PETER PAN E MAIKA bimbi/uccello

Mama’ ma gli umani volano?”

“No,amore mio. All’umano non nascono ali per volare!”

Mama’ sicura? Popo mai? Ali a me no?”

“No vita mia,mi dispiace. E neanche possiamo provarci a volare, altrimenti cadremmo e moriremmo! Non esisterebbe piu’ vita per noi! Quindi Maika per favore promettimi che non proverai mai a volare se non solo con le ali del pensiero e dell’immaginazione”

Mama’ ma io voio volare. Voio ali. Voio vedere dall’alto…come uccelli!che belli guadda!”

Cosi’ a 18 mesi elargi’ un giorno….

Quando nacque e la conobbi dopo 3 gg dal parto…ci osservammo davvero negli occhi quasi a scrutarci l’anima. Con i suoi occhioni mi guardava intensamente negli occhi…sosteneva lo sguardo come una adulta…eppure io appena mi immersi in quello sguardo, appena aprii le porte della mia anima per farla entrare in me…capii che lei era nata con le ali…non sto raccontando con romanticismo ma esattamente cosi’ accaddero i fatti.

1 settimana di vita circa

La prima frase che mi uscii spontanea quando fui in macchina, di ritorno alla clinica con mio marito, mentre Maika rimaneva in qiel bruttissimo reparto di ospedale senza me, fu: “Abbiamo una figlia gia’ determinata, nata con le ali”. In realta’ lo pensai riflettendo su quello sguardo che mi aveva colpito…ma non mi resi conto che lo pensai ad alta voce con tono sommesso….

Non era oggi che domani, mi aspettavo che Maika mi chiedesse una cosa del genere.

Cosa hai detto?” Mi chiese mio marito

Ah l ho detto ad alta voce? Dico…abbiamo una figlia davvero speciale…determinata…hai notato il suo sgauardo?” risposi.

Mio marito rise….. “Guarda che sono stato il primo a conoscerla…e a starle accanto sempre in questi giorni…allora si’ e’ vero…non ha fatto questa impressione solo a me…ma vediamo se diciamo la stessa cosa…io ho visto una bimba che punta in alto…diciamo cosi”

Amo’ abbiamo una bimba/uccello…maika e’ nata con le ali…anche negli occhi desidera quelle ali…il tempo ci dara’ torto o ragione…”

Quasi 2 mesi

E mentre Maika cresceva, sin da subito quel desiderio si e’ manifestato ptima fisicamente poi caratterialmente…e cosi e’ ancora….maika vorrebbe essere un uccello….l altro giorno guardando gli uccellini esclamo’ “Mamma quanto vorrei volare anche io…guarda che belli quei nidi…anche io vorrei vivere in un nido…un nido come il nostro ma per uccelli, per me..guarda come escono dal nido….come si tuffano nel vento….mamma e’ vero che gli uccelli sono tutti belli e affascinanti?”

Oggi, tornando a casa, ho trovato vicino la porta un libro e finalmente la busta della Lego con i pezzi mancanti richiesti….chiaro segno che era passata mia zia e non avendoci trovato ha pensato bene a lasciarli li…giro il libro e riconosco subito che si trattava di Peter Pan….Maika esulta felice….a lei proprio Peter Pan le piace molto anche se poi per alcuni versi lo rimprovera.

E come sempre ho avuto conferma che sono i libri a trovarti nel momento giusto…a farsi scegliere….anche da terze persone…

Zia, come poi mi disse, era indecisa tra Cuore e un altro libro…era ancora convinta di prendere a Maika il libro Cuore (non sapeva che fu il primo libro che comprai a maika a 3 mesi e che per trovare l’ edizione piu’ antica ci misi tre mesi e la trovai coincidenza a Irsina un borgo medievale dove eravamo andati a festeggiare il nostro 11simo anniversario) quando le venne tra le mani Peter Pan..unica copia disponibile…era sull’ Austostrada…mi disse “Mima, ho pensato a Maika e ho scelto Peter pan perchè è una bimba che per me rappresenta proprio la.voglia di volare e di andare Oltre! Non so…devo dire che sapevo di fare la scelta giusta”…

