VATTENE VIA! TU NON PUOI STUDIARE CON NOI, SEI PICCOLA! DEVI SOLO GIOCARE!

Ogni volta che scrivo qualcosa che riguarda in modo diretto Maika, che decido di condividere una nostra esperienza quotidiana o anche esperienza negativa, per me è molto difficile, perché quando ci sono i sentimenti coinvolti, ogni volta penso di non esprimermi abbastanza bene .

Quando decisi di mettermi in moto per questo mondo, per prima cosa ci volli mettere la faccia, essere più sincera possibile e anche condividere il nostro quotidiano, almeno per le cose che sarebbero potute risultare utili per altre mamme che si trovano nella nostra stessa situazione. Magari, pensai, tramite le nostre parole qualcuna ci si potrebbe riflettere e così rendersi conto che non è sola,che non sta sbagliando, che alcuni comportamenti di regressione o di altro motivo, nel figlio o nella figlia, sono comuni tra questi bambini.

Così, da quel momento ho sempre voluto condividere anche delle cose che fa o non fa, che dice o non dice, che è capace di formulare o meno, Maika, e come io la vivo e la gestisco, convinta che le testimonianze nella vita siano sempre di aiuto e utili.

Per Maika I 5 anni sono da sempre come i 18 anni per i 16enni. Se prima ci si identificava e diceva di avere 5 anni, in modo convinto e guai a contraddirla, ora è come se quei 5 anni fossero il trampolino di lancio per ottenere magari ciò che da sempre aspira: Entrare nelle scuole elementari.

Si potrà pensare che siamo stati noi in un certo modo ad averle dato questa ossessione per i 5 anni, ma vi assicuro che non è così. Lei, sin da sempre, era convinta che avesse quella età perché quando ad esempio aveva 1 anno, 1 anno e mezzo, due anni e due e mezzo, con i bimbi di quell’età vedeva delle similitudini con lei, tanto che i bimbi di 5 anni credevano che avesse più anni di quelli che aveva.

La psicologa ci disse:

La bambina non vuole avere 5 anni, per lei ha già 5 anni perché seppure ne abbia 2 di anni, lei si identifica in quell’età e quindi comprende che è più simile ai bimbi di 5 anni piuttosto che ai suoi coetanei. Non accetta la sua età anagrafica perché vive quella cognitiva. Signora, si rende conto che già a 2 anni ha capito da sola la rotazione della terra, che il mondo è vasto e vario, che vi sono molte specie di animali diverse tra loro con caratteristiche differenti, che sa cosa Significa impollinazione, che ha capito e si è interrogata sul senso della vita e della morte, che conosce l apparato cardio circolatorio e come funziona, la differenza tra maschio e femmina e come nascono i bambini ecc, ecc? A 2 anni un pesce è un pesce, la morte non la contempli, non ti interroghi sul senso della vita, non ragioni sulla morte, non noti differenze con altri bimbi….. Per questo motivo, Maika, notando le similitudini con bimbi che dicevano di avere 5 anni ha capito che è molto più simile a loro che ai suoi coetanei. Poi ovviamente è ancora più felice quando si confronta con bimbi più grandi, come la bimba di 7 anni e il gruppo dei 7 e 8 anni. Di contro i bimbi grandi ne rimangono affascinati e non la trattano come piccola perché la accettano per quella che è:una bimba di due anni capace di giocare, parlare e relazionarsi con bimbi più grandi. A loro non dà alcun disturbo. Il problema potrà arrivare col passare del tempo quando inizierà magari l asilo…

E così, noi, non ci abbiamo dato peso. Le diciamo sempre l’età che ha e che se si sente più grande è perché effettivamente cognitivamente è più vicina ai bimbi più grandi.

Ora Maika ha realizzato (ma non accettato, la vive con ansia) la sua età e ad oggi, la dice corretta ma tende sempre a puntualizzare che lei non è Piccola, guai a dirle una cosa del genere. Si difende con le unghie.

Così quei 5 anni da compiere sono una méta essenziale per lei. Una boccata di aria. Di conseguenza vive con ansia l’avanzare lento del tempo. Mentre cammina con i suoi 3 anni e mezzo in tasca, boccheggia e cerca di difendersi.

Ho sempre detto che Maika è una roccia per superare le montagne ma che basta che la colpisca un sassolino e può crollare. Ha una ipersensibilità molto marcata. Avendo anche una iperempatia non tende a litigare ma pensa sempre a non far male agli altri, animali, persone o ambiente che sia.

Neanche per scherzo. Oggi ad esempio si è rifiutata categoricamente di giocare a far finta di essere cacciatori di zombie perché

Mamma, io non voglio giocare ai cacciatori, ammazzano gli animali e non voglio giocare neanche per finta a fare la parte del cacciatore

IO: Maika, ma sono cacciatori di zombie. Potresti provare.

