Mamma IO ODIO L’ASILO

Questo periodo di feste continue ci ha dato modo di stare più a contatto con Maika e, nonostante il suo asilo sia stato aperto nei giorni feriali, noi non ce l abbiamo mandata. Maika aveva bisogno di stare a casa, di stare con noi. Di certo mandarla all’asilo dove lei avverte una specie di disagio, anche in questo periodo non era proprio la scelta giusta da fare.

E cosi dal 21 è a casa con noi, con me soprattutto.

Inutile dire che i primi giorni era un vulcano di idee e progetti. Una mattina in particolare seppure dovessi andare da mia mamma, vedendola impegnata ai suoi vecchi interessi con intento e passione non me la sono sentita a disturbarla e difatti ad un certo punto esclamò “Mamma che bello! Era da tempo che non giocavo cosi, a modo mio. Mi ero quasi dimenticata com’è stare bene. Grazie mammina. Mi sto proprio divertendo. Di solito gioco sempre al modo degli altri, ma oggi mi sento proprio bene , mi sento Io”…

Ha giocato con la pista dei treni, ha costruito con i Lego, si è esercitata sui suoi quaderni, ha disegnato cose meravigliose e astratte (da sempre sono affascinata dal suo talento nel disegnare in modo cosi perfetto figure astratte o con la geometria creare persone, la chiamo la mia Picasso. Io nel disegno tendo a essere realistisca, lontana da figure astratte e geometriche, per questo il suo modo di provare tecniche di pitture, di disegno e di colori diverse da parte sua, mi lascia alquanto affascinata) si è creata oensieri e si è lasciata andare anche nell’espormi i suoi dubbi, i suoi perche’, le sue supposizioni e poi quelle domande che io ho sempre adorato in lei ad esempio Mamma ma se c’è la guerra e i bimbi soffrono è colpa degli uomini, perché allora siamo felici a natale se c’è qualcuno che soffre? Oppure mamma cosa significa Solidarietà? Forse aiutare gli altri e essere solidali, uniti? Ecc…

E quel giorno Maika era Maika ed era felice e entusiasta. Stava bene e anche la sera era più tranquilla.

Altri giorni era nervosa e combattuta, non riusciva a parlare a confidarsi ma lottava per far uscire i suoi pensieri..

L’altra sera mentre stavamo giocando esclama

Mamma ma io l’asilo l’ho finito vero?”

“No Maika sei in vacanzaa fra una settimana circa dovrai tornarci,perché?”

“No, mamma io non ci torno. Ci vado sono quando ci sono le recite e i compleanni, ma per tutto il resto Io non ci andrò”

“Perché amore? Cosa accade gli altri giorni? Spiega a mamma cosa ti disturba o ti da fastidio oppure ciò che ti mette a disagio…cosi vedo se possiamo risolvere”

“Mamma IO ODIO L’ASILO!”

“Maika amore mio hai utilizzato un termine molto forte. Cosa ti fa odiare l’asilo ?”

“Mamma tutto. allora ti spiego: arrivo, te ne vai, iniziamo a giocare, cantare, giocare, poi poco studio che poi è lo stesso ogni giorno, e poi gioco e poi mangio e poi gioco e poi vieni tu. Basta. Nulla di nuovo, non imparo nulla di interessante, non mi fanno studiare altre cose e ci fanno sempre allenarci a fare le stesse cose, scrivere le lettere, e poi una parola e poi basta. Io ODIO LE RIPETIZIONI! SE SO GIÀ FARE UNA COSA PERCHÉ FARLA TANTISSIME VOLTE? NO NO MAMMA io non vado più all’asilo. Credimi e fidati resero a casa oppure mi porti a qualche altro laboratorio o da altre parti magari alle elementari e spieghi che podio ripetere!”.

Non mi aspettavo questa confidenza. Le parole che ha usato sono forti e indicano proprio un malessere forte che accusa. Per fortuna ho la risposta pronta, per fortuna sono stata attenta e con la psicologa come riferimento e la pedagogista come altro riferimento abbiamo intavolato un intervento per maika.

