C’era una volta il principe azzurro

Mia figlia adora questo film. Tempo fa mi disse che lei aveva inventato una storia nella quale le principesse si salvavano sole con l amore del cuore. Ed era vero. Appena vide questo film, esulto’ e mi disse VEDI MAMMA AVEVO RAGIONE IO! LE VERE PRINCIPESSE SI SALVANO SOLE!

Ma andiamo al sunto

Avete presente il Principe Azzurro, quello delle favole classiche, che con il suo bacio salvava le famose Principesse, in pericolo di morte?

Bene, c’era una volta… E meno male, direi io…. Finalmente qualcuno ha osato creare e reinventare, quindi ribaltare, tutta la storia del maschilismo narcisista classico delle favole.

Finalmente, la figura della donna come soggetto e identità è stata valutata per quello che è.

C’era una volta il principe azzurro… È un cartone animato che dovrebbe essere visto dai bimbi e dagli adulti.

È rivoluzionario? Sì.

È educativo? MOLTISSIMO!

È idoneo alla. Visione di qualunque età? Certo.

Ha una morale? Ovviamente, e che morale!

Allora la storia è quella di Filippo, il principe azzurro che, appena nato, fu marchiato dall’incantesimo del Fascino dalla invidiosa strega Nemesi Mal D’amore, rifiutata dal padre del principe tempo prima.

Filippo, quindi è la prima vittima della storia.

Per questo incantesimo, ogni donna si getta ai suoi piedi adirando anche gli animi dei mariti di queste. Filippo è consapevole di ciò e, in parte, si sente in colpa nei confronti di questi mariti, ovviamente.

Lui sa benissimo che non conosce l’amore, quello vero e che le donne che si gettato ai suoi piedi non sono veramente innamorate di lui. Sta per compiere 23 anni, momento in cui se non troverà il suo vero amore, l’incantesimo sarà eterno. Considerando che ha salvato tre principesse: Biancaneve, cenerentola e Aurora la bella addormentata, in primis, gli si chiede di scegliere tra queste tre, quale sposare.

Ma sia lui sia il re sono consapevoli che nessuna delle tre rappresenta il Vero Amore, per Filippo. Loro sono altrettanto vittime dell’incantesimo e quindi non lo amano veramente e Filippo… Beh, Filippo proprio non si vuole convincere a sposare chi non lo ama e chi non ama. Così il padre gli confida che per trovare il vero amore si deve prestare a compiere la Grande Prova:compiere un viaggio durante il quale dovrà portare a termine tre sfide impossibili. Filippo, contento ed eccitato, accetta. È sicuro di farcela e anche di poter trovare l’amore vero.

Nel frattempo una ladra sta fuggendo dalle guardie perché ha derubato le tre principesse, mentre stavano scegliendo la torta nuziale. Si chiama Leonore. Filippo, camminando per la piazza, mentre tutte gli cadono ai piedi, si imbatte in lei. Leonore, stranamente, è l’unica a rimanere immune al fascino del principe. Lui, appena la guarda negli occhi, si sente confuso, balbetta, ha il cuore a mille e le gambe di gelatina. Capisce di essere innamorato. Quelle sensazioni che avverte sono dovute per forza all’incontro avvenuto con il suo vero amore. La ragazza però scappa e quindi Filippo rimane un’altra volta confuso e solo.

Le guardie riescono a prendere Leonore e, solo dopo un incontro con i tutori delle tre principesse, accetta il compromesso per essere liberata: lei aiuterà il principe a compiere la Prova, a portarla a termine e a ritornare sano e salvo. In cambio riceverà moltissima ricchezza e la libertà. Inoltre dovrà convincere Filippo a decidere quale delle tre principesse scegliere per sposa. Leonore accetta e così si traveste da maschio incontrando Filippo e presentandosi come Lanny.

Le tre sfide rappresentano la Crescita interiore e personale del principe. Per pura casualità le porta a termine. Effettivamente non è il coraggio che gli manca, a Filippo.

Filippo viene presentato dai produttori come imbranato, bruttino, incapace di realizzare se stesso e quindi anche di salvarsi dal destino crudele, almeno fin quando non incontra Lanny… Lì le cose cambiano. Lanny, che in realtà è Leonore, lo aiuta a scavare in sé stesso, a smuovere i sentimenti che prova e che ha serbato in sé, a fargli capire che il potere in assoluto sulla propria vita lo ha solo lui, nonostante la maledizione.

