I BIMBI DOVREBBERO CRESCERE LIBERI!

Bene, avete letto la frase nella immagine?

Ho sempre pensato, prima ancora di diventare mamma, che fosse vero questo concetto e non per insegnamento di Thoreau, ma per istinto. Che poi il grande Thoreau fosse anche lui dello stesso pensiero è cosa nuova per me, scoperto negli ultimi tempi.

Sono sempre stata dell’idea che un bimbo da quando nasce, deve essere lasciato libero nello scoprire il mondo circostante e le cose che lo circondano a modo suo. Il bimbo, neonato o meno che sia, deve nascere Libero, libero da qualsiasi limite. Avrà modo di imparare le regole a tempo debito e andando avanti nel suo percorso. In fondo, siamo animali evoluti e la nostra natura è, sarà ed è sempre rimasta libera.

La Libertà nel bimbo è Essenziale, è Naturale (come direbbe un mio caro piccolo ma grande nipotino per affetto, a proposito della Creatività), è importante quanto l’aria che si respira. Non per niente il sintomo psicosomatico in assoluto e che accumuna tutti quelli che si sentono limitati nelle azioni e nelle scelte, è il Mancare l’aria, l’attacco di panico che immobilizza anche la respirazione, il sentirsi imprigionati con l’esigenza di scappare per respirare meglio.

Libertà intesa come: libertà di pensiero, libertà di agire, libertà di curiosare, libertà di imparare, libertà di movimento, libertà di porre domande, libertà di scelta, libertà di gioco, libertà di come e quando mangiare, libertà di VIVERE!

Eh ma in questo modo il bimbo diventerebbe un selvaggio!” qualcuno con voce seriosa e convinto nelle sue parole, mi direbbe….

Ne siamo sicuri?

Siamo realisti: quale è il bimbo che in realtà fa più danni? Un bimbo che riceve fiducia e incitamento dai genitori oppure un bimbo che viene quotidianamente limitato?

Rispondete con sincerità. Se lo avete fatto, allora la risposta sarà tendente verso la seconda affermazione. E non avete torto.

Un bimbo che sente la fiducia dei genitori nei suoi confronti, che è sicuro di non avere limiti e che dipenderà solo dalla sua capacità osservativa e di valutazione, quindi da se stesso sarà un bimbo più sano e non solo, più cauto e non solo, più attento e non solo, insomma con più autostima sana. Nel momento in cui sarà in difficoltà non dubitera’ di chiedere ai genitori, coloro dei quali si fida.

Un bimbo cresciuto con i divieti e i limiti… Beh, quando si ritroverà a dover scegliere solo, o libero di poter dare sfogo alla sua voglia di riscatto e di libertà… Ovviamente non saprà farlo nel dovuto modo e inizierà a dare retta solo al suo istinto che gli suggerisce : “Dai corri, fai quello che vuoi, prendi quello, prendi questo, fai così fai cosà, non ti fermare” ecc ecc… Oppure sarà impaurito da tutto, impaurito che tutto possa essere pericoloso perché “Non si fa”.… E così ci ritroveremo ad assistere o ad atti irrefrenabili di un bimbo che finalmente si sente libero, oppure un bimbo che se ne starà in disparte impaurito. In entrambi i casi avranno bisogno di un intervento da parte di un adulto competente per imparare come poter fare la stessa cosa ma in modo diverso o come poter provare perché provare non è pericoloso.

Quindi lasciare il bimbo anche a sperimentare è la giusta direttiva da seguire. Lasciare un bimbo, fidandosi di lui, libero anche nello sfidarsi è una giusta scelta.

Più sarà lasciato libero di agire, più sarà più sicuro di sé stesso e più sarà capace di chiedere aiuto quando sarà in difficoltà.

Con Maika ho utilizzato questa linea direttiva, per istinto. Maika mi ha sempre ispirata fiducia. Da sempre. Io non vedevo Maika secondo la sua età, che siano stati mesi o anni, io la consideravo un soggetto unico in crescita e se lei voleva fare una cosa o era particolarmente curiosa per altre cose, beh la favorivo e mi fidavo e non mi sono mai pentita.

Lei ha sempre giocato con ogni cosa che le interessava… Anche con la pasta cruda, con acqua, con farina e acqua ecc ecc.

