IL MIUR RICONOSCE I BIMBI APC…. È davvero così?

Miur riconosce i bimbi plusdotati
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Da ieri c’è stata questa notizia che sta dando un po’ di speranza tra la comunità di coloro che si interessano e vivono i bimbi apc.
Ma c’è da essere felici?
In parte…. e spieghiamo il perché :
Questa nota è una interpretazione di una legge già in vigore, che già esisteva. Nulla di nuovo, quindi… Solo un passetto perché il Miur oltre ad aver fondato il Comitato tecnico per la tutela del diritto allo studio dei bimbi ad alto potenziale cognitivo, ha di facto messo parola su questa realtà.
Spieghiamo un po’ ciò che ancora non si è compreso:

In primis I bimbi apc hanno bisogni emotivi diversi.
I bimbi apc a scuola non hanno bisogno solo di potenziamento o di approfondimento. Loro hanno bisogno di un metodo creato sul loro modo di pensare e ragionare, di Insegnamento . Perché? Usando l‘emisfero destro non solo la relazione con l’insegnante inizia innanzitutto tramite il sentimento ma ragionano e imparano in modo divergente. Imparano per immagini, pensano col pensiero divergente e non sequenziale. Quindi, se la stessa materia la si fa approfondire con lo stesso metodo di insegnamento, certamente non si risolvono i problemi di incomprensione tra ciò che dice l’insegnante e ciò che apprendere e pensa l’alunno. Se si fa rientrare (come già si consideravano, visto la mancanza di piani ad hoc su questi bimbi) i bimbi apc nei bes senza formare una “sezione”  a parte sulle loro reali esigenze diversi dalla norma, ma li si tratta come bimbi che Cmq ragionano e apprendono in modo sequenziale, cosa si è risolto? Nulla, se non solo quello di averli inseriti in un gruppo che in realtà non ha nulla a che fare con loro. Perché la differenza dei bimbi apc tra loro e la norma è il loro modo diverso di apprendere, imparare e ragionare.
Quindi, in primis, è la Formazione ( che deve essere imposta e non a seconda della scelta degli insegnanti o dei dirigenti), degli insegnanti  che il Miur dovrebbe prendere realmente in considerazione. In tal modo, se ci fosse una direttiva vera e propria da parte del Ministero nei confronti di tutte le scuole, i Dirigenti non potrebbero non partecipare e non finanziare i corsi di formazione in plusdotazione per gli insegnanti.
Da qui si partirebbe per capire COME insegnare ai bimbi apc le materie e COME rivolgersi a loro e instaurare con loro un rapporto sano e non disarmonico e in contrasto.
Anche perché non tutti gli insegnanti, come vale anche per coloro che insegnano ai bimbi con determinati disturbi o altro, sono portati per tale approccio educativo. Quindi varrebbe anche come selezione di formazione.
UN Pdp impostato senza formazione in plusdotazione creera’ e già crea più frustrazione e maggiore incomprensione che altro.
È come voler dare una terapia senza studiare la malattia o la diagnosi.
Certamente ci dobbiamo accontentare di questo primo passo ma con la speranza che questo dia un inizio a un vero interesse anche da parte degli insegnanti e dei dirigenti sulle vere esigenze dei plusdotati.
Perché ricordiamo che anche i plusdotati sono tutti diversi fra loro ma la. Complessità della loro personalità può essere usata come risorsa o farla diventare un inferno.
C’è da capire che per i bimbi apc i sentimenti sono più importanti delle Materie. Che i bimbi apc PENSANO PRIMA COL CUORE E POI CON LA TESTA!
Compreso ciò magari si vedrà con più facilità la soluzione a ogni piccolo problema.

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