Da genitore la vivo così: come sulle Montagne russe

Oggi vorrei parlare da genitore in prima persona e di come ho deciso di affrontare la gestione di Maika

Come ben sapete, ho sin da subito accettato di avere il giusto supporto emotivo da parte di specialisti formati in plusdotazione.

Il motivo di questa decisione è stata la consapevolezza tangibile dello stress genitoriale che, inevitabilmente, accusiamo tutti i genitori di questi bambini che si danno al.mondo e nel mondo da 1000 a 0 e da 0 a 1000 in tempi ristretti e con nessun preavviso.

Quindi perchè aspettare di ritovarci nell eruzione del vulcano quando invece si può benissimo non dico prevenirlo ma gestirlo nel dovuto modo, sì?

Sin da subito abbiamo avuto prova della maturità cognitiva di maika nonostante la sua tenerissima età e sin da subito abbiamo notato la sua dissincronia sul piano emotivo.

Maika era ed è troppo di tutto: troppo sensibile, troppo determinata, troppo affabile, troppo curiosa, troppo empatica, troppo il suo pro e troppo il suo contro, per intenderci.

Troppo….in relazione ovviamente della sua età effettiva.

Il parent training ci ha fatto comprendere molte cose di lei e in alcuni casi anche scoprire molto di lei visto che per alcune cose era ed è ancora oggi ermetica o finge di non saper fare qualcosa per poi uscirsene un giorno qualunque e dimostrare tutto o quasi il suo sapere e le sue competenze.

È stato utile anche per comprendere come modulare i nostri interventi e come interpretare alcune reazioni esagerate senza confonderle con capricci senza senso o peggio.

Personalmente la realizzazione di come era maika ha avuto un forte impatto. Ovviamente non è che non mi accorgevo di come fosse anzi.. ma sentire il parere e la conferma di chi ha a che fare con questi bimbi, beh fa un certo effetto… è come se questa realizzazione pian piano ti dia la chiave per vedere tutta quella luce e anche tutte le difficoltà che ha tua figlia. E da quel momento in poi non puoi far finta di nulla, non puoi continuare a comportarti come se nulla fosse o come se ciò non cambi nulla anche nel rapporto.

Ho sempre seguito il mio istinto materno infallibile al momento, e quindi mi sono sempre approcciata a maika con fiducia, con serenità e comprensione. Vivevo i suoi traguardi, seppure più alti della sua età, con orgoglio e la supportavo nei suoi momenti di crisi, rari per fortuna.

Ma ovviamente dopo la “diagnosi” (passatemi il termine scorretto) inevitabilmente tutto cambia. Realizzi di dover fare del lavoro da zero in avanti, di dover fare qualcosa in più per lei non solo nel qui e ora ma sopratutto per gli anni seguenti, quindi a essere sempre un passo o due avanti.

E così feci.

E Maika quindi ha il giusto supporto ma ciò non vuol dire che non abbia avuto e che non abbia ancora oggi delle difficoltà anzi.

Ho sempre pensato che per qualunque bambino sia importamte in primis l ambiente familiare e poi quello esterno e scolastico. Ambiente familiare non vuol dire unicamente serenità ma avere un ambiente nel quale poter essere sempre se stesso, al di là del contesto familiare sereno o meno in alcuni casi. Cioè poter esprimere anche il suo dolore, le sue frustrazioni, le sue reazioni ed emozioni anche quando magari i genitori sono in tensione tra loro per qualche incomprensione o litigio. Non si può essere la famiglia del Mulino Bianco sempre sereni perchè non è sano è irreale, siamo persone uniche con sentimenti ed emozioni che talvolta causano incomprensioni e ribellioni ed è giusto manifestarle sempre nel rispetto dell altro, ovviamente.

Bene, il bimbo o la bimba che assiste magari a un litigio tra genitori deve avere il diritto di ribellarsi, di esprimere il proprio malessere, la propria rabbia altrimenti ne risentirebbe il suo stato psichico ed emotivo e questo sì che sarebbe deleterio.

Da genitori cerchiamo sempre di evitare di litigare di fronte i figli, ma a volte non ci si riesce, magari il rancore per un qualcosa di irrisolto, la rabbia o il sentirci pressati fanno sì che si scatti subito senza badare a chi assiste e chi no. Capita anche ai migliori. Diffidate di chi vi dice che non è mai capitato neanche una volta..vuol dire allora se è vero che si evita il confronto e questo è dannoso anche prrchè il bimbo che vede un litigio e poi il sopraggiungere del far pace comprende e apprendere come gestire eventuali scontri e litigi ma il bimbo che cresce convinto che si vada d’accordo in famiglia e con l’illusione che vada tutto bene perché non si è mai verificato un errore o un litigio beh… da adulto avrà sicuramente difficoltà a gestire tensioni esterne, confronti, eventuali litigi con l altro, ecc. E questo è anche esso nocivo

Ci vorrebbe una giusta dose per tutto… e non è facile.