Nella natura si diverte perché ogni cosa prende vita, ogni legnetto diventa qualcosa di particolare, ogni animaletto, persino gli insetti le stuzzicano la curiosità. Lei adora osservare formiche, insetti, uccellini, e ci starebbe ore e ore e da quelle osservazioni apprendere e riflette su vari argomenti tramite associazioni… E quando parte così è meraviglioso… La vedi Rinascere, Libera, Volare…

Anche quando era molto piccola lei è stata sempre libera. Abbiamo fatto male? Assolutamente! Anzi lei con la libertà avuta ha appreso le regole: non tocca le cose degli altri, chiede prima di prendere decisioni avventate, sa scendere a compromessi, accetta le regole sociali ma non i limiti, sa difendersi in modo civile, odia chi parla urlando e se sente dire a qualcuno, adulto o bimbo che sia, parolacce lo rimprovera ma con dolcezza spiegando anche il perché, sa le cose che possono far male e non, ad esempio non tocca i coltelli, lei non li ha mai toccati perché, osservando sempre, ha compreso che servivano per tagliare e che quindi potenzialmente pericolosi, potevano ferire. Se ha vicino un coltello anche a tavola ti chiede di spostarlo, sa usare bene le forbici, le piante sa quale toccare e quali no. E molto altro ancora.

Maika,vuole scoprire le cose non solo a livello superficiale ma in profondità ovviamente, come tutti bimbi apc o più curiosi.

L’altro giorno, parlando di cosa o meno le piacerebbe “studiare” mi rispose:

“Mamma vorrei studiare il linguaggio dei più piccoli!”

“In che senso Maika?”

“Mamma come fanno i piccoli a pensare prima di parlare”

Da questa risposta ho potuto comprendere che si riferiva ai processi cognitivi. Glielo dico e mi risponde

“si mamma proprio questi. Quello che accade nel loro cervello”

“e come mai amore mio?”

“Perché così si conoscono meglio i piccoli e possono essere capiti bene anche dai grandi”

“sai che questo studio esiste veramente?”

“lo so, mamma, ma penso che c’è altro da capire”

“e cosa te lo fa pensare?

“Perché non tutti sanno capirli. Alcuni pensano che urlando i piccoli li ascoltino, ma non è così. Mamma e poi non li fanno parlare. Non li guardano, non li osservano e non capiscono!”

“hai ragione amore mio. E tu pensi che con gli studi che vuoi fare, gli altri anzi queste persone possano imparare a conoscerli e comprenderli?”

Lo sapete che mi ha risposto?

“Lo si spera mamma! Non è giusto fare così! I piccoli piangono e non devono. Devono essere felici, come Gioia di Inside out…. A me non piace quando non mi capiscono e non mi Fanno parlare!”

Qui vi è tutta la frustrazione di maika…. Lei che ne ha parlato con la dottoressa sua, la settimana scorsa, facendole capire che sì lei si sente limitata: limitata nella creatività, limitata nelle scelte, limitata nel farsi capire. Alla dottoressa le ha fatto comprendere anche che odia quando sgridano qualcuno, perché lei anche se usi un tono forte lo prende come un rimprovero e quindi come una cosa sbagliata. “Non si grida. Si deve abbassare la voce. Devi spiegare, non gridare“… Ad un certo punto quando lei impersonava il ruolo della maestra, esclamò” li devo sgridare altrimenti non capiscono! “….. Quando invece la dottoressa ha smesso di giocare e le ha rivolto la domanda, Maika ha affermato che No, non si sgridano i piccoli né i grandi…..

Ho valutato le risposte di mia figlia e sempre più mi meraviglia la sua voglia di modificare tutto ciò che per lei non è corretto, anche se si tratta di altri bimbi. E questa sua empatia è straordinaria. Anche quando sembra esuberante, quando pensi che si stia puntando, quando pensi che stia facendo un po’ l’arrogante o che è distratta sull’altro….. Lei ti spiazza e ti fa ricredere su tutto.

Questa sua sensibilità marcata, caratteristica identificativa dei bimbi apc, la porta a considerare sempre e comunque ogni essere vivente che esiste sul mondo.

Da quel giorno, un po’ alla volta parliamo di processi cognitivi e non solo, di connessioni neurale e non solo, di messaggio recepito e messaggio ripetuto… E molto altro ancora. E pian piano inizia a riprodurre le sue conoscenze anche quando gioca con i bambolocci.

