GIFTEDNESS IN TERMINI DI INTENSITÀ E POTENZIALE, NON NECESSARIAMENTE ABILITÀ

Questo, è un altro articolo che vi riporto per intero che ho preso da un sito sulla Plusdotazione.

Sintetico ma efficiente.

GIFTEDNESS IN TERMINI DI INTENSITÀ E POTENZIALE, NON NECESSARIAMENTE ABILITÀ

Gran parte della nostra comprensione dell’esperienza di talento è nata dal lavoro di uno psicologo polacco di nome Kazimierz Dabrowski.

Dabrowski descrive il talento non necessariamente in termini di abilità, ma piuttosto in termini di intensitàe potenziale.

Attraverso la sua ricerca ed esperienza, Dabrowski ha formulato la sua teoria dell’eccessivo. Nei termini più semplici, le sovraeccitabilità (OE) sono descritte come maggiore sensibilità agli stimoli. Questi variano attraverso tutte le parti del sistema nervoso: psicomotorio, intellettuale, emotivo, sensoriale e persino immaginativo. Non solo la maggior parte degli stimoli è più intensa per gli individui dotati; gli stimoli tendono anche a “restare con” gli individui dotati più a lungo, e lasciano un’impressione più profonda e duratura. Intellettualmente, questo è un vantaggio: idee e concetti e più rapidamente compresi, e i fatti sono più facilmente conservati dalla mente dotata. Questo è anche rappresentato da un’intensa curiosità e, a volte, da domande incessanti! Tuttavia, tale sovraeccitazione può essere complicata quando si tratta di stimoli emotivi e sensoriali. Leggende e ingiustizie percepite possono intaccare profondamente la psiche del bambino dotato, e traumi peggiori possono influenzare l’individuo dotato per anni. Le emozioni possono facilmente ribollire, dato che molti bambini dotati non hanno ancora imparato a gestire la frustrazione e la delusione.

  • CANALIZZARE LA LORO INTENSITÀ

Come consulente, sono particolarmente interessato alla sovraeccitabilità emotiva dei nostri studenti. Spesso, i bambini dotati reagiscono agli eventi in modi che agli adulti possono sembrare iperbolici e drammatici. Tuttavia, è fondamentale ricordare che i nostri bambini stanno vivendo un diverso livello di stimolazione emotiva rispetto al bambino neurotipico. Per questo motivo, l’ascolto attivo è un’abilità importante da sviluppare per capire meglio lo stato d’animo di un bambino dotato. Quando i bambini dotati sono incoraggiati a dare voce ai loro sentimenti, lo stress emotivo può essere notevolmente migliorato. Ciò aiuta anche i bambini dotati a sviluppare il loro “vocabolario emotivo”, e la loro capacità di articolare e comprendere accuratamente i loro sentimenti. È anche importante mantenere il nostro equilibrio emotivo quando aiutiamo un bambino che si sta svalutando. Questo può essere difficile per chiunque: un bambino urlante è una cosa difficile da sopportare! La nostra naturale reazione all’emozione aumentata è di combattere o resistere con la nostra energia emotiva. Questo è il motivo per cui gridare, posture difensive, incolpare i giochi e altre reazioni dannose sono così comuni tra i bambini in conflitto. Mantenere uno stato mentale razionale e calmo e avvicinarsi all’episodio emotivo da una prospettiva disinteressata e aperta può fare molto per disinnescare il problema, oltre a modellare le abilità comunicative sane per i nostri bambini dotati.

  • GESTIONE DEI MOMENTI DI INTENSITÀ

Nell’elaborare episodi di disagio emotivo con i nostri studenti, ho notato che alcuni studenti non hanno le necessarie capacità di autocontrollo e di coping necessarie per regolare il proprio stato emotivo. Naturalmente, questo può portare a più problemi sociali e comportamentali se non selezionato. Il mio ruolo è quello di intervenire quando necessario, e di insegnare quelle abilità in modo che i nostri studenti possano affrontare meglio la loro sovraeccitabilità emotiva. Ancora più importante, mi sforzo di insegnare agli studenti le tecniche che possono utilizzare in qualsiasi momento per aiutarsi a esercitare l’autocontrollo e lenire il proprio turbamento emotivo. Queste abilità sono continuamente rafforzate e incoraggiate, in modo che gli studenti possano apprendere quali sono le capacità di coping che funzionano meglio per loro e come monitorare se stessi e prendere pause autodirette quando necessario.

Finito l’articolo, allora chiedo a tutti gli insegnanti :

Vogliamo prenderne esempio, magari?

Interessarsi realmente agli alunni come persona e non come oggetto di valutazione?

Vogliamo fare questo piccolo sforzo partendo magari dalle piccole attenzioni?

La scusa dei limiti della Scuola, non regge più, non vi nasconde più.

È solo questione di volontà e lì dove vi è la volontà, la soluzione è facilmente trovata.

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