Cosa provoca l’adeguamento nei bimbi APC. Testimonianza

in attesa del saggio di Ginnastica Artistica

E ritorniamo a parlare di adattamento e delle conseguenze annesse tramite anche la nostra testimonianza.

Parlare di adattamento e adeguamento in un asilo non è mai cosa facile, perché ci si aspetta che il bimbo o la bimba si adatti silenziosamente al contesto e che, vista l’età, non si crei alcun disagio o problema. Ma, come ribadiamo spesso, cosi non è,specialmente quando si parla di bimbi APC.

Maika da quando ha iniziato l’asilo ha sempre avuto alti e bassi e ribellione nei confronti di un adattamento che lei percepiva come forzato. All’inizio di quest’anno però le cose sono degenerate. Pian piano ha mollato la presa, capendo di non essere vista per quello che era e che probabilmente la “sbagliata” era lei, si è demotivata fino alla deriva. Se parlassi di una bimba delle scuole elementari parlerei di Sottorendimento.

Nonostamte ciò i suoi segnali di allarmi li ha inviati anche tramite comportamenti estremi, tramite l’ossessione di travestirsi sempre e perennemente e di evitare di dialogare e quindi di confidarsi.

Allarmata da ciò per prima cosa intavolo un confronto con l’educatrice la quale mi afferma alcuni cambiamenti e la noia in Maika nei confronti delle attività anche dei 5 anni didattici. Cosi per l’ennesima volta ma questa volta in modo più approfondito spiego alcune differenze tra bimbi con un alto Qi e bimbibcon un alto Qi e una plusdotazione dovuta principalmente alla sfera emotiva. Ovviamente asserisco anche che se avessero seguito i miei consigli e seguito anche quelli della psicologa di mia figlia, avrebbero evitato ad oggi una serie di ribellioni pregresse e un adattamento e adeguamento oggi che portano Maika a non riconoscersi più e non identificare il suo vero Sé, quindi a sottovalutare le sue esigenze e i suoi bisogni reputandoli stupidi e sbagliati a confronto di quelli degli altri e il suo stato d’animo non sarebbe crollato in questo modo.

Comunque ora l’unica cosa da poter fare per aiutare maika è quella di Stimolarla con metodologie sfidanti facendole pian piano acquisire più fiducia in se stessa.

Cosi parlo anche con la pedagogista, peraltro socia della Associazione Arborescienza della quale sono presidentessa. Conosce bene Maika, ha già individuato il problema e sa come e cosa suggerire per ottenere da Maika più collaborazione e quindi interesse. Mi stila la relazione e con questa porto maika dalla sua dottoressa. La psicologa una volta confrontatasi con la bambina e una volta chiesto a lei di disegnare e di spiegare le sue sensazioni, alla fine quando Maika esce dallo studio e rimango io si mette le mani nei capelli. Maika durante il colloquio ha sempre ripetuto ” Le maestre mi guardano ma non mi vedono” ” gli amici mi guardano ma non mi vedono sono con gli occhi chiusi” in più si è rilevata una perdita di fiducia nelle competenze delle educatrici, una perdita di punti di riferimento, sfiducia in se stessa, non riconoscimento di sé, adattamento cronico e bassa autostima, stress emotivo per disagi di incomprensione con le educatrici, sottovalutazione delle proprie esigenze e malessere generale.

La dottoressa è arrabbiata e vuole a tutti i costi intervenire. Devono capire che Maika ha bisogno di diverse attenzioni ed esigenze cognitive diverse che non devono seguire per forza la didattica prevista all’asilo. Maika ha bisogno e sta urlando Aiuto.

Cosi avviso la scuola. OK, dopo le vacanze ci sarà ‘incontro per maika. Nel frattempo vedranno se riusciranno a inserire qualcosa in più per lei anche se è difficile perché tra prove per recita e lavoretti natalizi non c’è molto spazio.

Ok.

Nel frattempo cerco in tutti i modi per far confidare maika. Ho utilizzato qualunque strategia e alla fine, mercoledì non l’ho fatta andare all’asilo e lei ha potuto giocare con ciò che da tempo non giocava: lego, treni, costruzioni, esercitazioni di scrittura corsiva ecc…

Il pomeriggio mentre stavamo giocando mi dice

“Mamma era da tempo che non giocavo cosi. A scuola nessuno vuole giocare a modo mio. E allora faccio ciò che mi dicono anche se a me non piace. Ma altrimenti perdo gli amici..poi si fanno sempre le stesse cose. Io le conosco tutte le canzoni, la recita, e i balletti ma loro ripetono sempre e io mi annoio dopo un poco”

Poi mi guarda e mi chiede decisa ma con :

“Mamma, ma io mi sento a disagio perché sono come i bimbi di cui parlate con Anna? Anche io sono una plusdotata?”

Meravigliata da questa domanda cosi espansiva le rispondo

“Si amore mio. Anche tu lo sei. Ma non è una qualche malattia o disturbo. È una cosa bella con la quale sei nata”

” E mi sento diversa perché?”

Cosi le spiego la differenza di crescita dei bimbi suoi coetanei e dei bimbi come lei APC. Lei pensava ed era tutto un

Ah, ecco perché allora agli altri non interessano i miei giochi, allora non sono stupida mamma, le cose a cui voglio giocare non sono cose stupide”

“Ah ecco perche’ mi sento fuori luogo e meglio con quelli più grandi”

“Mamma sai, però io non riesco proprio a chiedere a M. (L’educatrice) di fare altro anche perché mi guardano strano e mi dicono di no…”

E tu insisti amore e dille che per te sapere o fare quella cosa è importante! Vedrai che ora che mamma ci ha parlato magari ti diranno di si”

E se non lo fanno? L’altra volta pensavo alla luna e ai vulcani e volevo chiedere alcune cose ma poi non l’ho fatto perché l’ultima volta mi hanno risposto che non era il momento”.

“Mamma ma chi ti ha detto che sono plus dotata?”

“Amore prima la dottoressa T e ora lo ha ribadito la dottoressa N”

Mamma, la dottoressa N è molto brava, mi capisce subito anche quando non parlo o evitò o la metto alla prova. Lei sì che mi vede mamma”

Eh sì, amore mio proprio vero.

Mamma…grazie ti amo tanto

Anche io luce mia

Questo per dire che i bimbi APC quando hanno o accusano disagi rimurginano e si chiudono in se stessi perdendo fiducia in se stessi e in tutti e stanno male a volte si ribellano altre evitano tutto anche di parlare altre volte si perdono nei loro pensieri e si rifugiano nella loro fantasia.

Quindi, non sottovalutate mai l’età dei bimbi.

L’età è solo un numero Loro sono molto di più.

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