Zia che poi hai comprato l edizione con la prefazione di Diego de silva che adoro. Quindi hai fatto entrambe felici…”

Maika ha voluto che glielo leggessi ma poi e’ crollata perche’ dalle 7 in piedi, stanotte si e’ svegliata svariate volte per bere o tossire, pomeriggio si e’ sbizzarita coj una bimba di 4 anni e mezzo per 3 ore e quindi ovviamente ora e’ crollata. Fra un po’ la devo svegliare per la medicina e prego che poi non si sveglia alle 4….

Cmq ascoltando il primo capitolo che parla e descrive i Giardini inizia a desoderare di vederli dal vivo. Poi ascolta la frase determinante del capitolo:

Tutti i bambini nascono uccelli prima di trasformarsi in esseri umani

Hai visto mamma? Si si mamma e’ proprio cosi…io sono un uccello! Ma mamma ora sono un essere umano ma io voglio tornare a essere un uccello…voglio le ali!

La guardo. Eccolo li’ quello sguardo…la mia falchetta….la mia aquila…la mia piccola rondine….la voglia di volare libera bloccata nel limite umano…quanto vorrei accontentarla…anche se questo significherebbe permetterle di andare oltre noi…magari anche lontano da noi…ma il suo viso radioso di felicita’ mi rallegrerebbe….ma…siamo umani..nulla posso farci…

MAIKA ricordi l’evoluzione dell’uomo?”

mamma si…lo so…ma mamma…non capisci…. io vorrei davvero le ali…

Ecco l’insolenza che insolenza non e’.

E allora mi tocca dirle che sì io la capisco. Anche io ero una bimba nata col desiderio di volare, una bimba/uccello e non ho mai smesso di esserlo.

C’ e’ chi desidera essere un felino, chi magari una scimmia, chi altro…chi si identifica in una tigre e chi…come me desidera essere un uccello tipo gabbiano o falco. Non chiedetemi perche’ non una aquila….perche’ sì penso che sia vero, tutti i bimbi nascono con un desiderio…che può essere quello di Icaro o altro, ma tutti i bimbi nascono con il loro essere animale per poi trasformarsi in umani, conservando in sè il loro totem animale, al quale si rifanno in determinati momenti occasionali della vita. Crescendo, purtroppo, si perde fede in quella parte animale e boom…ci si trasforma in…umani razionali, a volte troppo razionali e questa perdita grava molto sulla propria anima facendo anche sorgere alcuni disturbi col passare del tempo….lo diceva Jung, lo affermava Hillman, lo confermava Carotenuto e oggi l’intera scienza psicologica…

la particolarità di Peter Pan era proprio questa: lui non perse mai il proprio contatto con questa sua parte, anzi la scelse e la preferì alla natura umana. Peter Pan rifiutò di essere un umano, tanto era la sua voglia di rimanere e ritrasformarsi in un uccello. Neanche si accorse di essere di facto ancora un neonato con sembianze umane…neanche quando vedeva che ogni uccello lo evitava, si impauriva alla sua vista…non capiva e soffriva….eh sì, perchè come sempre il diverso seppure simile fa sempre paura…e anche i nostri figli vivono questa esperienza, purtroppo…molto spesso impauriscono i coetanei e vengono considerati strani…perchè sono e restano liberi e, come dice l’autore

Essendo stati uccelli prima di trasformarsi in esseri umani, sono ovviamente un pò selvaggi […]

Finquando poi pian piano non si trasformano…

Ritornando al discorso di Peter, del non essere accettato dagli uccelli che se ne impaurivano e della fede, l’autore spiega

Si sedette e pianse, e nemmeno allora si accorse che, per essere un uccello, si era seduto in modo sbagliato. È una fortuna che non se ne sia accorto, perchè alteimenti avrebbe perso la fede nella sua capacità di volare; nel momento in cui dubiti di poter volare, perdi la facoltà di poterlo fare. Il motivo per cui gli uccelli, a differenza degli esseri umani, sono in grado di volare, risiede nella loro fede incrollabile, perchè avere fede vuol dire avere le ali!!!

