Valutazione sì, valutazione no

Van Gogh Alive

Quando è necessario effettuare una valutazione per sapere se nostro figlio sia o meno un bimbo APC? È davvero così importante o può essere evitata?

La scuola pubblica tende sempre a NON riconoscere alcuna valutazione fatta esternamente, neanche se ciò significa sottoporre alla loro attenzione una valutazione da parte di Associazioni competenti da anni su questo campo.neanche se ciò significa andare contro alle direttive imposte proprio dal Miur a riguardo delle valutazioni esterne non fatte dalle Asp.

Per la scuola pubblica è valevole solo una valutazione effettuata dagli specialisti che lavorano in modo diretto con le scuole.


Uno direbbe BENE, invece no, perché non sono formati in Plusdotazione e a meno ché il bimbo non abbia un altissimo QI, il quale si manifesta davvero in modo lampante, non tutti saranno in grado di individuare l Alto potenziale e, i bimbi esaminati, rischiano di essere tacciati con la dicitura di qualche disturbo, che sia adhd, DSA o altro. Non è pessimismo, ovviamente, perché sono cose già accadute, capitate, purtroppo.
Inoltre se si ha la consapevolezza di avere un bimbo precoce, sinceramente la valutazione può servire come meno.
Vediamo i pro e i contro che io stessa mi sono fatta

PRO E CONTRO

  1. Con la valutazione si può esattamente sapere il QI del proprio figlio ma… Solo se vi è totale collaborazione da parte del bimbo e/o si ha di fronte specialisti in Plusdotazione, capaci di saper individuare anche gli accenti nascosti del comportamento del bambino. Ciò vuol dire se si è capace di individuare anche ciò che il bimbo, per un motivo o per un altro, tende a nascondere o somatizzare, boicottando se stesso o svolgendo le prestazioni in modo inferiore al suo potenziale. Ciò capita specialmente in un momento di adeguamento da parte del bimbo o, soprattutto, bimba nei confronti del sociale, della scuola e altro. Quindi magari ci si ritrova a pagare una somma molto alta ma a essere costretti a ripresentarsi più volte per “beccare” (passatemi il termine) il momento più idoneo ed equilibrato dello stato psichico fisico del bambino. Molto spesso quando vedono che il bimbo non è pronto ancora o non si fida, in pratica non è collaborativo, si rimanda l’incontro a data da consolidare in avvenire, affinché il test riesca al meglio. Da qui l’ansia da parte dei genitori, ovviamente, aumenta. Nonostante ciò si è fortunati se vi suggeriscono percorsi appropriati, almeno di base, per mantenere attivo l’interesse e valorizzare gli stimoli del bimbo stesso.
  2. La valutazione potrà essere tesserino di entrata per le attività che alcune associazioni che si occupano di bimbi plusdotati organizzeranno. Molte altre Associazioni invece conoscendo il bimbo e osservando la semplice inclinazione del bambino non hanno bisogno di tale carta. Li accettano comunque.
  3. La valutazione, comunque vada, potrà rilevare i punti di forza da esaltare e di disagio da affrontare del Bambino.
  4. La valutazione potrà comunque aiutarti a orientarti meglio sul percorso da far fare al bambino. Stessa cosa però avviene seguendo i consigli di uno psicologo formato in Plusdotazione.
  5. La valutazione dovrebbe essere fatta in un momento in cui il bimbo o la bimba vive una situazione almeno equilibrata. A 3 anni può essere troppo presto mentre a 4/5 anni, troppo tardi per prevenire alcune sintomatologie causate da una mancanza di individuazione precoce Dell alto potenziale.
  6. Dopo la valutazione…. Inizieranno davvero i tempi duri… sia per farla accettare nel sociale e nelle. Scuole sia per adempimenti alle esigenze del bimbo. Tutto sembrerà più difficile. E magari visto che, specialmente al sud, non vi è ancora nulla di effettivo per partecipare a varie attività per questi bimbi, ci si dovrà comunque spostare per far sì che il bimbo segua ciò che più gli interessa. Stessa cosa accade senza valutazione.
  7. Anche gli psicologi stessi molto spesso ti rispondono IL QI NON È ALTRO CHE UN NUMERO. NUMERO CHE PUÒ ESSERE DI RIFERIMENTO MA SE NOI GIÀ SAPPIAMO CHE LA. BIMBA O IL BIMBO È PORTATO PER UNA CERTA VIA DI CERTO NON FACCIAMO PERDERE SOLDI AI GENITORI PER UNA COSA CHE GIÀ POSSIAMO GESTIRE AL MEGLIO E NON PERDONO QUINDI TEMPO E DENARO QUANDO SI PUÒ SEGUIRE e CONTINUARE A SEGUIRE IL PERCORSO GIÀ INTRAPRESO.
  8. Rimane comunque importante far fare la valutazione in caso in cui si abbiano dei dubbi in merito a un ipotetico potenziale del bambino o qualora il bimbo dimostri comportamenti tipici inidonei in classe o in casa, dovuti alla sua necessità di manifestarsi ma di non riuscita. Oppure qualora ci si accorgesse che il bimbo abbia qualche difficoltà o disagio.. Lì la valutazione fatta da un esperto in Plusdotazione può essere davvero illuminante, sia se ne dovesse uscire un profilo positivo di bimbo APC sia se non dovesse esserlo. In entrambi i casi si potranno scegliere vie e percorsi alternativi a lui mirato e ad hoc per aiutarlo a superare le sue difficoltà.

