Responsabilità educativa e scuola: questa mera sconosciuta

Come dargli torto?

Responsabilità educativa che ha ogni insegnante nei confronti degli alunni, di tutti gli alunni.

Eh già, oltre alla responsabilità educativa dei genitori vi è quella scolastica.

Freud affermava

Tre sono i mestieri più difficili al mondo e sono, in ordine di difficoltà : il genitore, l’insegnante e lo psicologo. Lo psicologo subentra nella vita del bambino o ragazzo solo per far fronte ai problemi creati da una o da entrambe delle due prime parti sulla vita di questo ultimo.

Ed è davvero veritiero. Anche la mancata collaborazione famiglia/scuola non solo lede e quindi va contro alla responsabilità educativa che entrambe le parti hanno nei confronti dei figli e degli alunni, ma crea altresi disagio e malessere nel bambino stesso.

B. Becherini nel suo libro Insegnare oggi. Manuale di base, afferma

Un maestro non deve perdere di vista il valore
dell’educazione e dell’influenza, anche profonda, che il suo atteggiamento e il suo stile di pensiero può esercitare in vari modi nella formazione e nel carattere dei giovani; da qui derivano al tempo stesso la difficoltà e la nobiltà del compito dell’educatore.

Eh già, Nobiltà e non ingerenza, stress e altro, ma Nobiltà perché il solo fatto di poter affrontare delle difficoltà nel proprio lavoro, lavoro che si presume piace e viene svolto con amore e passione, è davvero un privilegio.

La Didattica non si presenta più come un mero discorso tecnico ma come scienza che si costruisce anche sulla riflessione sistemica degli eventi e dei processi d’insegnamento tout-court e finisce col configurarsi come una scienza empirica vera e propria, impegnata nell’affinare le sue metodologie.

Gli insegnanti hanno il dovere ma anche il diritto di partecipare a una formazione Adeguata secondo anche i casi che hanno in classe di alunni con caratteristiche particolari a cui far fronte.

Gli alunni il diritto di essere valutati, riconosciuti nella loro unicità e nelle loro peculiarità. In più hanno il diritto di essere seguiti secondo il proprio potenziale, le proprie inclinazione e i propri talenti.

Per questo la responsabilità educativa scolastica ci viene incontro. Vediamo in che modo.

La RESPONSABILITA’ EDUCATIVA nelle
Indicazioni per il curricolo per la scuola dell’infanzia
e per il primo ciclo d’istruzione.

  1. La scuola realizza appieno la propria funzione pubblica, impegnandosi in questa prospettiva, per il successo scolastico di tutti gli studenti, con una particolare
    attenzione al sostegno delle varie forme di diversità, di disabilità e di svantaggio.


2. Insegnare le regole del vivere e del convivere è per la scuola un compito oggi ancora più ineludibile rispetto al passato perché sono molti i casi nei quali le famiglie incontrano difficoltà più o meno grandi nello svolgere il ruolo educativo.

3. In quanto comunità educante, la scuola genera una diffusa convivialità relazionale, intessuta di linguaggi affettivi ed emotivi ed è anche in grado di promuovere la condivisione, di promuovere quei valori che fanno sentire i membri della società come parte di una comunità vera e propria.

4. Obiettivi irrinunciabili dell’educazione alla cittadinanza sono la costruzione del senso di legalità e lo sviluppo di un’etica di responsabilità che si realizzano nel dovere di scegliere e agire in modo consapevole e che implicano l’impegno ad elaborare idee e a promuovere azioni finalizzate al miglioramento continuo del proprio contesto di vita.


5. La scuola dell’infanzia si propone come contesto di relazione, di cura e di apprendimento, nel quale possono essere filtrate, analizzate ed elaborate le sollecitazioni che i bambini sperimentano nelle loro esperienze.

6. Promuove una pedagogia attiva e delle relazioni che si manifesta nella capacità degli insegnanti di dare ascolto e attenzione a ciascun bambino, nella cura dell’ambiente, dei gesti e delle cose e nell’accompagnamento verso forme di conoscenza sempre più elaborate e consapevoli.


7. L’ambiente di apprendimento è organizzato dagli insegnanti in modo che ogni bambino si senta riconosciuto, sostenuto e valorizzato: il bambino con competenze forti, il bambino la cui famiglia viene da lontano, il bambino con fragilità e difficoltà, il bambino con bisogni educativi specifici, il bambino con disabilità, poiché tutti devono saper coniugare il senso dell’incompiutezza con la tensione verso la propria riuscita. La vita di relazione è caratterizzata da ritualità e da convivialità serena per incoraggiare il bambino a ritrovarsi nell’ambiente e ad averne cura e responsabilità […] (Al curricolo esplicito) è sotteso un curricolo implicito costituito da costanti che definiscono l’ambiente di apprendimento e lo rendono specifico e immediatamente riconoscibile: lo spazio […] il tempo […] la documentazione […] lo stile educativo […] la partecipazione, come dimensione che permette di stabilire e sviluppare legami di corresponsabilità, di incoraggiare il dialogo e la cooperazione nella costruzione della conoscenza.

Le normative di riferimento sono:

Quadro normativo di riferimento:

  • Legge 18 Marzo 1968, n. 444, Ordinamento della scuola materna statale., art. 14.
  • C. M. 25 Ottobre 1993, n. 302, Educazione alla legalità
  • D.P.R. del 24 Giugno 1998, n. 249, Statuto delle studentesse e degli studenti
  • C. M. 12 Aprile 1999, n. 99 , Scuola materna Statale. Gestione dell’organico
    funzionale a.s. 1999/2000.
  • C. M. del 25 Agosto 1998, n. 362, Uso del telefono cellulare nelle scuole nei
    confronti del personale docente.
  • Direttiva del Ministro della Pubblica Istruzione, prot. n. 16 del 5 febbraio 2007,
    recante Linee di indirizzo generale ed azioni a livello nazionale per la
    prevenzione e la lotta al bullismo
  • Direttiva Ministeriale n. 30 del 15/03/2007, Linee di indirizzo ed indicazioni in
    materia di utilizzo di “telefoni cellulari” e di altri dispositivi elettronici durante
    l’attività didattica, irrogazione di sanzioni disciplinari, dovere di vigilanza e di
    corresponsabilità dei genitori e docenti.
  • Piano nazionale per il benessere dello studente: linee di indirizzo per l’anno
    scolastico 2007/08, del Ministero della Pubblica istruzione, prot. n. 1958/DGS del
    18 aprile 2007.
  • Direttiva del Ministro della Pubblica Istruzione, n. 104 del 30 Novembre 2007,
    recante Linee di indirizzo e chiarimenti interpretativi ed applicativi in ordine
    alla normativa vigente posta a tutela della privacy con particolare riferimento
    all’utilizzo dei telefoni cellulari e di altri dispositivi elettronici nelle comunità
    scolastiche allo scopo di acquisire e/o divulgare immagini , filmati o registrazioni
    vocali.

Quindi, in riferimento all’argomento di base di questo blog, cioè dell’alto potenziale cognitivo, la scuola ha il dovere di andare incontro all alunno (fosse anche uno in tutta la scuola) formando docenti per seguire nell’istruzione tale bimbo a seconda del proprio potenziale.

Ma come al solito ci si nasconde dietro giustificazioni false e burocrazie inadeguate.

E nel mezzo? Vi sono i bimbi apc che inevitabilmente continuano a sentirsi incompresi, inadeguati e paradossalmente anche a volte stupidi, quando in realtà non lo sono.

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