Per farti rinascere basta poco e tanto!

In queste settimane passate, Maika è stata a casa spesso. Questo mi ha permesso di sondare meglio il suo terreno interiore. Non solo si è confidata su ciò che da Marzo dell’anno scorso pensa dell’asilo ma ho potuto capire che Maika proprio per queste esperienze negative che stava vivendo, aveva bisogno di più stimoli, di passare dei giorni versati tutti su nuove esperienze per lei.

Maika, come ben si è compreso, non vuole andare all’asilo, non ne trova un senso, pensa che sia inutile “mi fanno fare sempre le stesse cose: colorare, disegnare, puntini, ballare, giocare. Non mi fanno studiare e mi hanno convinta che è ciò che devo fare perché per loro sono piccola” “Mamma sto a casa almeno gioco come voglio e studio quando voglio” “Mamma penso che neanche alle elementari farò cose diverse. Mamma alle elementari si gioca? O si studia veramente, anche? “... Insomma Maika ha perso davvero interesse per tutto e speranza nei confronti della Scuola… E all’età di quasi 4 anni scarsi, beh mi sempre davvero precoce… A 4 anni dovresti avere speranze, pensare a divertirti, ad avere entusiasmo…

A volte capita che mi chieda se Maika sia veramente Apc ma poi capita sempre qualcosa che mi fa comprendere che precoce… Diamine… Lo è sempre stata e lo è ancora oggi… Che a 18 mesi scarsi si interrogava sul senso della vita, che a 13 mesi voleva sapere tutto ma proprio tutto sulle stelle, lo spazio, le galassia.. Che da sola, dopo una osservazione a occhio nudo dalla finestra del cielo e del sole, di un’ora e mezza, ha compreso che non era il sole a girare intorno alla terra ma viceversa, e entusiasta venne a dirmi la sua grande scoperta.. Ancora devo capire come ha fatto a capirlo dalle ombre…Insomma inutile negarlo…

Ci sono dei momenti come questi che, invece, mi chiedo “quanto avanti sei rispetto alla tua età?” e questa risposta mi fa seriamente paura. Realizzare la sua età cognitiva mi fa spavento… Perché oggi oscillo tra la sua sfera emotiva che comunque riflette la sua età almeno per alcuni punti e la sua maturità cognitiva. Non dando alcun numero a ciò, ci sono i pro e i contro. E si sa bene che la realizzazione, vuoi o non vuoi, è un percorso arduo e fa spavento.almeno nella maggior parte delle cose.

Non sono una mamma che esulta o ha esultato quando sentì che sua figlia ha un apc molto marcato… La prima cosa che mi chiesi fu “E ora che facciamo? Come possiamo sostenere Maika, in modo adeguato? A scuola starà bene?” ma in quel momento, almeno sul fronte scuola, ero in parte tranquilla, ignara di tutta questa resistenza da parte delle insegnanti su questo argomento.

Maika era piena di vita, di interessi, di curiosità, di domande fino a notte tardi…. Poi… Discese e salite si sono alternate in modo vorticoso, da quando dopo 6 mesi di asilo si è sentita via via non considerata, accettata per ciò che è e limitata. E questa discesa fa davvero male a noi ma soprattutto a lei. La confonde, la irrita, la fa sentire a disagio.

Disagio… Proprio questo è il termine adatto… Maika a scuola si sente a disagio… Non ha più punti di riferimento e quei pochi che ha non li bastano più. Vuole andare avanti, vuole correre a 100 all’ora perché sì secondo lei sta perdendo tempo… E forse ha proprio ragione.

Così per il 25 aprile abbiamo organizzato col padre, all’ultimo minuto, una gita a Fasano. Premetto che io odio quei posti, solitamente (e ora lo dico) andavo alcune volte per fare foto e confrontare le foto di anni prima degli animali, con quelle recenti per notare delle differenze e se erano più malnutriti, opzione questa sempre presente, o se manifestavano stress o altro. Poi, denunciavo tutto alle dovute autorità animaliste. Anni fa intervennero a Fasano anche le autorità locali per fare un controllo di tutta regola. Chi seppe di questo controllo sa benissimo come almeno in parte è finita. Purtroppo ancora esiste, purtroppo ancora animali.

Comunque, sapevo che avrebbe aiutato Maika questa esperienza anche perché l avrebbe messa a confronto con realtà diverse e sapevo benissimo che avrebbe preso più coscienza di queste realtà malsane.

Partimmo e raggiungemmo dopo 3 ore il luogo.

La prima tappa ovviamente il Safari con la macchina. Unica chicca positiva ma non tanto, visto le molteplici macchine esistenti, era che all’entrata dei daini davano delle carote da dare agli animali. Maika è stata affascinata da bambi, dai daini dagli asinelli…vedeva gli animali liberi ed era felicissima. Finché….

