ESSERE UN BRAVO INSEGNANTE – seconda parte

(Articolo di Emilia Amodio)

Un allievo APC potrà come non potrà avere problemi di socializzazione. Ciò dipenderà anche da quanto bravo sarà l’insegnante nel formare un clima positivo in classe, nelle scelte effettuate su come porsi nei confronti degli alunni e, di conseguenza, come saprà gestire le relazioni tra i suoi allievi. Il docente dovrà quindi creare condizioni positive per ottenere un sano clima di classe e permettere ai bambini di confrontarsi tra di loro, seguendo tale percorso passo per passo.
Sempre nel documento citato nella prima parte https://genitoriefigliplus.home.blog/2019/04/18/essere-un-bravo-insegnante-prima-parte/(documento di diploma di Canta Fosca) , si legge che:

“In Ticino nell’ottobre del 2010 è stata introdotta una direttiva riguardante i bambini API, essa ha definito sostanzialmente i seguenti cinque principi:
1) i bambini intellettualmente precoci hanno il diritto di essere accolti e sostenuti nel loro percorso scolastico;
2) le differenze legate allo sviluppo intellettivo devono essere considerate una ricchezza e non devono essere banalizzate o annullate;
3) durante la scolarità obbligatoria bisogna adottare delle misure per aiutare e soddisfare i bisogni di questi bambini;
4) visto l’adottamento di una visione legata l’inclusione scolastica, non bisogna creare delle classe speciali di soli bambini superdotati;
5) bisogna sostenere le attenzioni dei bambini ad alto potenziale intellettivo in tutti gli anni di scolarizzazione obbligatoria (SI, SE; SM).


Il Ticino ha una visione scolastica che punta all’integrazione, per cui questi bambini frequentano le scuole dell’obbligo normalmente e non vengono “ghettizzati” creando delle classi solo per loro.

Prenderne esempio, sarebbe una decisione corretta anche per l’Italia. Ma anche nel caso del Ticino, più avanti di noi come riconoscimento Dell alto potenziale cognitivo, i genitori affermano che ancora vi è poca informazione e formazione tra i docenti.


Ma partiamo da un punto:

l’articolo 29 della Convenzione internazionale dei diritti dei bambini, approvata nel 1989 dell’assemblea generale delle Nazioni Unite, afferma che tutti i bimbi (inclusi quindi i bimbi APC) devono avere eguali possibilità e opportunità di crescita sia sul piano sociale sia su quello intellettivo sia personale. Afferma l’esigenza di favorire lo sviluppo della personalità, delle facoltà e delle attitudini fisiche e mentali nei bambini.

La scuola, dunque, ha il DOVERE di permettere loro di crescere in maniera armoniosa prendendo in considerazione le loro esigenze e il loro potenziale.

La qualità della scuola si evince dalla capacità di questa, di non far disperdere il Potenziale intellettivo degli alunni, e offrire quindi adeguate opportunità formative. La scuola, a priori, deve motivare e sollecitare ma anche coltivare gli alunni con annesso potenziale, che sia alto o nella norma o addirittura inferiore, non importa. L’importante è far crescere il bimbo nel modo più corretto possibile rispettando e favorendo le sue attitudini, il suo potenziale, la sua curiosità e andando di contro a gestire eventuali disturbi permettendo al bimbo di superarli e avere strumenti corretti per gestire ogni suo tipo di emozione.

Quindi dare al bimbo evidenti strumenti per adoperare al meglio situazioni di problem solving.

Il bimbo APC non può essere considerato uguale agli altri a livello intellettivo.

