole sforgarsi. Per il resto sono concentrate su se stesse e sono sicure di ciò che vogliono e come ottenerlo. Odiano I limiti ed è su queste cose che si deve lavorare maggiormente.

Consiglio a coloro che hanno bimbe piccole apc di scegliere sport nei quali il contatto con l istruttore è diretto, come ginnastica artistica, nuoto, tennis, insomma tutti sport tendente al singolo… Altrimenti tenderanno a mollare o perdere interesse.

Quando magari saranno più grandicelli, si possono provare anche a far fare loro sport più di gruppo per insegnare loro a fare gruppo,appunto.

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