Discriminazioni dei termini Plusdotazione e apc

Sono due anni e mezzo che vivo e viaggio in questo mondo a parte. Se dovessi calcolare da quanto tempo la vivo, beh esattamente da 4 anni, l’età di mia figlia. Ma quando qualcuno più competente ti afferma che tua figlia non è solo precoce ma ha un funzionamento cerebrale diverso dalla norma, una sensibilità estrema, una capacità di assimilare soprattutto in forma analogica argomenti più grande e profondi della sua età, che senza mai averla stimolata su argomenti così importanti e scientifici, lei da sola e con la semplice osservazione e’ arrivata a darsi delle risposte…beh i tuoi occhi magicamente si aprono, inizi a vedere e capire veramente ogni cosa di lei ma anche di te stessa e tutto si fa più chiaro.

Quando iniziai a interessarmi di questa materia, beh non nego che un po’di confusione la accusai…molte cose che per me fino a quel momento erano normali anche se precoci mi stavano dando delle risposte a quei comportamenti strani di mia figlia. Il puzzle si stava finalmente formando. Sapevo che c’era qualcosa di “nascosto” in Maika che doveva essere chiamato er nome per renderci conto come aiutarla o come capirla. E quella “cosa” si chiama Plusdotazione con dissincronia…eh già, la dissincronia che esiste in lei tra il suo lato cognitivo e la sua sfera emozionale ha prodotto in noi incomprensioni, stress e anche negazione. Poi, capimmo.

La prima cosa che feci è chiamare tutti, e quando dico tutti intendo proprio dire tutti, gli specialisti in plusdotazione, privati, associazioni, contatti esteri ecc, perche’ non volevo margini alti di errori.

In italia r soprattutto in Calabria tale argomento è pieno di pregiudizi, nessuno realmente è capace di spiegarti di cosa si tratti, addirittura alcuni la associavano soltanto alla sindrome di Asperger, altri erano convinti che per lei sarebbe stata vita facile, molti invece rimanevano senza parole,non sapevano di cosa si stesse parlando. In Calabria poi non si aveva alcun punto di riferimento se non solo l’unica psicologa in plusdotazione che se la conoscevi era perché qualcuno di fuori ti aveva suggerito un sito al quale poter vedere se esistesse un punto di contatto nche in Calabria. Ovviamente ci portammo Maika. Ma poi? Nulla, il buio. Anche nelle scuole…così iniziai a darmi da fare

E oggi eccomi qui.

Ma sapete cosa mi sono resa conto? Non sono tanto questi ragazzini a disturbare le persone ma il termine che si usa per identificarli.

Se si parla di Plusdotati BOOM…si ricevono occhiatacce, giudizi, dita puntate, risolini, si assiste a una vera e propria “aggressione” quasi verbale che si poggia tutto su un tappeto di pregiudizi e miti che aleggiano intorno questo termine e del quale si ignora totalmente non solo la sostanza ma soprattutto l’altra faccia della medaglia e cioè: L’ipersensibilità, l’iperempatia, le reazioni estreme, la difficile gestione delle emozioni, l’intensità con la quale si vivono le emozioni e le tensioni proprie ma soprattutto del mondo circostante ecc ecc e non in ultimo lo stress genitoriale che ne deriva.

Quando questo termine,invece, si sostituisce con Alto Potenziale Cognitivo, allora ogni persona con la quale parli, che sia DGS, insegnante, genitore o altro, la prima domanda che ti fanno è Cosa sarebbe?. Quindi più propensione ad ascoltare, più coinvolgimento mentale e collaborazione. E se anche alla fine gli accosti il termine Plusdotazione, sono più aperte ad accettarlo perché ormai sanno di cosa si tratta, non ascoltano più i loro pregiudizi mentali e ammettono la loro totale non conoscenza della tematica.

Ma perché questa discriminazione dei termini?

Nei tempi passati la società,e quindi anche noi stessi, è stata bombordata di informazioni scorrette ma soprattutto inesatte ed estreme. Difatti, molto spesso si accostano a questo termine Plusdotazione, personaggi quali Einstein, Mozart, Bethoven, Guss ecc ecc, sottolineando e puntando l’attenzione soltanto sulle loro capacità cognitive e non sui disturbi o meno o disagi o meno che in realtà questi personaggi hanno avuto da bambini nel quotidiano e nelle relazioni sociali a iniziare dalla scuola stessa. In più non si dice affatto che tali QI inerenti a loro, sono del tutto indicativi e non effettivi, visto che non si sono mai potuti sottoporre a un test del Qi all’epoca inesistente.

Quindi alla parola Plusdotazione ci si affiancano termini quali Genio, Adulti nel corpo di bimbi, Mente inusuale, Vita Facile, che ci rimandano a una consapevolezza che mai potrebbe esistere così in modo frequente in dei bambini che, peraltro manifestano comunque comportamenti a volte anche più infantili della loro età.

Si finisce per farsi irretire da questi preconcetti sbagliati e che non determinano e né caratterizzano un vero bimbo Plusdotato e quindi si sottovaluta anche la loro condizione emotiva.

Tant’è che anche noi genitori seppure sappiamo che il nostro bimbo sia più precoce e recettivo dei suoi coetanei, alla frase Suo figlio è un Plusdotato, tendiamo a pensare Ma no, si sbaglia, mica mio figlio è un Einstein, per poi rettificare e chiedere delucidazioni a chi ne sa molto più di noi e da lì si comprende benissimo la sfera emotiva e quella cognitiva anche se destabilisce…iniziano a fiorire i Ah,ecco perché fa così, ecco perché le reazioni esagerate, ecco perché sa l’alfabeto a due anni ma non si allaccia le scarpe…e via dicendo…e ci si istruisce e si comprende.

Quando ormai entro nelle scuole la prima domanda che faccio al DGS è Sa cosa è la plusdotazione?

Nella maggior parte dei casi si gonfiano tutti e sparano i soliti pregiudizi e miti, e ci credono anche ovviamente. Ma nessun giudizio dalla mia bocca, ascolto.

Quando finiscono, rispondo solamente “In realtà, non è esattamente cosi. Se permette posso spiegarle” e inizio a spiegare. Solitamente poi cambio termine di utilizzo solo come pura formalità per avere una maggiore attenzione da parte loro.

Quando invece elargisco Sa cosa è un alto potenziale cognitivo? Allora o mi rispondono di no oppure Ah sì, la sindrome di Asperger. Ma quando ci si confronta con apertura mentale tutto si delinea per il meglio. Non escono fuori pregiudizi, si spiega la differenza di ragionamento da cui nascono ovviamente problematiche di comprensione a scuola e così via. Il colloquio è più aperto e sereno.

Da quel momento ho compreso che se si inizia sin da subito a utilizzare il secondo termine anche il confronto è più Pacifico e sereno.

Sciocchezze? Certamente ma si sa che le convinzioni specialmente sociali sono dure a morire e sono in un certo modo stupide. Quindi se si può trovare un modo per evitarle, ben venga.

Pian piano così anche il termine Plusdotazione sarà accettato e non visto come minaccia o altro.

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