Alla fine, ci si accorge che se non altro, tranne per alcuni casi eccezionali, la valutazione è irrisoria se il figlio o la figlia è comunque stata seguita da uno psicologo formato in Plusdotazione che, conoscendo e quindi valutando sul campo il bambino o la bambina, ha potuto identificare i suoi punti di forza. Perché checché se ne dica quando si ha di fronte un bambino o bambina che in lui o in lei, è presente un alto potenziale cognitivo, non si può non accorgersene. È lampante sia per carattere sia per curiosità e interessi. Ovviamente sempre se il bimbo non lo nasconda, ma è, lo dico sempre, compito di noi genitori quello anche e soprattutto di osservare i nostri figli sin dalla. Nascita e conoscere quindi le loro predisposizioni e dare loro fiducia sin da subito per creare in loro autostima utile per rivelare il meglio di sé stessi.

Personalmente affermo sempre che i genitori non dovrebbero essere genitori invadenti, genitori che vedono nei figli una opportunità di farlo diventare la persona che loro non sono riusciti ad essere ecc, ma dobbiamo cercare di essere Genitori Osservatori Corretti e coerenti. Solo così potremo realmente vedere nostro figlio per come è veramente, abbandonando l’idea di quel figlio ideale che non potrà esistere mai.

Quando poi un bimbo inizia con domande specifiche alle quali una risposta netta non basta, quando inizia a due anni a parlare in modo fluente con un lessico forbito per la sua età, quando esplora il mondo e vuole comprenderlo in toto e lo vuole conoscere e valutare… Beh…. Non credo che ci sia bisogno davvero di una valutazione per capire che tuo figlio o tua figlia sia davvero precoce. E allora non disperiamoci ma iniziamo a comprenderli in primis noi questi bimbi, senza aver paura di dargli troppo stimoli, perché è la loro natura scovare nuovi e più stimoli quotidianamente. Senza si annoierebbero e rischierebbero di cadere in qualche disagio, ovviamente.

L’IMPORTANTE È NON IDENTIFICARSI NEL PROPRIO FIGLIO, ALTRIMENTI RENDEREMO A LUI UNA VITA INFERNALE E PERDERÀ INTERESSE E CAPACITÀ DI IDENTIFICAZIONE IN SE STESSO. E LO ROVINEREMO PIUTTOSTO CHE AIUTARLO.


ESSERE UN APC NON VI DIRE ESSERE PIÙ INTELLIGENTI MA AVERE UN MODO DIVERSO DI PENSARE E CONCEPIRE CIÒ CHE CI CIRCONDA.

RICORDIAMO CHE SONO SEMPRE DEI BAMBINI A CUI PUÒ PIACERE UN PERSONAGGIO DEI CARTONI ANIMATI e SEGUIRLO e IDENTIFICARSI IN LUI… PERCHÉ UN BIMBO AD ESEMPIO DI TRE ANNI RIMANE SEMPRE UN BIMBO DI TRE ANNI… È SOLO LA SUA FACOLTÀ INTELLETTIVA DIVERSA MA LE EMOZIONI, LA SENSIBILITÀ RIMANGONO QUELLE DI UN BIMBO DELLA SUA ETÀ.

E proprio come i Cigni amano stare anche soli se non riconoscono i propri simili.

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