Quando Maika osserva con sguardo ammirato ma triste allo stesso tempo gli uccelli, mi viene in mente il discorso che ebbe Peter Pan col corvo Salomone, il saggio dell’ isola.

Peter pan per un istante vorrebbe tornare dalla mamma, ma non si decideva

“Cosa ti trattiene?” chiese affabilmente il vecchio.

” Penso…” disse Peter con voce roca, “Penso…sarò ancora in grado di volare?”.

Vedete, Peter non aveva più fede.

“Povero piccolo mezzo-e-mezzo” disse Salomone “non sarai più in grado di volare, neanche nelle giornate più ventose. Dovrai vivere per sempre su questa isola”

[..]

“Allora non sarò esattamente un essere umano?”

“No”

“E neppure un uccello?”

“No”

“E cosa sarò?”

“Sarai Nè-carne-nè-pesce”

Bene, è esattamente così che ho da sempre considerato Maika…una bimba mezza-e-mezza…metà umana e metà uccello. Il suo sogno di Icaro affascina ancora di più perchè lei non ha quella “ingenuità” di Icaro ma…si ingegna con la fantasia almeno a provare su di sè quella sensazione, l’emozione di volare e come sarebbe bello e cosa farebbe o meno.

Inoltre, ho sempre detto che Maika supera le grandi difficoltà con la forza di una Maciste….non si scalfisce come la ferisce quando invece la tocca un nonnulla o un sassolino a confronto

3 mesi et voilà non si sedette più😂

Mia figlia, per la maggior parte delle volte ha il cuore felice… canta, balla e fa la pagliaccetta e non si sta mai ferma neanche quando.parla…. difatti quando le parlo o mi fa una domanda alla quale devo rispondere, lei non smette di muoversi, di saltellare felice ma mi ascolta. Allora in quelle occasioni le dico

Maika amore fermati un attimo..sembri un uccellino!”

perchè mamma?”mi chiese ridendo la prima volta

Sai che gli uccellini quando li vedi saltellare è perchè stanno parlando, stanno comunicando tra di loro? Tu fai esattamente come loro!”

ma mamma io sono un uccellino!” e rise ancora più fiera e orgogliosa.

Canta per tutto il giorno e si muove in continuazione…e forse è proprio vero…ho anche io una figlia uccellino….

A questo proposito quando lessi questa parte sorrisi ed esclamai “Non ci posso credere!“. Risi molto non lo nascondo.

” La cosa più importante, però, era che Salomone gli aveva insegnato ad avere un cuore felice. Tutti gli uccelli hanno un cuore felice, a meno che non gli si saccheggi il nido…..

Peter aveva il cuore talmente felice che avvertiva il bisogno di cantare tutto il giorno, proprio come gli uccelli che cantano di gioia, ma essendo in parte un essere umano, gli serviva anche uno strumento e così si costruì um flauto di canne.

Difatti canto e musica vanno di pari passo.

Difatti Peter non ha totalmente dimenticato la sua parte umana…lo dimostra in varie occasioni: con la necessità di crearsi uno strumento; con la sua paura di perdere per sempre la fede; alla vista di un aquilone; con la sua voglia di giocare con altri bambini nei Giardini posti dal lato opposto dell’isola e così via…

Peter ha preferito la sua parte animale ben serbando in sè quella umana. Proprio come alcuni fanno nella realtà: riescono a serbare in loro il loro totem, a custodire il rapporto col proprio fanciullo interiore, a stare in contatto con la loro parte animale, infantile e sacra…

E poi arrivai alla parte delle fate. L’autore afferma che tutti i bimbi hanno conosciuto le fate e che da loro hanno imparato molto e se lo ricordano durante tutta la prima infanzia.

Peccato che non sappiate scrivere perchè poco alla volta dimenticate tutto…

E in questa parte nei miei pensieri ho inserito anche il mio nipotino di affetto G.

