È importante, ma non importa!

Bene, quanto vorrei che questa frase fosse scritta in caratteri cubitali in tutte le scuole e che si ripetesse a ripetizione ogni giorno a determinati insegnanti, specialmente durante i corsi di aggiornamento ai quali partecipano. Giusto per non dimenticarlo mai..

Perché è vero… Checché se ne dica…

È vero anche che vi sono genitori che davvero si impongono in modo insano nel rapporto insegnante/alunno/famiglia, ma non per questo ci devono andare di mezzo i genitori e gli alunni che in modo civile chiedono un proprio diritto:quello di essere aiutati, ascoltati e avere un rapporto di collaborazione per le esigenze del proprio figlio in classe a seconda del proprio potenziale.

Nonostante sia sorta quasi una diatriba tra scuola e famiglia, esistono, per fortuna, famiglie e insegnanti che ancora hanno a cuore il benessere dei figli e degli alunni. Purtroppo non sempre li si incontra e molti insegnanti si sentono ancora minacciati e messi in discussione quando si chiede loro di comprendere le esigenze di un alunno in particolare.

È vero, questo argomento, purtroppo, sta diventando argomento di business. A malincuore, ci si accorge che molti, anche coloro che si interessano di questi bimbi apc, si basano molto sul lato economico, non pensando veramente alle difficoltà di determinate famiglie a pagare incontri e giornate formative per genitori a un prezzo che supera i 200 euro… Perché purtroppo o per fortuna non tutti sono figli di avvocati, medici o miliardari. La società è cambiata e il lato economico familiare è molto drastico, in alcuni versi. È vero, si cerca di investire sui propri figli sempre, ma purtroppo non tutti riescono ad avere extra così sostanziosi tali da potersi permettere di affrontare tali viaggi e tale spese.

Al Di là di tutto però ad un certo punto si deve mettere da parte questo pensiero e domandarsi con serietà e professionalità come poter aiutare quel tale bimbo o bimba. Tornare quindi a ricoprire i ruoli prestabiliti in maniera del tutto naturale senza remore. Credere nelle capacità dei bimbi e iniziare di nuovo a investire su di esse. La cosa primaria che deve stare a cuore è il benessere psicofisico di questi bimbi, gli adulti del futuro.

Se, come si è notato, il sistema scolastico è obsoleto, andrebbe rifatto, riformulato e rivalutato ciò non significa che si dovrebbe stare nella sala di attesa a smettere di fare il proprio lavoro. C’è bisogno di Consapevolezza, di responsabilità sana, di accettazione del singolo e del diverso. E, come sempre, sono le persone direttamente coinvolte a smuovere per prima le montagne, a lanciare il messaggio di aiuto e a lottare per far prendere coscienza della situazione in altri ambiti, che siano medici o scolastici. Prenderne coscienza di argomenti nuovo è sempre difficile specie quando non si suscita interesse vero nelle persone coinvolte. È accaduto per ogni novità in ogni campo, scientifico, letterale, medico ecc ed è accaduto anche per quanto riguarda ogni tipo di neurodiverstià.

Ieri è accaduto per temi come autismo, poi per la Sindrome di Asperger, per l’accettazione dei bimbi down e anche per il ritardo mentale. Oggi, è il turno della Plusdotazione ma, non si sa perché, la scuola è la prima a essere restia a prendersi veramente carico di questi bimbi che, saputi seguire, forniscono una risorsa per la classe e per la scuola. Si sottovaluta l’importanza della presa a carico, per vari pregiudizi e miti.

Quando si nota un bimbo più curioso, sin dalla materna, si preferisce frenarlo piuttosto che lavorare bene su di esso, sfruttando le sue competenze e le sue inclinazioni. Quasi come se ci si sentisse minacciati da questi bambini. Si preferisce etichettarli come bimbi con qualche disturbo, piuttosto che accettare la loro complessità e il loro potenziale. E sì che poi ovviamente sorgono problemi con e per il bambino in questione.

La scuola ha il dovere di istruire ogni alunno in base al suo potenziale. Ma sembra che se lo sia dimenticato.

Sarebbe ora che la si finisca di farsi la lotta e che ognuno torni a fare seriamente e col cuore il proprio lavoro prendendo esempio dagli insegnanti da me definiti mosche bianche e dai genitori che hanno davvero a cuore il benessere dei propri figli e degli alunni.

C’è bisogno davvero di una seria presa a carico dell’altro e saperlo valorizzare e seguirlo anche in base alla propria neurodiversità, potenziale o talento.

Basta scuse

Basta lotte

Lì dove non arriva ancora la legge, la scuola come istituzione autonoma deve far fronte in modo proficuo all’istruzione degli alunni apc.

Chiusa quella porta della classe ci sono gli insegnanti, gli alunni e cose più importante la passione, l’inventiva e la professionalità dell’insegnante.

Lo dico sempre: durante il cursus scolastico di ognuno di noi, si sono incontrati insegnanti valevoli e altri meno. Abbiamo visto come alcuni di essi si siano prodigati per aiutare i compagni più in difficoltà, inventando anche nuovi metodi di insegnamento,sfruttando le passioni degli alunni in modo proficuo e il loro potenziale.

La scuola Italiana ha bisogno proprio di questi tipi di insegnanti. Spero che col tempo avremo nelle scuole solo questi tipi di insegnanti, passionali e competenti.

Magari qualcosa migliorerà anche nel rapporto famiglia/scuola.

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