PRIMA PARTE: PREGIUDIZI E MITI DA SFATARE SUL BIMBO APC

È doveroso sfatare alcuni miti che aleggiano su questi bambini e che, in un certo senso, li penalizzano senza un reale motivo veritiero e accertato.
Malgrado le varie informazioni che ormai sono alla portata di tutti, sull’argomento Plusdotazione, pochissimi sono coloro che realmente si interessano a comprendere cosa sia di fatto la Plusdotazione e cosa comporta in un bimbo avere un alto potenziale cognitivo. Nonostante i vari strumenti che abbiamo e che magari si utilizzano anche per cose banali, pochi sono coloro che sfruttano anche internet in modo intelligente, quando un genitore parla loro di plusdotazione o di alto potenziale cognitivo.
Per questo motivo è bene che scriva anche sui miti da cancellare e debellare dalla mente alla parola bimbo apc. 


Parto con la premessa che ogni bimbo è diverso e unico quindi quando si parla di bimbi si devono considerare anche i lati opposti e considerare ogni tipo di sfumatura.  

1.IL BIMBO APC VIENE ISOLATO Molto spesso questo non accade anzi gli altri bimbi sono affascinati da questi bambini e ci si accostano con curiosità e una volta riusciti a fare amicizia riescono anche a rispettare il carattere e a comprendere e riconoscere la personalità complessa del nuovo amico molto meglio delle maestre e degli adulti.

2. IL BIMBO APC O PLUSDOTATO NON RIESCE A FARE AMICIZIA

NON è esattamente vero. Essendo molto selettivi, non fanno subito amicizia. Il rapporto di amicizia per loro è rapporto di fiducia vera sotto la lente di ingrandimento,quindi richiede tempo e continue osservazioni. Pensate che Maika ha instaurato un rapporto di vera amicizia dopo 1 anno che è a scuola… Un anno in cui ha osservato e considerato anche “piccoli” i suoi coetanei e instaurato rapporti di rispetto e allo stesso livello quasi suo, i bimbi di 5 anni (ancora oggi è fortemente legata a una bimba che ora fa la prima elementare ma che spesso accompagna la mamma a portare All’ asilo la sorellina e quando F. e Maika si incontrano è sempre furore e amore. E quando F. sta con lei poche ore All asilo, Maika sta solo con F. ) . Poi, pian piano anche tramite i nostri consigli, si è rapportata anche con i suoi coetanei ma solo con una ha solidificato il rapporto… Gli altri fanno contorno per lei e continua a trattarli da piccoli insegnando loro anche i suoi giochi ma poi andandosene.

3. I BIMBI APC HANNO PROBLEMI DI PSICOMOTRICITA’
Anche questo vale solo per pochi bimbi Apc. In realtà la maggior parte di essi hanno una buona e anche elevata psicomotricità rispetto alla loro età,  essendo che hanno imparato subito a stare seduti, a camminare e correre e quindi a stare in equilibrio. Inoltre amano lo sport o qualunque attività di movimento e sono molto bravi.

4. I BIMBI APC PARLANO E CAMMINANO PRESTO E IMPARANO IN MODO AUTONOMO PRIMA DEI 4 ANNI A LEGGERE E SCRIVERE.
Bene, sfatiamo anche questo mito. Molti bimbi valutati APC E PLUSDOTATI non hanno camminato e parlato subito, molti di questa percentuale lo hanno fatto dopo i 18 mesi e parlato dopo i 2 anni. Certo è che a due anni non usavano un lessico della loro età ma parlavano già con frase lunghe e un ricco vocabolario.
La letto-scrittura non fa del bambino un plusdotato. Esistono molti bimbi normodotati che hanno imparato a leggere e scrivere anche a 4 anni ma non sono plusdotati e molti plusdotati invece che hanno imparato a leggere e scrivere solo alla prima elementare.

5. SONO BRAVI IN MATEMATICA E FANNO DI CONTO GIÀ A TRE ANNI.

Non per tutti è così. Certo la maggior parte è affascinata dai numeri, hanno un pensiero logico/matematico ma altri invece sono portati più per la scrittura o per altro. Alcuni di coloro che sono portati per la matematica, vanno male in tale disciplina, oppure non dimostra tale talento prima delle elementari.

6. TUTTI I BIMBI APC HANNO ASSOCIATI ALTRI DISTURBI. QUINDI TUTTI I BIMBI APC SONO DOPPIAMENTE ECCEZIONALI.
Assolutamente NON VERO. Anche qui vi sono bimbi doppiamente eccezionali e altri invece soltanto plusdotati.

7. TUTTI I BIMBI APC SONO MANIPOLATORI
Anche qui non è vero. Alcuni lo sono altri invece sono polemici. Alcuni usano la manipolazione in modo diciamo così sbagliato altri invece con accanto la sincerità anche se l obiettivo perseverato è lo stesso: ottenere ciò che si vuole e nel modo che si è deciso di ottenerlo.

8. SONO DEPRESSI
Anche qui c’è da considerare molto: come viene trattato il bimbo, come si sente nel sociale, le domande che si pone e se vengono ascoltate dagli adulti rispondendo nel modo adeguato ecc…
La depressione solitamente avviene quando il bimbo non si sente accettato e valutato sia a scuola o solo a casa e viceversa. Oppure molto spesso quando a determinate domande che si pone e alle quali si risponde, come il tema del vivere dell’anima o della Morte, non vi è alcun adulto per confortarlo e spiegargli le cose, magari dandogli una risposta che gli fa capire che non tutto è brutto di quell’argomento.
Oppure quando c’entra ovviamente la noia distruttiva.

9. I GENITORI DI BIMBI APC SONO IN BALIA DELLE DECISIONI DEI FIGLI E VENGONO MANIPOLATI
Affatto vero, anzi proprio il contrario. Si sta attenti a ogni piccolo movimento proprio per renderci conto se cerca di manipolarci e se quelle necessità ed esigenze siano vere o false. Certo, dobbiamo osservare il triplo di un genitore normale, dobbiamo stare attenti a ogni minimo cambiamento di umore, essere più tolleranti ed elastici nelle decisioni e andare a compromessi utili. Dobbiamo rapportarci con un bimbo di 3 anni ma che ne dimostra 5 6 ed è questo che ci destabilisce all’inizio perché molte domande sorgono e molte paure anche…

10. NON AMANO LE REGOLE
loro adorano le regole perché li fa sentire sicuri e li fa sentire contenuti. Rispettano le regole e non comprendono perché altri bimbi e adulti non li debbano seguire. A volte rimproverano anche (tipo maika😂) coloro che non rispettano le regole.
NON amano i limiti, vero, ma le regole e i compromessi bastano per far loro capire dove potersi spingere anche perché mettono a dura prova il genitore proprio per vedere fin dove possono spingersi e conoscere anche i limiti e debolezze del Genitore stesso.
Le regole non le rispettano solo quando non ci trovano un senso. Per loro tutto deve avere senso per essere utile. 

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