Seminario Rende

Perché questo articolo?

Perché da quando è stata presentata la richiesta di un piano di studio didattico ad hoc per i bimbi e le bimbe, i ragazzi e le ragazze apc, nelle scuole, il lontano 1 febbraio 2019, alcune persone, genitori di bimbi apc, hanno contestato la decisione di considerare plusdotati gli alunni a partire da un QI di 120…eh,si esistono anche genitori di apc che io definisco di “falsa identificazione di élite”.

Così la mia decisione di pubblicare nuovamente questo articolo per ribadire la NOZIONE SCIENTIFICA e non di élite del risultato del QI dal quale poter partire come indicatore.

(Questo articolo lo scrissi immediatamente e lo pubblicai in due parti nella community di Google plus che avevo fondato.)

Iniziamo:

La parola “gifted” deriva dall’inglese e significa “dono”. Questi bambini tendono a presentare, infatti, una plusdotazione intellettiva.

85< QI < 115: normodotati.

120< QI <130 : Alto Potenziale Cognitivo (APC).Da moderatamente dotato a molto dotato

QI >130: plusdotazione intellettiva (cioè da molto dotato a eccezionalmente dotato)

I bimbi apc e quindi anche plusdotati, tendono ad essere bimbi che, nello sviluppo cognitivo, sono in anticipo rispetto ai pari età, risultano essere più veloci nell’elaborazione dell’informazione e molto rapidi sul piano intuitivo e dell’apprendimento.

Tuttavia, per quanto tale tematica meriterebbe uno spazio molto più ampio, è necessario fare chiarezza su un punto fondamentale.

Avere un bambino plusdotato e apc non significa automaticamente essere genitori di un “piccolo genio”. Per quanto, infatti, questi bimbi risultino particolarmente brillanti, altrettanto spesso possono manifestare problematiche non irrilevanti. Ne menziono alcune:

NEL CONTESTO SCOLASTICO:

questi bambini, se non si provvede a personalizzare il percorso di studi in funzione delle loro risorse e potenzialità, possono:

  • Essere disattenti, poichè si annoiano facilmente di un argomento che capiscono al volo, o che già conoscono.
  • Essere eccessivamente curiosi: se attirati da un aspetto o discorso, possono chiedere incessantemente spiegazioni all’insegnante, ignorando le esigenze del restante gruppo classe.
  • Diventare frustranti: molti studi hanno rilevato come questi bambini facciano fatica a tollerare gli errori o le difficoltà altrui, redarguendo facilmente i compagni e isolandosi ( di conseguenza) dal gruppo classe.

NEL CONTESTO FAMILIARE:

all’interno delle rispettive famiglie, questi bambini risultano, dopo poco tempo, un vero e proprio peso per mamme e papà, per diversi motivi:

  • Sono eccessivamente curiosi: come abbiamo visto, quando sono presi da un interesse possono chiedere incessantemente informazioni, senza fermarsi.
  • Sono spesso iperattivi: in associazione alla notevole dotazione cognitiva, è spesso presente un “ipereccitabilità” su più fronti: intellettivo, motorio, creativo e sensoriale. È facile intuire come tutto questo possa comportare dei disagi nel nucleo famigliare.

IN AMBITO RELAZIONALE E PERSONALE

Molto frequentemente, per i motivi già esplorati, questi bimbi mostrano notevoli difficoltà sul piano sia personale che delle relazioni.

  • Essendo molto promettenti, in molti casi è possibile osservare forme di perfezionismo rigido, tendono quindi ad essere molto severi con sè stessi e a non sopportare l’errore anche minimo.
  • Inoltre, mentre il loro sviluppo cognitivo tende a procedere molto rapidamente, non altrettanto rapido è lo sviluppo emotivo. Questi bambini comprendono molto bene le emozioni e le descrivono in modo molto maturo ed accurato, ma hanno difficoltà nella loro regolazione.
  • Per quanto riguarda le relazioni, è frequente riscontrare che la cerchia di amici che li circonda sia molto ristretta ( se non insesistente). Come abbiamo visto infatti, i gifted tendono spesso ad essere intolleranti, a non immedesimarsi e a criticare le mancanze altrui. Questi aspetti possono contribuire ad un progressivo isolamento, nemico principale del benessere psicologico del bambino.