Egli, difatti ha un apprendimento veloce, una curiosità marcata, comprende più velocemente, si pone mille domande alle quale esige che venga risposto in modo esaustivo, non ha il senso del limite, si annoia facilmente, odia la ripetitività di un argomento o di una lezione, è sempre in cerca di nuovi stimoli, va avanti a compromessi anche quando vuole fare una cosa, come arrampicarsi su un albero mentre il genitore gli chiede di non farlo, “solo fino a qui…. Solo due volte lo faccio… “

Di contro, per quanto è precoce nel ragionamento e nell’apprendimento, è un bimbo fragile a causa della sua ipersensibilità, non riesce a fare gruppo ma predilige, solitamente, il rapporto 1:1, ha un pensiero arborescente e non sequenziale, come impone la scuola e per questo, se non aiutato e compreso, ha difficoltà a scuola e nei compiti. Insomma, un bimbo APC è una personalità complessa e, nello stesso tempo, fragile.

Un buon insegnante deve e ha il dovere di tenere conto di queste differenze e variare il proprio metodo di insegnamento e di ricercare strategie che permetteranno al Bimbo APC di non annoiarsi in classe, di apprendere, di relazionarsi con gli altri.

Al momento, sono sempre i genitori a chiedere all’insegnante che vengano attuati delle soluzioni didattiche, per aiutare il proprio figlio in classe. Ma ciò non dovrebbe essere considerato corretto, in quanto dovrebbe accadere il contrario: l’insegnante dovrebbe proporre ai genitori soluzioni didattiche e alternative per aiutare l’allievo.

Fin quando non accadrà questo, significherà che ancora la sana e buona curiosità che dovrebbe appartenere a tutti e, in special modo, a chi ha a che fare con l’insegnamento dei bimbi, manca.

LE SOLUZIONI DIDATTICHE PER BIMBI APC:


Le soluzioni didattiche al momento disponibili sono:

ACCELERAZIONE
Consiste nel salto di una classe. Generalmente, lo si effettua alle elementari. Una volta considerate le esigenze, l’interesse, lo stile di apprendimento del bimbo APC, si richiede l’avanzamento di una classe, in questo modo magari il piano didattico potrebbe essere alla pari alle esigenze del bimbo.
Secondo il mio punto di vista questa soluzione potrebbe essere come non potrebbe essere risolutiva, questo per vari fattori: il bimbo passerebbe un anno già in una nuova classe, che sarebbe la prima elementare, per poi essere catapultato in una nuova classe già formata, già avviata. Volendo o nolendo, questa soluzione potrebbe essere vissuta dal. Bimbo come negativa. Se l’alto Potenziale nel bambino è stato scoperto alla Materna, sarebbe opportuno valutare come soluzione la Primina. In questo modo il bambino entrerà alle elementari, sì, con un anno di anticipo, ma non dovrà fare alcun salto di classe dopo aver conosciuto e magari anche legato con alcuni compagni della prima elementare. Inizierebbe l’elementare già avanzato e in più non è costretto ad abbandonare la sua classe dopo meno che un anno.
Ma nel caso in cui si opti per il salto di classe alle elementari, il ruolo del docente anche qui diventa primario. Egli infatti dovrebbe aiutare il bimbo ad inserirsi nella nuova classe già coalizzata e in più far accettare il nuovo alunno nel gruppo della classe. Il lato negativo di questa scelta, quindi, risulta essere la differenza maturità tra un bimbo di magari sette anni e uno di nove, ovviamente. A causa di ciò quindi si potrebbe avere qualche problema relazionale, per vari motivi: o perché il bambino magari accolto in primis con entusiasmo dalla classe nuova che riserva in lui grandi aspettative, non riuscirà a soddisfare tale aspettative o perché magari non accettano il nuovo alunno per via della sua giovane età.
Il docente quindi dovrebbe servire da collante.

APPROFONDIMENTO
Si tratta di sollecitare il bimbo APC ad approfondire nel dettaglio gli argomenti proposti durante il corso della lezione dell’insegnante, tramite letture supplementari, ricerche, documentari e così via. In questo modo si dà al bimbo APC l’opportunità di rimanere nella propria classe con i suoi coetanei e in più la possibilità di approfondire maggiormente un argomento in base alle sue esigenze. Ovviamente per sollecitare questo tipo di approfondimento che può essere concettuale, nozionistico o basato su un argomento specifico, il docente dovrà essere, a sua volta, preparato per essere pronto ad aiutare il bimbo qualora ne avesse bisogno, nelle domande e nelle risposte ma anche in altre difficoltà che potrebbero comparire durante lo svolgimento del compito assegnatogli.