No, mamma, gli zombie erano persone, in vita. Io non voglio ammazzare nessuno. È un gioco stupido.

IO: Allora, inventane un altro e prova a proporlo

Perché non giochiamo che dobbiamo acchiappare lo zombie, per farlo diventare buono? 🤦😀

Ma andiamo avanti.

Oggi ho scoperto il vero motivo del perché Maika non vuole più andare all’asilo. Ma proprio più. Addirittura alla mia risposta: “Maika se non finisci l asilo non potrai andare alle elementari“, mi dice convinta “Non voglio andare neanche alle elementari, mamma. Tanto sarà sempre così. Tutto uguale, tutto frenato!”.

Ecco, proprio quella frase mi ha messo in allarme…

Maika che dice di non voler andare più alle elementari? Impossibile! Se è arrivata a dire ciò vuol dire che è capitato qualcosa di veramente brutto da sorreggere per lei. Un peso che si porta dentro!

Ho dato a Maika il suo tempo. Me la sono tenuta a casa il più possibile ma l ho mandata a scuola quando doveva,perché voglio che non impari a mollare. Che non impari a lottare per i suoi diritti, che non impari a lottare per ciò che più le interessa e piace fare. Ciò che è capitato per la danza non devo farle pensare che può capitare per la scuola.

Malvolentieri, andava. Andavo a prenderla ed era in parte normale e a volte, sì, era nervosa.

Sondando, Sondando oggi finalmente ho beccato il momento giusto… Finalmente… ma Dio mio che male!

Vedendo che rifiutava categoricamente ma non in modo convinto di fare ciò che le piaceva, incluso lo studio e la sua ipercuriosità, le ho chiesto

“Amore mio possiamo parlare seriamente, io e te, ora? Puoi dirmi una cosa importante?”

“Sì, mamma, va bene” mi disse nel suo vestito di carnevale di Frozen. Ferma la sua rappresentazione di storie complesse e con finale che via via sta diventando davvero più nefasto, e attende la mia domanda.

“Maika, quando passi tutto il tempo a giocare in questo modo, sei felice? Perché amore mio se sei felice va benissimo ma se ti manca qualcosa e ti costringi a frenarti, non va più bene. Non è un bel gioco. Se imiti qualcuno o eviti di fare qualcosa che ti piace perché pensi che così fai felice qualcuno, allora è il caso di parlarne a mamma”.

Lei mi guarda e pian piano è come se di colpo si rendesse conto di potersi liberare finalmente di un peso che porta da troppo tempo sulle spalle. Lascia andare le braccia e le spalle e a bassa voce mi dice:

“Mamma, imito e mi esercito per giocare con A.” (la sua amichetta dell’asilo)

“Amore, ma quando fai così sei felice? E poi perché devi imitare e perché devi esercitarti a casa nel gioco? A casa ricorda che puoi fare qualsiasi cosa che più ti interessa e che puoi essere sempre te stessa”…

“lo so, mamma, ma ogni volta che voglio fare altro, o che voglio esercitarmi a studiare altro o guardare qualcosa di interessante, mi dicono che sono piccola e che devo solo giocare con loro, A. L e A. Se dico Giochiamo agli astronauta, oppure studiamo i vulcani o altro mi dice No Maika giochiamo ad Anna e elsa. Vedi mamma? Io prima non le conoscevo, non sapevo chi fossero e allora vi ho chiesto il Dvd e ho imparato tutte le canzoni, le scene e sono stata brava. Così non perdo A…. Altrimenti come faccio a giocare con lei? A lei non piacciono le. Cose che piacciono a me. Ma A è mia amica, noi siamo sorelline. Dobbiamo giocare e stare insieme.

Maika, ascolta amore mio. Nessuno ti dovrebbe dire cosa puoi o non puoi fare, hai capito amore? Chi ti ama ti segue o ti lascia andare perché sa che poi torni. Devi importi quando vuoi fare una cosa che per te è importante.

Mamma lo so, ma mi hanno convinta (giuro ha detto proprio cosi) mamma, che devo solo giocare perché sono piccola. Mi sono convinta che è così. Perché quando voglio studiare, esercitarmi e così via, A. (la sua amichetta del cuore) mi dice che sono piccola e devo solo giocare.

La guardo, so che in realtà il nome di A. Lo ha detto come pretesto. Troppe volte ha messo in mezzo A, quindi Maika sta nascondendo qualcuno. Non è A quella che la disturba, anche perché ora mi guarda per capire se mi sono accorta della bugia che mi ha detto. Mi sta nascondendo la verità. Così le chiedo se oltre A c’è qualcun’altra che le dice queste cose o altro. Maika ha capito che so che mi sta nascondendo il vero nome della bimba… Io non so chi potrebbe essere…. Ma tento… Finalmente mi dice

Si mamma, è G che quando mi siedo a studiare mi dice VATTENE VIA TU NON PUOI STUDIARE CON NOI SEI PICCOLA! VAI A GIOCARE!

