Scuola elementare: troppo lunga per i bambini dotati? (Documento tradotto da Manuela Peduzzi)

Considerato che non si smette mai di imparare come di scoprire e di comprendere nuove informazioni, metto a disposizione ogni documento utile alla comprensione dell’argomento Plusdotazione che ho, per avere sempre piu’ chiaro cosa significhi fino in fondo Essere un Plusdotato.

Pertanto, oggi propongo questo documento che scaricai da Internet 2 anni fa, appena seppi delle caratteristiche di mia figlia.


La scuola elementare sarebbe un calvario per i bambini dotati” Arielle Adda si interroga.
I bambini dotati capiscono naturalmente l’importanza del sapere per crescere e progredire al meglio, così come ne hanno da sempre il più vivo desiderio.
Ciò detto, si adeguano più o meno facilmente alla lentezza e alle ripetizioni dell’insegnamento parsimonioso che si dispensa loro.

Le possibilità di sfuggire a questa scomodità sono abbastanza ridotte: i genitori si sentono disarmati di fronte all’imperativo dell’anno di nascita e, anche se percepiscono il vago malessere del proprio figlio, faticano a farlo capire agli insegnanti.

I bambini reagiscono a seconda della loro natura, ma, sia che si mostrino troppo agitati, chiacchieroni, o che invece si chiudano in sé stessi silenziosamente, riescono solo ad attirarsi delle noie e una valanga di malintesi, che prefigurano tutti quelli che dovranno affrontare nel corso della loro esistenza.


I bambini nati all’inizio dell’anno ne sono particolarmente vittime: subiscono un soggiorno prolungato alla scuola materna, per 4 anni, soprattutto quelli che erano talmente impazienti di andare a scuola ed erano stati ammessi prima dei 3 anni.
Durante questi anni che si sono stirati all’infinito, già più della metà della loro esistenza, si rassegnano e finiscono per pensare che sia la loro sorte.

Qualcuno avrebbe deciso per loro che il
sapere gli sarebbe dispensato poveramente, ogni nuova progressione sarebbe annegata in un ammasso di dati che conoscono da sempre.

Si dovrebbe stare sempre all’erta per cogliere al volo ogni nuovo dato, ma sarà certamente ripetuto, non c’è bisogno di agitarsi.


Se è di natura socievole, ha dei compagni e gioca volentieri con loro, ma in lui è sparito il bello slancio che lo spingeva verso l’acquisizione di tutti gli apprendimenti. Pensa sinceramente che la sorte abbia deciso altrimenti e che non ci si possa rivoltare contro questa sorte onnipotente.
Nemmeno i suoi genitori lo possono: sono ridotti all’impotenza, così come non si può lottare contro la morte, la malattia, le catastrofi naturali cui gli umani devono adeguarsi.


Questo percorso parallelo preso, malgrado loro, dai bambini dotati che stagnano alla scuola materna non appare come tale: anche soffocate, le loro qualità intellettuali gli permettono di soddisfare le
richieste e di essere considerati buoni allievi.

Alla scuola materna e durante le elementari ci sono così pochi sforzi da fare che si deve essere proprio in totale rivolta per avere brutte note.

A volte ci si chiede se la loro scrittura deplorevole non sia, per alcuni, un modo, appena mascherato, di esprimere la propria frustrazione.

È grazie a un esame più approfondito, come lo permette un test psicologico, che appare con evidenza la grande differenza tra le capacità e le acquisizioni scolastiche.
Queste ultime restano troppo modeste, troppo mediocri: a 6 anni compiuti, ma ancora alla scuola materna e senza presentare deficit specifici, leggono a malapena, anche se sanno decifrare
correttamente. Stupiti, i genitori si ricordano quanto erano desiderosi di imparare a leggere, ma era delicato iniziarli alla lettura: in seguito si sarebbero annoiati a scuola.


Il calcolo è anch’esso maldestro pur possedendo tutte le qualità che gli permetterebbero di diventare
rapidamente degli eccellenti calcolatori
.

Questi bambini, frenati nel loro proprio ritmo, danno l’impressione di essere un po’ lontani dal corso ordinario seguito dai loro compagni di classe, seguono i corsi da dilettanti, ma con sufficiente discrezione affinché non sia evidente.


In effetti si concedono spesso delle piacevoli fughe in universi più divertenti di quello in cui sono costretti a vivere per buona parte della giornata.


Il fatalismo con il quale accettano la loro sorte occulta il suo aspetto affliggente, soprattutto perché fanno prova di un’estrema vivacità mentale appena non si tratta più di apprendimenti scolastici.


Il pericolo sta nel fatto che non manifestano apertamente il loro malessere.

Si dice “ha sofferto all’inizio, quando ha visto i suoi compagni passare alle elementari, mentre lui doveva restare alla
materna, poi la sua pena si è attenuata, se n’è fatto una ragione e ora sta bene
.”


In effetti si è adeguato alla meno peggio al suo stato di bambino un po’ in ritardo rispetto ai suoi compagni, come se non avesse ottenuto il buon lasciapassare. Non serve a nulla insorgere contro la malasorte.
Lui che avrebbe potuto essere uno dei più giovani della sua classe è considerato come uno dei più grandi e per questo rispettato. È una magra consolazione, avrebbe preferito avanzare a lunghi
passi gioiosi lungo il cammino della conoscenza e scoprire a ogni svolta qualche segreto dell’universo.

