VIAGGIO NEL CERVELLO DI UN PLUSDOTATO

Cosa accade nella testa di un bimbo apc che lo spinge a essere più curioso, più responsabile, più sensibile, più precoce del proprio coetaneo?

SPUNTI DI RIFLESSIONE DAL LIBRO TROPPO INTELLIGENTE PER ESSERE FELICI

Questo libro è stato scritto dalla dottoressa francese Facchin, Specializzata in plusdotazione. È un libro che con semplicità riesce a farvi comprendere la vasta complessità della personalità di questi bambini apc e il perché sono incompresi dalla società. Difatti, il bimbo apc ha un modo diverso di imparare, ragionare, pensare, relazionarsi, concepire il vasto mondo e il vasto universo, la vita e le emozioni, le sue tensioni e sensazioni. Egli, interagisce in modo divergente perché il suo cervello, in primis, elabora le informazioni con più velocità e utilizzando l‘emisfero destro. Vediamo ora nei particolari:

IPERATTIVAZIONE CEREBRALE: IL CERVELLO IN TEMPESTA: il cervello dei bambini plusdotati è in continuo stato di iperattività, dotato di connessioni fulminee che si dispiegano simultaneamente in tutte le regioni. Un brulichio neurale costante che incrementa il potenziale cognitivo Ma che diventa difficile da canalizzare.

Il libro riporta alcune affermazioni di questi bambini:

” Ho talmente tante idee che mi passano per la testa che cerco di parlare in fretta per riuscire a dire tutto, ma poi mi impappino, è una catastrofe

” pensa così tante cose contemporaneamente che in certi momenti vado in confusione e perdo il filo. Il mio cervello va troppo veloce e io ho l’impressione di dimenticare delle idee essenziali”

” a volte la mia scatola cranica va a mille, si surriscalda al punto che ho paura che possa andare in tilt. E la cosa mi terrorizza. Allora cerco di sforzarmi di non pensare, ma non ci riesco. È come essere prigionieri del proprio cervello”

Parole forti ma che racchiudono anche gli stati d animo di questi bimbi.

LA VELOCITÀ: tutto deriva Dalla rapidità delle connessioni neurali. Nei soggetti APC l’andatura delle informazioni è di gran lunga più elevata della media ( all’incirca 5 cm più al secondo, per ogni punto  QI supplementare). Nello stesso Lasso di tempo, il plusdotato è in grado di elaborare e analizzare un maggior numero di dati della stragrande maggioranza di noi. Il flusso cerebrale è ininterrotto. Il livello di attività cerebrale è alle stelle, e l’intensità difficile da tenere sotto controllo.

Quali sono le conseguenze? Un lavorio mentale perenne, frenetico e impossibile da arrestare.

TRATTAMENTO MULTISPAZIALE: quando parliamo di trattamento dell’informazione ci si riferisce al modo in cui il cervello elabora la totalità dei dati provenienti dall’esterno, cioè ciò che avviene nell’ambiente circostante che viene recepito dei cinque sensi, e interna, cioè il generale ricordi, dalle associazioni di idee, dalle redazioni. Nel plusdotato tutte queste informazioni sono veicolate e ubicate in un’area circoscritta, Come si osserva di solito nel caso delle localizzazioni funzionali del cervello. Per giunta l’elaborazione dei dati è simultanea, il ché significa che ogni messaggio viene processato insieme a tutti gli altri senza differenze gerarchiche. Il numero dei neuroni coinvolti risulta quindi esponenzialmente superiore alla media. E così il plusdotato ha la testa che gli scoppia.

LA VERA SFIDA:SELEZIONARE L’INFORMAZIONE PERTINENTE: Come si riesce a isolare l’informazione che ci interessa? Considerate che tutto va tremendamente in fretta in modo simultaneo. Non appena il plusdotato cerca di acchiappare un’informazione, questa è già lontana e ne escono altre mille. Come liberarsi da questa carica emotiva che si attiva al ritmo dei neuroni, trascinando il pensiero in zone ancora più remote?