In conclusione, le informazioni inerenti alla delicata categoria dei gifted children sono molte e contenerle tutte in questo articolo sarebbe stato impossibile.

Ma vi lascio uno spunto su cui riflettere:

“i gifted pensano nel corpo e con la mente di un adulto, ma non dimentichiamoci ciò che sono: bambini che come tutti devono essere ascoltati”

Ma ci tengo a continuare ad esporre il mio punto di vista.

Alcune persone, soprattutto mamme che fanno propaganda di élite (e non sto a fare i nomi giusto per non alzare un polverone ma se qualcuno leggesse tale post e si sentirebbe in dovere di contestare, ben venga) hanno avuto a che ridire su questa decisione di far rientrare nella categoria Gifted anche coloro che hanno un QI da 120 a 131.


Vi spiego:

ci si lamenta che il valore del QI è ciò che in realtà conferma la Plusdotazione.

Affatto vero!

Innanzitutto essere plusdotati è un modo di pensare diversamente dalla norma, di vivere in modo intensamente ogni tipo di emozione e sensazione, di essere sensibili alle tensioni e via dicendo. Come gli stessi ricercatori e specialisti in merito affermano,

“si parla di una intelligenza qualitativamente diversa e non quantitativamente. Vi sono persone con alti livelli di QI ma che riescono conformarsi perfettamente alla società e al mondo e questi non hanno alcun pensiero divergente. Altri invece che anche con 126 di QI hanno di fatto un modo di pensare divergente che afferma la Plusdotazione”.


Quindi, anche se queste mamme che hanno e continuano a creare élite anche in questo ambito, andando CONTRO ciò che la scienza e gli specialisti affermano, continuano a dire il contrario con molta secrezione di bile, vi è eccome una differenza tra essere apc ed essere plusdotati e il testo della commissione dice il vero quando differenzia apc con plus. (eh si, perché questi genitori che ci tengono tanto di crearsi élite di appartenenza, affermano che l’alto potenziale e la Plusdotazione siano la stessa cosa quindi il valore del QI per considerare un bimbo plusdotato (o usando il primo termine apc) sia da 131 in poi. La discriminazione è arrivata anche in questo campo… Quando si dice che la discriminazione e la superbia nasce dalla e nella famiglia… Che poi mi chiedo: “ma se avete realmente a cuore il benessere anche scolastico di vostra figlia o vostro figlio, che te ne importa da quale QI il Miur vuole riconoscere un alto potenziale cognitivo? Specialmente quando si avranno Pdp personalizzati in base alle competenze, alle inclinazioni, al talento ecc dell’alunno? Caccia qualcosa ai vostri figli oppure vi pensate che coloro che hanno 120, 126,125 ecc di QI, siano infetti o non meritevoli e non all’altezza di stare nella stessa categoria di vostra o vostro figlia/o?

Sinceramente mi dispiace che siano così poco informate e mi dispiace per loro che vivono tale situazione come una medaglia da mettere sul petto e che siano diventati genitori da club di élite, piuttosto che vedere le cose a 360 gradi….

Lo dice lo stesso GIOVANNI galli quando parla anche di zona grigia. Quindi… Magari lasciate tale compito agli specialisti e non mettetevi al loro posto per favore. Almeno in questo caso.

Il QI, per intenderci è solo un INDICATORE che ci può suggerire che la Plusdotazione PUÒ esistere nel soggetto. Sono altri i parametri che la confermano o meno. Soprattutto i parametri riguardanti il livello emotivo sociale.

Magari se la si comprendesse meglio la Plusdotazione allora tutto sarebbe più chiaro.

Che poi a voi disturbi il fatto che vengano inseriti anche i bimbi con un 120 ma che hanno il pensiero divergente questo è solo e unicamente un problema vostro col quale dovrete convivere e fare i conti con voi stessi per accettarlo.

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