Quando si verificano problemi ad esempio a scuola la prima domanda da genitore che mi pongo è “Cosa è accaduto in questo mese in famiglia che magari ha fatto sì che maika serbasse in sè rabbia o qualche altro sentimento negativo per poi uscire proprio in questo momento? È una vera difficoltà scolastica dovuto ai solito problemi comunicativi o vi è dell altro?“. Se mi accorgo che puo’ essere dovuto a qualche evento seppure minimo accaduto in famiglia, cerco di prestarle piu attenzione,magari le faccio passare alcuni giorni interi con noi per poterle dare la giusta fiducia e sicurezza affinché possa confidarsi e quindi rassicurarla e riportarla “in piedi” come solitamente dico in questi casi.

Se invece realmente e’ un disagio scolastico cerco confronto, incontri con le insegnanti, e se proprio vedo una chiusura come e’ accaduto alcune volte allora me la tengo a casa per disintossicarla da tensioni ed emozioni negative. Solitamente dopo una settimana torna carica e fiduciosa e le insegnanti anche sembrano piu collaborative. Come se quella assenza avesse fatto capire anche loro che “se Maika non viene e’ perche’ realmente accusava qualche disagio”.. e le prestano più attenzione almeno per un po’…

Maika è una bimba che si imbarazza in alcune situazioni e va in modalità Vergogna e imbarazzo e la vedi nascondersi dietro me…cade involontariamente a terra? Si guarda in giro e o fa finta di nulla e mi dice Non mi sono fatta male…oppure abbassa la testa e si nasconde con le mani davanti alla faccia per non farsi guardare e ripete sottovoce Non dovevo cadere…oppure…No nononono….

Se cade a terra un bicchiere…addio…panico…Non l ho fatto apposta e corre a nascondersi.

Chi non la e non ci conosce pensa che chissà come l abbiamo intimorita sta bimba che assume questi atteggiamenti. Ma non e’ cosi’… Mai sgridata, mai denigrata,mai alzato un dito..ma proprio mai…anzi quando cadeva o faceva cadere qualcosa la confortavamo sempre dicendole che non era accaduto nulla, che poteva capitare a chiunque ecc. Lei si imbarazza punto. Si vergogna. E’ timida anche se non lo fa notare…per lei sbagliare in pubblico e’ imbarazzante.

Oppure nel caos va in panico…e me ne accorgo da come cambia espressione, da come si ferma ad ascoltare o si tappa le orecchie o si innervosisce o si agita.

Se sente qualche mamma,nonna, papa’ o altra figura gridare un bimbo…si intimorisce e si fa suo il rimprovero e si dispiace del bimbo e vuole spostarsi da quel contesto e a volte mi dice Mamma andiamo non voglio che il bimbo si imbarazza perché ci sto io…

Insomma Lei e’ un insieme di infinite variazioni di emozioni e sensazioni e empatia e sensibilita’ che a volte davvero e’ difficile gestirla. Devi stare attenta a ogni piccolo cenno che cambia o che varia…e non solo ma anche di ogni piccolo evento che accade nel contesto e nell’ambiente in cui stiamo….e non e’ cosi’ facile sempre perche’ esistono anche per me i momenti No eppure li devo reprimere…mica posso rischiare che mia figlia vada in pasto al suo brodo emotivo….

Ma quando la vedi prendere i suoi voli pindarici con la luce negli occhi, con entusiasmo, con sete di conoscenza, con divertimento….beh me la godo tutta…e parliamo e parliamo non accorgendoci del tempo che passa…

Quando riesce a gestire le sue emozioni e mi viene incontro per chiedermi aiuto o solamente per abbracciarmi..beh e’ un orgoglio perché vuol dire che il percorso intrapreso ha dato i frutti per lei….

Quando ti parla come se avesse 15 anni o quando ti rimprovera con dolcezza ma determinazione la guardi sbigottita e ti chiedi quando e’ stato che ha continuato a crescere come una Ferrari senza che tu te ne accorgessi…

perché avere un figlio e’ una benedizione e avere lei e’una avventura in continuo crescere…solo che noi genitori di bimbi APC non accompagniamo i nostri figli nella crescita su prati morbidi o strade asfaltate…noi siamo costretti a salire con loro sulle loro Montagne russe…a volte riuscendo a goderci la corsa e le brusche frenate e il paesaggio altre volte nulla di tutto cio’ solo corsa e mille alti e bassi confusionali da non farti capire nulla ma sempre con loro su quelle montagne russe, a tenere loro la mano e altre che sono loro a tenerti la mano e dirti Non preoccuparti…fidati di me….vieni…resisti…

E tu non puoi fare altro che fidarti e pregare che tutto vada bene….

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