Quando L’ipersensibilità e l’iperempatia complicano le cose. Che fare?

Oggi vorrei parlare proprio di ipersensibilità e iperempatia. Oltre a tutte le altre caratteristiche cognitive, comportamentali e relazionali dei bimbi APC, queste due caratteristiche sono le prevalenti, quelle che li identificano e li differenziano dai bimbi brillanti o con solo un alto QI.

Gli esperti in materia, difatti affermano che per essere considerati Plusdotato non basta avere un alto QI, quello è solo un indicatore che ci dice se la Plusdotazione può o non può esistere nel soggetto valutato. Bene, L’ipersensibilità e l’iperempatia presenti nel soggetto sono le caratteristiche primarie che hanno i plusdotati.

IPERSENSIBILITÀ : permette al bambino di comprendere facilmente le persone. Comprendono bene i bambini piccoli, e anche gli animali e, di conseguenza hanno anche una grande attenzione per il rispetto dell’ambiente (ad esempio, reciclano fin dalla più tenera età e si rifiutano di portare una mela a scuola se lì non vi è il contenitore per gli organici, nel quale gettare bucce e torsolo). I bimbi apc sono molto sensibili anche a ogni tensione ed emozione negativa o positiva altrui e addirittura percepiscono cose che gli altri non avvertono.

IPEREMPATIA : questa qualità può essere fonte di sofferenza per il soggetto apc. Il punto positivo è che percepiscono animali, persone e ambiente in modo profondo, forte, intenso. Essendo che questa qualità permette loro di trovare molto facile la comunicazione con i bambini, da adulti ne fa dei buoni genitori. Uno degli aspetti negativi, invece, è che ascoltano molto gli altri ma sono poco attenti su se stessi. Per questo motivo devono imparare a essere buoni con sé stessi, così come lo sono con gli altri.

L’iperempatia ha gradi diversi di sofferenza. Alcuni si sentono tristi perché sono come delle spugne nei confronti delle emozioni altrui: assorbono le emozioni degli altri, negative e positive, e in più avvertono in profondità la loro sofferenza. A volte capita che non possano recarsi in determinati luoghi o semplicemente stare vicini a determinate persone perché si lasciano troppo facilmente opprimere dalla tristezza o dalla collera degli individui di cui captano le energie.

L’iperempatia è fonte di dolore anche quando si tratta di persone malevoli o narcisista. Le persone apc faticano ad accorgersi del male negli altri e tendono a trovare una ragione per esso. Cercano sempre di comprendere il motivo per cui una persona si è comportata in quel dato modo. Non vedono altro che le sofferenze subite nella infanzia di quella persona, che ai loro occhi giustificano il fatto che quella persona è diventata a sua volta malvagia. Entrando in empatia con la parte ferita della persona malvagia, trascurano di vedere la parte malsana. Per questo sono a volte ingenui e manipolabili e questo fa sì che rimangano intrappolati in rapporti e relazioni tossisce per loro. È bene che sappiano che si può provare empatia ma che si devono troncare di netto le relazioni malsane. È importante proteggere, in primis, se stessi. Anche perché le persone apc tendono a mettere in discussione se stessi piuttosto che vedere il male negli altri. Insegna loro a scegliere bene le amicizie e a comprendere che non possono piacere a tutti. Proteggono gli altri ma non se stessi. Insegniamo loro che gli altri non hanno diritto alcuno a far loro male.

Questa capacità di vedere il bello e il potenziale negli altri, comporta due conseguenze:

  1. Tendono a voler cambiare, aiutarli a migliorarsi, gli altri, il chè può essere irritante. In questo caso cerchiamo di far capire loro che certe persone non cambiano. Essere tollerante nei confronti dei difetti degli altri è la migliore cosa che si può fare.
  2. Faticano a vedere il male negli altri: non dirgli che deve essere gentile con tutti, perché finirebbe per essere divorato dalle persone malsane. Insegnali che deve rispettare gli altri ma anche allontanarsi e difendersi quando i rapporti diventano nocivi. Deve rispettare se stesso. Autorizzalo a non essere amici di tutti!

Come abbiamo potuto notare L’ipersensibilità madre e figlia della iperempatia, complica anche lo stato emotivo dei bambini apc. Difatti alcune famiglie sono costrette a rivolgersi a uno specialista in apc per la gestione delle emozioni, per offrire al figlio o alla figlia un mezzo e uno strumento utili e capaci di aiutarlo/a ad affrontare e comprendere ogni ipersensazione che avvertono nel sociale.

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