ARRICCHIMENTO
L’arricchimento tratta l’approfondimento di un argomento a piacere, una volta finito il compito che interessa tutta la classe. Al Bimbo APC viene data la possibilità di approfondire un argomento a piacere tramite la lettura di libri, cartine, ricerche ecc. Quindi, in tal caso, il docente dovrà adibire un angolo della classe alla funzionalità richiesta da tale metodo, quale l’inserimento di una piccola libreria capace di contenere libri di argomenti vari e un’enciclopedia. Pertanto, i bimbi Apc, ma anche tutti gli altri alunni, potranno avere la possibilità di sviluppare i propri interessi.
Per Mormando, l’arricchimento si sviluppa in tre fasi:


“la prima fase consiste nel generare le domande ed è molto importante che il docente aiuti il bambino in questo compito; durante la seconda fase si scelgono una o più domande (tra quelle proposte durante la prima fase) a cui, nella terza fase, si cercherà di dare una risposta”.


Mentre la Cairo ci parla di tre differenti tipi di arricchimento :


“il primo è orientato verso il processo e si “tende a promuovere nel bambino dei processi mentali più complessi e migliori espressioni di creatività”;

il secondo, verso il contesto e in questo caso ci si riferisce sostanzialmente all’approfondimento di una disciplina;

e il terzo processo è “orientato al prodotto” e viene enfatizzato il risultato”.


Anche promuovere attività extra magari di laboratorio, in base agli interessi dei bimbi Apc, pomeridiani, dove poter passare il tempo imparando in tutta libertà, potrebbe essere un arricchimento aggiuntivo da poter prendere in considerazione.

RAGGRUPPAMENTO
Consiste nel raggruppare i bimbi Apc in classi apposite per loro. In tal modo il. Bimbo potrà imparare con compagni con cui condivide vari interessi intellettivi. A Milano vi era la scuola di Emilio Trabucchi, fondata sul metodo Monterossi. Ad oggi il raggruppamento viene utilizzato raramente. In Svizzera esiste solo una scuola di questo generis.
Il raggruppamento potrebbe essere funzionale ma anche no. Difatti, raggruppare bimbi Apc in un’unica scuola tenderebbe a non farli relazionare e confrontare con gli altri bimbi. Questa soluzione deve essere ben ponderata prima di prenderla in considerazione.

Osservando e leggendo ciò, conoscendo anche le varie soluzioni da poter sfruttare nella maggior parte dei casi, si evince che, seppure non ci sia ancora una legge specifica sul piano didattico da dover seguire per questi bimbi Apc, vi sono soluzioni adeguate per principalmente soddisfare almeno la curiosità viva di tali bimbi. Inoltre come dico sempre, la creatività dell’insegnante potrebbe dar vita ad altre soluzioni. Una volta chiusa quella porta ci siete voi e gli alunni ed è competenza e responsabilità vostra nel far sorgere interesse nei bambini e nei ragazzi di cui vi occupate. Quali strumenti e mezzi utilizzate in modo intelligente lo potete scegliere insieme a loro. Di alternative ne avete se realmente il vostro scopo ultimo è quello di educare un bimbo o un ragazzo. Alla luce di ciò, sapete bene che vi sono questi metodi da poter sfruttare in tutta libertà.
Allora perché non sfruttarli? Quale è il problema?
L’unico problema esistente che pone dei limiti è la scarsa volontà dall’insegnante nell’arricchire la mente di un allievo in modo adeguato.
Pertanto si evince che purtroppo nelle nostre scuole l’impegno da parte dall’insegnante è quasi assente ed è un vero peccato. E quando esiste nella maggior parte si porta avanti il programma in modo svogliato senza vero interesse.
Spero che al più presto questi insegnanti possano cambiare idea e ritrovare in se stessi il fuoco dell’insegnamento che ha fatto sì che diventassero Insegnanti.

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