Pian piano però Leonore, immune al fascino del principe, si innamora di lui. Lei, spirito libero e ribelle, una specie di Robin hood al femminile,diffidente nelle altre persone, che ha come compagnia solo un uccellino rosso molto intelligente e che le fa anche da coscienza, alla fine si accorge di essere innamorata di lui.

Seguono scene anche ironiche e significative, ma decisamente salto questa parte e arrivo subito al dunque del finale.

Due sono i momenti che mi sono entrati nel cuore:

  1. Scoprendo chi è realmente Lanny e sapendo che in pratica ha effettuato quel Viaggio con lui solo per denaro, non la condanna. Lui è talmente innamorato di lei tanto da riuscire a comprendere il motivo che ha spinto Leonore ad agire così. Inoltre visto che Leonore scappa e scompare, decide di non sposare nessuna delle tre principesse. Meglio morire per il suo popolo mettendo fine a quella maledizione infida piuttosto che sposare chi non si ama. Sapete che fa? In cella scrive a tutte le donne del regno chiamandole per nome, spiegando loro che in realtà loro non lo amano e che il loro amore lo hanno già accanto, i mariti che si sono scelti. Lui ha questa attenzione nel voler rimediare ai danni che per via della maledizione ha causato in ogni famiglia, in modo involontario. Quindi consapevolezza, attenzione e rispetto per le donne. Non è mai stato un tipo che si è approfittato delle situazioni o delle donne. Non ha mai voluto ingannare qualcuno. Correttezza e sincerità, consapevolezza e sicurezza sono le sue qualità maggiori.
  • 2. Il finale. Eh sì, perché sarà il bacio di Leonore dopo aver sconfitto con le sue frecce e la sua determinazione Nemesi Mal D’amore, a salvare il principe. Sacrificio da parte di Filippo e la salvezza dell’amore da parte di Leonore.

Vedere il principe azzurro insicuro di sé, incerto, che cerca e vuole disperatamente l’amore, bruttino ma simpatico, tenace nel suo intento tanto da non voler ingannare neanche per salvarsi la vita… Beh, lo rende più umano o comunque una bella idea di come dovrebbero essere tutti gli uomini e i ragazzi della nostra società cosiddetta moderna. Ecco perché penso che sia un film da far vedere a grandi e piccini. Si dovrebbe prendere esempio anche su come dover educare un figlio per renderlo un adulto migliore e rispettoso da grande.

Le tre principesse vengono rappresentare come vanitose, ochette, snob e prive di profondità. Non così belle come ce le ricordavamo ma anche esse sotto l’effetto del maleficio. Quindi rappresentano le ragazze che si fanno coinvolgere solo dalla apparenza, dalle cose materiali ecc, quindi una educazione da evitare.

Di tutti i personaggi Leonore è la più bella perché lei rappresenta non solo l’amore ma anche la tenacia, la forza, la fragilità anche, la libertà sana che ogni persona dovrebbe avere. Leonore è l’antitesi della classica donna di casa che viene rappresentata in continuazione nelle fiabe antiche in attesa di un principe che le salvi. Ma lei proprio perché è cresciuta libera e determinata sa perfettamente essere degna di un principe. È corretta con sé stessa, umile, sicura di sé nella vita e fragile nello stesso modo, rappresenta dunque come dovremmo crescere le nostre figlie. Insegnando loro sopratutto come rispettare se stesse, fortificando il loro carattere con umiltà e via dicendo.

Perché sì ai tempi di oggi si dovrebbero crescere principesse ma guerriere, capaci di darsi valore, determinate, amorevoli e disposte a collaborare anche nella vita con il proprio amore, anche capaci di salvarlo alle volte per salvare la famiglia e se stesse. E principi gentili capaci di stare accanto alle donne con rispetto, amore e attenzioni, rispettando anche le volontà della moglie, ragazza, figlia, sorella, madre o compagna che sia.

Gli Stereotipi antichi, privi di senso, dovrebbero essere annullati e reinventati.

Siamo nel 2019 e il femminicidio, le violenze fisiche e mentali sulla donna dovrebbero essere un triste ricordo di anni passati… Invece…

Iniziamo allora a formare una nuova generazione (magari proprio quella dei nostri figli) più sana di questa, iniziando sin da subito ed educando i nostri figli verso la comprensione dell’altro, sin da piccolissimi.

Ricordate che l’Empatia è un valore inestimabile da dare ai nostri figli. Con la cara amica empatia, il mondo è, e potrebbe essere ancora di più, migliore e privo della maggior parte delle cattiverie e delle violenze che ancora oggi, purtroppo, esistono.

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