Qualcuno mi dirà “Gioca con i bambolocci?” certo! Da pochi mesi lei usa i bambolocci perché “così mamma mi alleno a fare la sorella maggiore per quando arriverà la sorellina. Io voglio la sorellina mamma e papà, guardate sono brava!”…. Magari la sua motivazione è diversa dalla condizione naturale di una bambina di tre anni e mezzo che gioca con le bambole, ma questa sua motivazione mi fa capire anche come affronta la vita fuori, se le è capitato qualcosa di meno importante ma che è invece rilevante, mi fa anche comprendere che sì lei sarebbe la sorella maggiore che tutti vorrebbero avere. Quando giochiamo insieme io la metto alla prova e sapete che mai si è scatenata una crisi di gelosia o altro? E dovete considerare che lei prende seriamente tutte le parole che si utilizzano, anche quando giochiamo lei sa che quelle parole che stiamo dicendo in quel momento al bambolocci in realtà sono riferite a una ipotetica sorellina fatta di carne e ossa. Quando la metto alla prova lei diventa più dolce nei confronti della bambola ed è paziente quando io sto insieme alla “sorellina” e sa che non posso darle tanto retta per un po’…. Spero tanto che il giorno in cui decideremo di avere un altro figlio, beh lei mantenga questo comportamento.

Maika, come tutti i bimbi apc, ha sete di comprendere veramente le cose, quelle importanti e sopratutto quelle banali, i comportamenti positivi ma anche quelli negativi fino in fondo…. La loro capacità di comprendere ogni piccola sfaccettatura delle emozioni degli altri e del mondo circostante, li spinge a voler comprendere veramente tutto di tutto. A volte proprio per questo riflettere molto sul pensiero sorgono disagi, paure, tensioni ed è lì che si vedrà la nostra capacità di tranquillizzarli e supportarli, a volte lasciandoli parlare altre non spingendoli affatto a parlare ma stargli accanto e magari parlando solo noi con voce dolce e comprensiva, perché a volte hanno solo bisogno di sentirsi dire che noi ci siamo.

Per questo motivo cerchiamo, da genitori e quindi da primi educatori dei nostri figli, di non porre loro limiti, non dobbiamo avere paura di lasciarci prendere le mani da loro e seguirli, non vietiamo loro di prendere delle scelte:sapranno prendersi le responsabilità delle proprie azioni, anche sbagliando. Non limitiamo le loro azioni se non proprio in casi davvero necessari. Accompagnarli nella crescita è un conto, essere invadenti nella loro vita o scegliere per loro è un altro conto. Noi da genitori dovremmo Accompagnarli, invitarli, seguirli e supportarli nei loro interessi e nelle loro passioni.

Tuffiamoci nel loro mondo diamo loro fiducia e per favore fidatevi dei Vs figli. Imparate a conoscerli e a usare molto empatia con loro.

Se una bimba vivrà libera non diventerà una selvaggia, se un bimbo apprezzerà l affetto e imparerà a esprimere anche le sue emozioni, tutte le emozioni, positive e negative, non sarà un debole ma imparerà a essere forte e sicuro.

Quindi, liberiamoci di ogni pregiudizio sterile e arcaico e cerchiamo di crescere donne e uomini del futuro più forti emotivamente, più sicuri di sé stessi e più liberi di potersi gestire.

A questi bambini non c’è bisogno di insegnare l empatia e la sensibilità, le hanno innate, magari potremo imparare noi a utilizzare più empatia e sensibilità nei loro confronti e a rispettare anche i loro tempi.

Esatto, specialmente un genitore!

Parlate parlate parlate sempre con loro perché del confronto con l adulto ne hanno estremamente bisogno.

Non fateli aspettare, loro sono li ora e adesso….. Dopo… Tenderanno a non esserci, a non venire più a bussare alla Vs porta perché tanto… C’è la parolina Aspetta che risponderà loro…. Soffriranno molto e tutto perché? Per colpa, sì, in questo caso è corretto utilizzare questo termine, per colpa vostra e della vostra mancata risposta a una loro richiesta di ascolto.

Rendiamoli liberi mentalmente e anche fisicamente e nelle scelte, nella creatività, nel manifestare le proprie emozioni, nei giochi.

Non abbiate paura! Sapranno gestirsi… Eccome se non sapranno farlo….. Fidatevi!

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