Come mai?

Lui e Maika, sembrerà strano, ma nella maggior parte delle volte hanno i pensieri collegati…anche se sono distanti loro fanno e pensano le stesse cose… l altro giorno Maika ha costruito una macchina da soccorso con i Lego. Dopo un pò abbiamo telefonato a G. e lui aveva costruito la stessa cosa…

Ma la parte che più mi interessa al momento è questa…

Maika afferma sempre che è giusto che deve parlare prima lei percgè non è giusto che non finisca il suo pensiero…a Maika essere anticipata o stoppata mentre parla le da proprio fastidio e ha proprio ragione.

L altra sera G. esclama “dovrebbero parlare prima i piccoli e poi i grandi”

E anche lui ha proprio ragione. Se solo permettessimo di far parlare prima loro e di insegmare a tutti che sì prima i piccoli e poi i grandi anche gli adulti capirebbero molto di più sul mondo, sulla vita e su ogni cosa possibile e immaginabile e il mondo sarebbe meno stupido e brutale.

Ci avete mai pensato?

Gli adulti… che si danno molte priorità e importanza ma che poi finiscono per imparare dai più piccoli….

Bene, sapete che cosa accade nel mondo delle fate?

Nelle famiglie delle fate il piccolo è sempre la persona più importante, e di solito diventa o un principe o una principessa. I bambini lo sanno benissimo e pensano che la stessa cosa debba accadere nel mondo degli umani, ed è per questo che spesso si agitano quando vedono la madre che prepara in gran segreto un nuovo corredo per la culla.

Inoltre afferma che quando i bimbi piccoli fanno l’opposto di ciò che si chiede loro,

“Forse penserete che son solo capricci, ma non è così. Stanno ripetendo quello che ha visto fare alle fate. Durante le prime settimane di vita imita le loro abitudini e le ci vogliono circa 2 anni per adeguarsi ai comportamenti degli esseri umani”

Afferma inoltre che parlano la lingua delle fate e si disperano perchè non li comprendiamo. Le mamme stando a contatto con i bambini li comprendono perchè hanno appreso qualcosa del linguaggio delle fate.

” Le fate sono mirabili danzatrici, ecco perchè una delle prime cose che fa un bambino è quello di farvi segno di danzare per lui”

Tranne Maika che muoveva quel suo corpicino sin da subuto con qualsiasi rumore. Quando ballavo per lei lei mi seguiva a ritmo. Era una gioia….

Il libro di Peter Pan non me lo ricordavo così bello e fantasioso ma sopratutto non ricordavo che fosse cosi saggio, direi…nulla a che fare con il Peter Pan dei cartoni animati…nulla con la sindrome di Peter Pan perchè Peter ha scelto la sua parte totem non perchè non voleva crescere ma per tutt’altro motivo…non si riconosceva nella sua parte umana…e su questa decisione ci sarebbe un trattato da scrivere, molto interessante.

Leggerlo ti interroga, ti mette di fronte ad eventuali pregiudizi e molto altro ancora. Oserei dire che ad alcuni potrebbe urtare le proprie moralità e convinzioni stupide..

È un libro “disturbatore delle false convinzioni”…facente parte di quella categoria che alla fine ti ritrovi a pensarla in modo differente e più sana…ti ritrpvi a essere una persona migliore…è un libro che educa alla accettazione del proprio lato creativo, spirituale, totemico, interiore ecc…

Vi consiglio di comprarlo ai vs figli per leggerlo insieme, però, e non da soli…sarà una buona occasione per avere un confronto con loro..un confronto versato sui pensieri più reconditi del vostro animo.

Nel frattempo…inizio a comprendere e accettare la parte totemica di mia figlia..e non la limiterò mai a sentirsi libera di volare sempre più in alto raggiungendo i suoi obiettivi e scoprendo cosa ci sia Oltre a quelle montagne….

Alessandro magno conquistò terre con questa curiosità innata…lei…magari non conquisterà terre ma di sicuro la sua vita e il suo Destino sì….

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