“Maika ora ti dico una novità che ti avrei detto più in là ma che te la dico ora cosi posso rassicurarti. Quando tornerai all’asilo, amore mio, le cose miglioreranno e sai perché? Perché con la tua DOC e la pedagogista che è Anna, che adori, faremo un intervento per te in modo tale che tu non farai più ripetizioni e che giornalmente imparerai sempre cose più nuove”

“Davvero mamma? E se non lo faranno? Ricordi l’anno scorso? Per un po’ lo hanno fatto poi nulla più.”

“Sai perché quest’anno è diverso? Perché ci saranno la Napolitano e Anna a monitorare il tutto e quindi nome possono ettere di fare ciò che su carta presentiamo. Comunque in tutti i casi tu dimmelo e io interverro'”

E cosi un po’ si è tranquillizzata.

Si, lotto e lottero’ sempre per i diritti di mia figlia.

Anche perché è giusto che come gli altri durante gli anni di asilo abbiano fatto progressi secondo il loro livello di crescita, lo faccia anche mia figlia il progresso secobso il suo livello di crescita. È un suo diritto.

Maika è entrata all’asilo a 2 anni, parlava in modo forbito per la sua età e perfettamente l’italiano sapendo utilizzare tempi e verbi corretti, sapeva la differenza tra alto e basso, tra grande, piccolo e medio, (questa fu una delle prime cose che notò la direttrice quando a vide al NS primo incontro e maika allineò dal più piccolo al più grande gli animaletti e poi li divise in tre gruppi differenziando anche chi era cucciolo chi invece più piccolo ma adulto visto la differenza di genere di animale), sapeva contare fino a 20, sapeva le stagioni e tutti i colori anche quelli chiari e quelli scuri, faceva puzzle da 154 pezzi, adorava costruire, disegnare ogni parte del corpo( a scuola dopo un po’ invece disegnava solo la testa con le braccia attaccate alla test perche cosi facevano gli altri), parlava ei stelle e di pianeti e di vulcani e di corpo umano (durante il viaggio da casa a scuola voleva essere letta una volta il libro del corpo umano che parlava di piastrine, il giorno dopo neuroni, il giorno dopo ancora sangue ecc) poi a 2 anni e 4 mesi da sola imparò a scrivere (lo scoprii una sera che a letto si portò l abeccedario di legno, foglio e penna eentre mi stavo lavando scrisse MAMA E MAI. TI AMO prettamente in corsivo anche) ecc insomma era una bimba più istruita della sua età…. A quest’ora se adeguatamebte supportata avrebbe dphto compiere più progressi invece:

Si è adeguata, è nervosa e sta male perché si sente diversa e sbagliata, a volte usa termini scorretti che se la richiamo si corregge OK, ma li USA perché sente alcune amichette parlare in dialetto o male, oltre a quello che già sapeva non è andata, quindi progressi zero, si annoia e rifiuta tutto, non venendo stimolata quest’anno che il confronto dei grandi non c’è ovviamente, non si espone e si è appiattita, ha perso interesse e motivazione “tanto è inutile mamma”, ha perso fiducia nelle educatrici, e non reputandole più all’altezza per lei non sono più punti di riferimento, ha avuto problemi nelle amicizie e ha subito situazioni di bullismo verbale e ora i cocci spero che prima o poi possano essere salvati…

Tutto ciò si poteva evitare? Si certo in due modi

Evitando l’asilo

Oppure se solo le educatrici ci avrebbero dato retta a noi cm genitori e alla psicologa di prima che si occupava di Maika e che aveva delineato ciò di cui aveva bisogno maika e come intervenire, come professionista.

mi sento in colpa? CERTO!

Tornerei a fare la stessa scelta? ASSOLUTAMENTE SI MA TROVABDO CHI DAVVERO AVEVA VOGLIA DI SUPPORTARE MIA FIGLIA. NON DAREI FIDUCIA.

e come disse la NS pedagogista

“Noi (intendeva proprio la scuola ma anche ovviamente la società che non riesce ad accogliere i bimbi APC) dobbiamo inginocchiarci di fronte Maika ma anche a tutti i bimbi APC e chiedere loro SCUSA per l’incompetenza che vige nei loro riguardi da parte di chi dovrebbe sostenerli, in primis la scuola, luogo di istruzione!”

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