In questi bambini, riconosciuti come dotati grazie ai test, le caratteristiche proprie dei bambini dotati sembrano attenuate: sono meno appassionati, meno impazienti, un po’ meno curiosi, ma lo restano abbastanza per non differenziarsi dall’insieme dei bambini della loro età. Non si nota, quindi, niente. .

La pertinenza dei loro propositi sorprende sul momento, ma non se ne deduce che
questi bambini possiedano, forse, qualità insospettate. La frase sorprendentemente giudiziosa doveva essere stata accidentale…


Restano comunque altre qualità come la finezza della mente, la rapidità, il rigore della logica, ma, quasi sminuite, non attirano per forza l’attenzione. Solo i genitori sono presi dai dubbi e in seguito c’è un lungo cammino da percorrere prima che si accetti di prendere in considerazione l’ipotesi di
un dono intellettuale. Eppure in casi simili il test costituisce il solo argomento possibile.


La soluzione consiste nel recuperare questo rallentamento effettuando un salto di classe, che sarà difficile da far prendere in considerazione se questo bambino non si differenzia nettamente dagli altri.

Si obietterà ai genitori inquieti la famosa “mancanza di maturità” difficile da confutare e che giustifica tutti i rifiuti. Però è preferibile battersi affinché il bambino dotato già rassegnato
possa conoscere la felicità di affrontare delle vere difficoltà, di rilevare la sfida e di vincerla gloriosamente.


È d’altronde la felicità che si augura a tutti i bambini dotati, affinché la loro immagine brillante li guidi sulla via della piena realizzazione.
Traduzione: Manuela Peduzzi

FINE DOCUMENTO.

Bene, ora soffermiamoci a pensare sulle possibilita’ che la scuola italiana difatti offre.

La scuola italiana permette solo un salto unico di classe. Per i bimbi che vengono dalla materna due sono le possibilita’:

O il bimbo o la bimba rimane fino ai 5 anni alla materna e poi, sostenendo un piccolo esame, entrerà direttamente in seconda elementare

Oppure si opta per anticipare di un anno l’entrata in prima elementare.

Per la prima opzione vi sono molti elementi da prendere in considerazione: prima cosa di tutto la sfera e quindi la maturita’ emotiva del soggetto interessato; poi teniamo conto che il bambino entrera’ a 5 anni in una classe gia’ formata da un anno, con gruppi gia’ consolidati e con un equilibrio, giusto o sbagliato, di classe consolidato. E anche per questo secondo punto vi e’ bisogno di considerare la personalita’ e il carattere del bimbo in questione, cioe’ se socievole non potrebbe avere grandi problemi ma se timido e riservato probabilmente sì.

Per quanto riguarda invece la seconda opzione, per i bimbi nati entro aprile non ci sarebbero tanti problemi a livello burocratico e amministrativo ma se, come Maika,sono nati nei mesi dopo Aprile,allora le cose si complicano. Perche’? Poiche’ tutto dipendera’ se la dirigente delle elementari sarà disposta ad accettare e quindi prendersi la responsabilita’ anche dell’ accettazione di un bimbo di 5 anni fuori dal limite dei mesi concessi, nella propria scuola.

Non tutti vi diranno di sì e vi propineranno giustificazioni senza senso ai fini normativi. Non vi illudete pensando che basti presentare la nota Miur o altri documenti consimili che dovrebbero dare il diritto allo studio anche anticipato al bambino. Ancora molte scuole fanno resistenza e quando affermano di non essere in grado di percorrere e sostenere un bimbo apc nel percorso che merita, solitamente vincono sempre. Ma non vi abbattete e continuats a provare e insistere con altre scuole.

Poi, a differenza di altri Stati, l’Italia concede solo un salto di classe durante il cuursus scolastico. Alla fine si potrebbe provare a chiedere lezioni a porte aperte per questi bimbi, cioe’ per alcune materie il bimbo potrebbe seguire le lezioni nelle aule di classe avanzate. Io da piccola alle elementari l’ho fatto ed e’ stato gratificante finquando e’ durato. Ma…non tutte le scuole accettano una situazione del genere…a volte basta insistere, altre invece non servirà a nulla.

Per tutti questi motivi penso che la scelta delle scuole elementari debba essere fatta pronosticando tutte le ipotetiche situazioni.

Se avete scoperto l’alto potenziale cognitivo magari in 2 o 3 elementare e la scuola non vi viene incontro come dovrebbe neanche a favore di un vero pdp ad hoc su vostro figlio (e non di un copia/incolla valido per tutti), e’ bene prendere in considerazione l’ipotesi di cercare un’altra scuola che vada incontro alle esigenze di vostro figlio. Ovviamente queste decisioni le dovrete prendere coinvolgendo vostro figlio e capendo cosa secondo lui sia meglio per se stesso. Per saperlo lui o lei deve essere messo/a al corrente della sua situazione, delle possibili alternative che ha di fronte e del perche’ sia necessario prenderle in considerazione. Questo per evitare altro malessere nel bimbo o nella bimba in questione.

Ancora l’Italia ha molto da fare per questi bimbi e tutto e’ sulle spalle di noi genitori, ma come dico sempre lottando con intelligenza e non con presuntuosita’, magari pian piano qualche aiuto da alcune scuole lo avremo.

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