– deficit di inibizione latente: è quel processo cognitivo che ci permette di selezionare e stabilire una gerarchia tra gli stimoli e le informazioni che il nostro cervello deve elaborare. Entriamo in un luogo: sentiamo odori, rumori, poi nulla più. Questo è per via del processo di inibizione latente che ha classificato le informazioni come secondaria ed è grazie a questo che il cervello può operare una selezione tra i dati che ci investono ritagliando ciò che si considera utile e pertinente.

Nei plusdotati la selezione automatica non funziona come dovrebbe, Col risultato che il malcapitato si trova di fronte una massa di informazioni che deve lavorare manualmente. In questo caso si parla di deficit di inibizione latente. Ecco perché Il plus dotato fa tanta fatica a organizzare e strutturare il suo pensiero. E spesso si ritrova a dibattersi nel flusso di emozioni e sensazioni che la situazione gli impone.

-la dipendenza/indipendenza del campo: due stili cognitivi che determinano le competenze diverse. Tagli campi designano due stili cognitivi differenti e misurano la capacità di isolare un dato elemento all’interno di un insieme complesso. Ognuno di noi ragiona secondo l’una o l’altra di questa modalità.

Chi è campo indipendente riesce a isolare i dettagli con facilità e a fare astrazione delle informazioni inutili per concentrarsi esclusivamente sullo svolgimento di un dato compito. Il cervello del campo indipendente non ha difficoltà a trovare ciò che cerca.

I campo dipendenti, invece, fanno più fatica a mettere a fuoco il bersaglio, e servirà loro un notevole sforzo di attenzione per raggiungere l’obiettivo. Gli appartenenti a questo campo sono immersi fino al collo nelle sollecitazioni dell’ambiente circostante, si rivelano incapaci di estrapolare l’essenziale. I plusdotati fanno parte di questa ultima categoria. Il soggetto APC non riesce a compiere le distinzioni necessarie a un’elaborazione rapida ed efficiente dei dati e, la dimensione affettiva amplifica il suo legame col contesto.

RENDIMENTO DEI PLUSDOTATI IN BASE AL CONTESTO:Eh sì, perché varia eccome.

Il plusdotato per dare al meglio le sue prestazioni,  dovrà confrontarsi con un numero ristretto di informazioni. Per esempio a scuola, i quesiti a scelta Multipla gli esercizi a compilazione ottimizzano le sue competenze mentre di fronte al tema, la ridda di idee che gli si attivano in contemporanea nella testa finisce per sommergere le sue conoscenze in materia. A volte risulterà iperconcentrato, ma tutto deve svolgersi rapidamente. Andare di fretta gli consente di tenere a distanza tutte le interferenze. Spesso salta da un ragionamento all’altro senza riuscire a formulare l’idea che aveva in mente, perché la sua riserva di concentrazione si è esaurita. In altre situazioni, il contesto è talmente Saturo di informazioni che il plus dotato non riesce più a focalizzare l’attenzione. Allora si mette in stand-by, stacca la spina e lascia entrare nel suo cervello soltanto gli stimoli strettamente necessari. Abbiamo l’impressione che non ci ascolti, che sia altrove. In simili circostanze è bene ripetergli le cose fino allo sfinimento.

Il plusdotato è produttivo al massimo o per niente. Il problema è che per lui il massimo e spesso troppo.

Dall’eccesso DEL PENSIERO ALL’IMPULSIVITA‘ : quando il plusdotato è in stand-by, può prendere decisioni avventate, finendo per sembrare uno sciocco. Ciò causa malintesi e conflitti. È difficile comprendere come una persona intelligente posta considerazioni senza senso. Ma purtroppo accade e lo si deve comprendere, capire, e accettare.

Ecco perché non si può chiedere di cambiare pensiero al plusdotato e né far finta che non sia diverso nel ragionamento. L adeguamento che a volte si verifica produce solo malessere e destabilizzazione nel bimbo APC e per questo molto spesso sorgono disturbi comportamentali o altro ancora.

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