Guarda mamma, poverini… Quelli sono chiusi nei recinti…gioia mia…. Perché???? Non devono stare chiusi mamma….Gli animali liberi devono stare…. Poverini… Perché???”

E così quando vide gli elefanti, le giraffe….

Ma.. Essendo che la giraffa era, oltre il serpente, il suo animale preferito da piccola, non vedeva l’ora di incontrarla dal vivo e finalmente eccole… Con i loro colli lunghi, la lingua viola, quelle cornette sulla testolina, lo sguardo sveglio e furbetto… Entravano col collo dai finestrini e Maika rideva a crepapelle.

Poi… Vide lo struzzo…. E li fu esultazione.. “Mamma da piccolissima io adoravo gli struzzi, ricordi? Ricordi quando lo volevo vede ogni costo?” “Maika avevi 5 mesi a papà, come fai a ricordare? “” io lo ricordo bene, papà”.

Poi, finito il Safari entrammo nel parco. Maika soffriva a vedere gli animali chiusi in piccoli spazi e quindi si rifiutò di osservarli… Li guardava e girava la testa dall’altra parte dicendo Poverini!

Noi non la insistemmo e la portammo ai giochi… Addirittura quando vide che la fecero passare con noi anche all acqua splash esultò Mamma hai visto? Mi ha fatto entrare! A quei bimbi ha detto No, a me invece sì… Hanno capito che sono grande! “. Io, che volevo dirle la Verità cioè che lei siccome superava il metro e 10 poteva entrare nel tronco, mentre quei coetanei no… Ho taciuto e le ho sorriso distogliendo l attenzione su quello che era accaduto e portandola alla partenza del gioco….

Poi andammo alla mostra dei dinosauri… Beh lì troppo volume alto, e Maika era infastidita ma non si decideva ad andarsene. Con le mani alle orecchie cercava di darsi forza…

Le feci vedere anche i serpenti, i pitoni, i coccodrilli, le rane, le testuggini di terra e tante altre specie. La portammo per prima cosa alla ruota panoramica e osservando il panorama si abbandonò ai pensieri.

Talmente si era divertita che sbocciarono le domande in modo naturale e con curiosità e vero interesse…

Pian piano stava rinascendo….

Giorno dopo un’altra esperienza per lei stupenda: le facemmo fare Cosenza Paola col treno. Lei adora i treni e non aveva mai fatto un viaggetto con questo mezzo… Andammo al mare, incontrò una famiglia con due bimbe e giocò con la. Bimba di 7 anni. Si divertí molto. Era luminosa, felice, entusiasta, orgogliosa.

E poi le dissi che il 1 maggio avrebbe rivisto G.

Esultanza e voglia di creare biglietti e decidere regalini.

Ma quando dovette tornare a scuola… Panico!

Maika proprio lo urla di fronte a tutti che non vuole restare all’asilo.

Le Insegnanti che oltre a quello che LORO pensano che sia giusto fare, non fanno.

Che quando vedono Maika ad esempio che si lascia convincere a colorare, credono che stia bene

Che quando vedono Maika allontanarsi dal tavolo di studio, pensano che si sia stancata….. E non la. Chiamano.

Maika che avverte tutto, che sa che si ha un rifiuto di accettarla per quello che è.

MAMMA CHE MALE FACCIO SE VOGLIO STUDIARE I VULCANI O I PIANETI O GLI INSETTINO LE ROCCE? PERCHÉ SEMPRE NO, MI DICONO? IO NON SONO PICCOLA. MI DIVERTO A GIOCARE MA NON IMPARO….

E io che mi faccio il sangue amaro perché tutta questa resistenza mi fa rabbia..

Mi dicono “Anche F. è davvero avanti ma con lui non abbiamo i problemi che abbiamo con Maika… Relazionali, stare attenti a come si parla, il senso sempre delle parole, la sua sensibilità marcata, il voler sempre andare avanti piuttosto che esercitarsi“…meno male che poi subentra la figlia che è la figlia della direttrice e afferma categoricamente “Il confronto non esiste. Maika deve essere considerata per quello che è. È più sensibile e va rispettata. A me interessa come aiutare Maika”…

Sì ma poi…. Si perde… Poi… Sempre punto e daccapo…. Non si accettano neanche i consigli…..

Ora mi tocca lottare nuovamente con il mio mantello di supermummy per poter aiutare mia figlia…. Basterebbe poco invece con questa resistenza si complicano ancora di più le cose.

Quando si capirà che si dovrebbe andare incontro e non contro a questi bambini e alle loro esigenze e necessità?

Un insegnante meno di in secolo fa disse più o meno cosi:

“Come insegnante ho un grande potere:quello di rendere la scuola a un bambino o un inferno o un paradiso…

Purtroppo i più tendono a far diventare l’esperienza scuola come un inferno….

Maika proprio ne è un esempio lampante.

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