Io rimango basita…. G???? Ma Maika eravate sempre insieme. E lei ti chiamava sempre per studiare e giocare. Cosa è successo? (G ha 5 anni. Maika è lei sono sempre andate d’amore e d’accordo. Maika essendo che fa “potenziamento” studia con la classe 4 5 anni)

Non lo so mamma, te lo giuro. Non mi ha invitata neanche alla festa del suo compleanno, solo perché ho 3 anni ma invece mamma lei mi aveva detto che mi avrebbe invitata. È venuta anche al mio compleanno… Quindi che senso ha? E l’anno scorso ero pure più piccola. Mamma, la mamma di G non vuole che lei stia con me perché le dice che sono più piccola. Invece non è vero mamma io so fare le stesse cose di G e sono brava…

Hai ragiona amore mio. Non ha senso. Ma scusa M (l educatrice) cosa dice?

Non dite così a Maika. Maika qui deve stare perché anche lei ha diritto di studiare con voi. Maika sa fare tutto quello che fate voi. Non le dite più di non studiare. Così dice

E tu come reagisci poi, amore mio?

Dico grazie a M e faccio glie esercizi ma poi mamma mi osservano e vado via. e M. e C. (la direttrice) pensano che io non voglia studiare e non mi chiamano più lasciandomi stare.

E tu non torni nella sala di studio?

SI ma poi trovo che hanno già finito oppure che mi dicono che stanno finendo e ci vuole domani. Ma mamma non ha importanza mamma, lascia perdere,

No amore Importa, eccome. Tutto ciò che interessa te importa a mamma ed è importante. Senti amore mio e se ti facessi studiare solo con C e basta? Potrebbe piacerti? Sarebbe bello per te?

Si mamma, proviamo se C dice sì.

Visto che avevamo parlato faccia a faccia, occhi negli occhi, ho potuto notare e sentire tutto il suo malessere, il peso che si era costretta a portare dietro, facendo finta di essere felice. Maika e la sua forza, il suo orgoglio che pur ferito continua a stare dritto a non far vedere la Ferita.

L ho abbracciata forte.

Mamma. Sei triste?

No amore. Sono dispiaciuta per tutto quello che stai subendo e passando perché non dovresti passare ciò che stai vivendo. Non te lo meriti amore mio. Nessun bimbo se lo meriterebbe.

Mamma, come hai fatto a capire?

Amore tu sei la mia pelle ti avverto, ti sento. E poi amore dimmi una cosa: quando hai incontrato G (un bimbo straordinario anche lui apc, di 8 anni figlio di una coppia stupenda alla quale mi sono molto legata e Maika altrettanto), hai notato che non hai fatto riferimento a Frozen neanche una volta? Di cosa avete parlato?

Un po’ di vulcani all’inizio allo scambio dei regali, poi… Mamma con G non ho bisogno di parlare lui mi capisce e poi siamo simili. G è bravo, bello e buono. Mi diverto molto con lui.

Benissimo amore perché G comprende molte cose di te. E ti senti libera con G? Ti senti di poter essere te stessa?

Si iii mamma è vero.

Ecco perché mi sono accorta che ti mancava qualcosa, che ti stai frenando anche da sola: ti ho osservata. Come sempre da quando sei nata. Occhi negli occhi,amore sempre e per sempre.

Grazie, mammina. Sei la mamma più brava del. Mondo.

Ora, dopo questa ennesima ferita al cuore devo risolvere anche questa situazione all’asilo e so già cosa mi aspetta.

L’ignoranza d’animo di una mamma la posso anche evitare ma non posso evitare di dare ancora proposte e richieste di collaborazione a scuola.

Ecco perché la settimana scorsa nelle scale dell’asilo mi disse nel nostro gradino del confessionale

Mamma non voglio più andare all’asilo. O fai finta che ad agosto invece di 4 ne compio 5 e mi porti alle elementari oppure non andrò più neanche alle elementari. Rimango a casa a studiare. Tanto sarà sempre inutile.

Maika ti sei litigata? Che è successo amore mio?

Non te lo voglio e ne posso dire ora. Ma tu ricorda cosa ti ho detto.

Le ho lasciato il tempo di calmarsi e nel frattempo la distraevo nei giorni con altro…. Fin quando finalmente oggi ha parlato….

Mi avevano consigliato di farle fare il salto di classe direttamente in seconda elementare, all’ultimo anno di asilo ma penso che ora dovrò trovare un modo per farle fare un anno in meno di asilo e farla andare a 5 anni direttamente in 1 elementare, scelta più corretta per lei, al momento. Due anni di asilo rischierebbero di ammazzarla…..un gran dilemma…

Mantello di Wondermummy dove ti ho posato, l’ultima volta? 🤔

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